Strage di via dei Georgofili: ergastolo confermato

Strage di via dei Georgofili: ergastolo confermato

20 Febbraio 2017 0 Di Miranda Parrini

La Cassazione conferma l’ergastolo per Francesco Tagliavia, il boss della mafia che avrebbe fornito esplosivo per la strage di via dei Georgofili a Firenze nel 1993.

Confermata la condanna all’ergastolo a Francesco Tagliavia, il boss della mafia che nella notte tra il 26 e il 27 maggio ha provocato la strage in via dei Georgofili a Firenze.

Lo scoppio dell’autobomba provocò la morte di cinque persone fra cui due bambine, i coniugi Fabrizio Nencioni (39 anni) e Angela Fiume (36 anni) con le loro figlie Nadia (9 anni) e Caterina (50 giorni di vita) e lo studente Dario Capolicchio (22 anni). oltre a 48 feriti e ingenti danni al patrimonio artistico della città.

L’auto fu imbottita di tritolo e venne fatta esplodere nei pressi della torre dei Pulci, sede dell’Accademia dei Georgofili. L’ordigno provocò un cratere enorme, tre metri di diametro per due di profondità, a causa dell’alto potenziale esplosivo, 200 chili di tritolo e pentrite.

La mattina successiva la “Falange Armata» rivendicò la strage con due telefonate anonime alle redazioni dell’agenzia Ansa.

L’attentato viene fatto risalire alla reazione del clan dei Corleonesi di Totò Riina all’applicazione dell’articolo 41 bis che prevede carcere duro e isolamento per i mafiosi.

Sono trascorsi oltre 20 anni da quella strage, ed oggi la Cassazione conferma l’ergastolo per il boss della mafia Francesco Tagliavia.

Ed è la seconda volta che il processo approda in Cassazione dal momento che il 17 settembre del 2014, la stessa Suprema Corte aveva annullato con rinvio la prima sentenza d’appello, per una valutazione degli elementi di prova, a sostegno delle dichiarazioni dei pentiti Gaspare Spatuzza e Pietro Romeo che accusavano Tagliavia.

Lo scorso 20 gennaio il sostituto pg, Mario Pinelli, aveva sollecitato la conferma della sentenza emessa dalla Corte d’appello di Firenze il 24 febbraio 2016 che aveva condannato nuovamente Tagliavia all’ergastolo e all’isolamento diurno di un anno.

La strage di via dei Georgofili non è stato l’unico attentato mafioso di quegli anni, la mafia aveva adottato la strategia del terrore con l’intento di indebolire lo Stato.

In particolare, gli inquirenti di Firenze hanno accusato Tagliavia di aver messo a disposizione il gruppo di fuoco per gli attentati del 1993-1994 a Firenze, Roma e Milano.

Ma la Corte di Cassazione ha prosciolto il boss dagli attentati di Milano (via Palestro) e Roma (via Fauro, Velabro e stadio Olimpico).