Super Bowl, la pubblicità vince sul second screen

Super Bowl, la pubblicità vince sul second screen

09 Febbraio 2016 0 Di Pietro Nigro

Una ricerca di Adometrics rivela: aumentano gli spettatori che cercano su Google e Youtube le marche e i prodotti visti negli spot trasmessi durante la partita. Nell’82% dei casi la ricerca si fa sul cellulare.

Super Bowl, sul second screen ha vinto la pubblicità

Super Bowl advertisementSuper Bowl 2016: in campo hanno vinto i Denver Broncos, che hanno battuto per 24 a 10 i Carolina Panthers. Sul web, ha vinto Beyoncè, che ha collezionato milioni di contatti. E fuori campo? Non c’è dubbio, fuori campo ha vinto la pubblicità. E quindi hanno vinto le aziende che hanno pagato 5 milioni di dollari per trasmettere i loro “commercial” sulla Cbs durante la finalissima del campionato di Football americano. E che ora fanno i conti con i ricavi di tanto sforzo economico.

Secondo quanto ha rivelato qualche mese fa il presidente della Cbs Leslie Moonves, gli spot da 30 secondi durante il 50esimo Super Bowl sono stati venduti a 5 milioni di dollari. Tariffa che, secondo Fortune, sarebbe dell’11% più elevata di quella fatta pagare dalla Nbc per il Super Bowl 2015.

Una cifra enorme, ma che i pubblicitari hanno pagato senza fiatare per accedere a una platea sterminata di ascoltatori: 111,9 milioni di spettatori, tantissimi, il 49,7% delle famiglie secondo la Nielsen, anche se meno dei 114,4 milioni di spettatori dell’edizione 2015 e dei 112,2 del 2014.

Per alcuni inserzionisti, che non perdono un evento, come Coca Cola e Budweiser, essere presenti anche al Super Bowl è una “strategia difensiva”, poco più di un must a cui nessun responsabile marketing vuole e può sottrarsi.

Per gli altri, un investimento essenziale per innalzare le vendite. Per questo molte aziende iniziano a guardare con attenzione al mondo di internet, che sembra essere strettamente collegato alla tv, più di quanto si pensi.

A confermarlo, è uno studio realizzato da Adometrics, un partner di Google specializzato nell’analisi della pubblicità televisiva e della sua sempre più significativa interazione con il web (vedi questo articolo sul second screen). Ebbene, lo studio conferma l’importanza del cosiddetto second screen, il secondo schermo, per amplificare il valore degli investimenti pubblicitari.

Lo studio rivela, infatti, che i brand che hanno trasmesso “commercial” durante il Super Bowl hanno beneficiato di almeno 7,5 milioni di ricerche in più, il 40% in più dell’anno scorso. Cifra che sarebbe almeno 7 volte maggiore di un normale spot televisivo.

Le ricerche, che fossero per rivedere lo spot, per informarsi sul prodotto o anche per acquistarlo, sono arrivate, secondo lo studio, nell’82% dei casi da mobile, nell’11% da computer desktop e nel rimanente 7% dai tablet.

Il più elevato volume di ricerche è stato registrato durante la prima metà della partita, per poi scemare sensibilmente nell’intervallo, durante l’esibizione di Beyoncè, Coldplay e Bruno Mars e nel finale, forse per le fasi più concitate del match o per la suspence del risultato finale.

 

I brand più ricercati durate il Super Bowl

L’analisi ha misurato anche i brand più ricercati. Ecco i risultati:

  1. Audi – Commander
  2. Acura – What he said
  3. Universal Pictures – Trailer di Jason Bourne
  4. Honda – A new truck to love
  5. Kia –Walken Closet
  6. 20th Century Fox – Trailer di Independence day
  7. Amazon – #Baldwinbowl Party
  8. Doritos – Ultrasound
  9. Disney – Trailer di Jungle Book
  10. Jeep – 4x4Ever

Insomma, lo spot televisivo, perfino durante la finalissima del Super Bowl, nella notte più importante dell’intera stagione televisiva americana, non è una noiosa distrazione, non è una sventura che lo spettatore deve sopportare per 30 secondi. Ma è un importante momento di comunicazione da sempre utilizzato e che oggi dimostra anche quanto siano rilevanti e misurabili i suoi effetti sullo spettatore. Che non disdegna il cellulare per cercare, rivedere, informarsi e magari anche comprare on line.