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Strage di Monaco: nove le vittime del killer dell’ OEZ

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MUNICH, GERMANY - JULY 22: Police officers respond to a shooting at the Olympia Einkaufzentrum (OEZ) at July 22, 2016 in Munich, Germany. (Photo by Joerg Koch/Getty Images)

E’ un diciannovenne tedesco di origine iraniana Alì Sonboly, l’autore della strage avvenuta ieri all’OEZ – acronimo del centro commerciale Olympia – a Monaco in Baviera , dove sono rimasti uccise 9 persone e ferite 27. Il giovane killer era in cura farmacologica per depressione e ossessionato dalle stragi. 

Ha aperto il fuoco dal tetto di un edificio  ed ha iniziato a sparare sulla folla tra il McDonald’s e l’ingresso dell’OEZ, il centro commerciale gremito di gente nel tardo pomeriggio di venerdì.

Ma il giovane omicida che a pochi giorni dall’ultimo attentato terroristico a Nizza ha fatto riprecipitare nel terrore Monaco, il suo paese e  l’intera Europa, non stava compiendo una missione suicida per conto dell’Isis. Era invece un soggetto depresso, in cura psichiatrica e ossessionato dalle stragi come quella di Utoya – della quale per caso o per scelta del killer ricorreva ieri il quinto anniversario – o il massacro di studenti delle Columbine  High School negli Stati Uniti nel 1999.

“Sono un tedesco, mi avete bullizzato per sette anni e ora mi vendico, ho la pistola” ha gridato ad un uomo affacciato al balcone con il quale ha avuto un’accesa discussione poco prima di iniziare a sparare all’impazzata dal tetto del centro commerciale e proseguendo poi all’interno fra i negozi. L’allarme é scattato immediatamente e in poco tempo Monaco si é trasformata in una città sotto assedio e blindata. Con i media ufficiali e i social impazziti di mezza Europa che si rincorrevano nelle notizie prive di ogni fonte ufficiale, annunciando numeri altalenanti di vittime, terroristi in fuga in metropolitana e possibili altri attentati in centro città. Il panico, per la lunga scia di attentati terroristici che dopo gli attacchi di Parigi e Bruxelles hanno insanguinato l’Europa ha contagiato anche la Germania. Le autorità bavaresi hanno decretato lo stato di emergenza, interrotto tutti i mezzi di trasporto pubblici e chiesto ossessivamente alla popolazione – anche attraverso l’account ufficiale twitter – di restare chiusi in casa. Alì Sonboly invece, riuscito prodigiosamente a fuggire a piedi dal centro commerciale di Monaco, é stato ritrovato già morto dalla polizia a distanza di circa un chilometro dal luogo dell’attentato. Si é suicidato sparandosi con la stessa arma, una Glock 9mm detenuta illegalmente, con la quale ha lasciato a terra morte nove persone, cinque delle quali minorenni. E circa 300 proiettili nello zaino rimasti inesplosi.

“Una serata e una notte come questa é difficile da sopportare, soprattutto a così breve distanza da una notte come quella di Nizza” ha dichiarato oggi il cancelliere tedesco Angela Merkel che ha aggiunto di comprendere bene lo stato d’animo di tutti coloro che si sentono insicuri, prodigandosi poi ad elogiare  l’operato di tutte le forze di polizia che hanno agito in modo altamente professionale, mettendo in sicurezza la città”

Nell’abitazione del giovane attentatore perquisita nella notte non é stato rinvenuto alcun elemento che possa ricondurre ad un legame con la jihad islamica. Al contrario lo studente, figlio di un tassista e di una commessa, possedeva libri sulla strage di studenti ed era ossessionato dalle umiliazioni perpetrate nel passato dagli ex compagni di scuola.

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Claudia Svampa
Claudia Svampa, giornalista professionista, si occupa da oltre venti anni di temi internazionali, terrorismo, immigrazione e difesa. Lavora nella redazione della rivista Libertàcivili del ministero dell'Interno. Dal 2015 fa parte della redazione centrale di ItaliaNotizie24 per la politica estera. E' stata per quattro anni corrispondente del quotidiano Il Tempo dalla Tunisia. In precedenza, per la stessa testata è stata corrispondente per quattro anni da Bruxelles. Ha iniziato a scrivere per Il Tempo nel 1993. Ha anche lavorato per le agenzie stampa ADNKronos, Aki e Grtv. Dopo aver conseguito attestazione dal parte del ministero della Difesa, del COI e della FNSI di stampa embedded, accreditata alle missioni nelle are di crisi e di guerra, ha realizzato servizi e reportage in Sahel, Tunisia, Libia, Mediterraneo centrale, oceano Indiano, Somalia e Iraq. IN OGNI PARTE DEL MONDO - Reportage tra le Forze Speciali nei teatri di guerra é il suo primo libro.