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Stupro a Milano, condanna dopo otto anni. Sandulli: ” Lo stupro non è gara contro il tempo”

Stupro a Milano, condanna dopo otto anni. Sandulli: ” Lo stupro non è gara contro il tempo”

11 Luglio 2026 Off di Piero Sandulli
La Corte d’Appello di Milano ha condannato in appello bis a un anno e due mesi di reclusione un ex sindacalista dell’aeroporto di Milano Malpensa per violenza sessuale nei confronti di una hostess. I fatti risalgono al 2018 ma nei primi due gradi di giudizio il sindacalista era stato assolto. I giudici avevano stabilito che  nel tempo di 30 secondi della violenza, la donna avrebbe avuto il tempo di opporsi e reagire. La decsione aveva sollevato sconcerto e disapprovazione. Ieri è arrivato il nuovo verdetto con la condanna dell’uomo. “Non posso dire di essere felice, ma c’è sollievo. Non è passato giorno in questi otto anni in cui il mio cervello sia stato libero da questi pensieri. La speranza è che quella di oggi sia la puntata finale di questa storia e che io e la mia famiglia finalmente possiamo mettere un punto” ha dichiarato la donna.
Questo il commento alla nuova sentenza del Prof. Piero Sandulli, avvocato e docente di diritto processuale civile e di Giustizia sportiva.

“Finalmente, dopo l’intervento della Suprema Corte di Cassazione, la Corte di Appello di Milano ha fatto giustizia ricordando che resistere ad uno stupro non è una gara contro il tempo!
Il no è No e non può essere legato al tempo di reazione. Chi è preso di sorpresa nel difendere il suo diritto alla integrità della Persona non sta facendo una gara!
E’ necessario comprendere che la volontà di resistere alla violenza è uno dei diritti fondamentali della Persona e non può essere in alcun modo limitata nel suo esercizio.
Chi resiste ad una violenza deve essere sempre tutelato dall’Ordinamento e non deve essere costretto a difendersi dal processo, che troppo spesso determina una inversione dei ruoli dove la vittima diventa spesso il giudicato.
Non è più possibile che si forniscano utili giustificazioni a chi si è reso protagonista del più infame dei delitti: il calpestare la dignità altrui!
Ricordiamo sempre l’articolo tre della Costituzione!

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