Taglio dei Parlamentari. E’ come se Salvini avesse lanciato un mortaretto in Aula per poi fugggire via

Taglio dei Parlamentari. E’ come se Salvini avesse lanciato un mortaretto in Aula per poi fugggire via

14 Agosto 2019 0 Di Marino Marquardt

Riepilogando… Matteo Salvini vuole approvare il taglio dei Parlamentari e poi andare subito al voto. Ma il Quirinale aveva già fatto sapere che se passasse questa riforma sarebbe da escludere che si possano sciogliere le Camere prima di 6 o 7 mesi.

Questo del Leader Leghista somiglia – dunque – molto ad un bluff.

Detto papale papale è la mossa disperata di Uno che vede allontanarsi un voto che conviene soltanto a Lui. Un voto che gli Altri invece non gradiscono. Un po’ per istinto di conservazione nelle Aule Parlamentari, un po’ perché alle prese con le rate dei Mutui Casa recentemente accesi, un po’ perché tengono famiglia e un po’ per non mettere nei guai l’Italia lasciandola nelle mani del Capo del Carroccio..

Tornando al colpo di teatro di Salvini, a Napoli avrebbero detto “ha sparato ‘na botta a muro miezz’a folla e se ne è fujuto…”. Tradotto per i non Napoletani, “ha sparato un mortaretto tra la folla ed è fuggito via”.

Il riferimento – ovviamente – è alla tardiva, disperata e indecente proposta del non dimissionario Ministro dell’Interno.

Una colossale sgrammaticatura istituzionale sia in materia di taglio degli Eletti o dei Nominati (il Parlamento non è una bottega nella quale si scambia merce chiudendo affari privati) sia sui tempi del voto (la chiamata alle urne la decide il Capo dello Stato e non altri).

Salvini è in evidente stato confusionale.  Una condizione mentale – questa – che non gli permette di governare la kafkiana crisi di Governo da Lui Stesso provocata. Ora è disperatamente attaccato al Poltrona. Strepita contro Giuseppe Conte e Luigi Di Maio ma non si dimette né fa dimettere i suoi. E accusa gli altri di essere attaccati alle poltrone… Se Questo è uno Statista, fate Voi…

Sbanda vistosamente, il Leader del Carroccio.

La Forza dei Numeri del Parlamento lo ha riportato alla realtà, i Numerri lo hanno precipitato in quel 17 per cento ottenuto dal Suo Partito nel Marzo 2018.

I Numeri espressi dal Parlamento gli hanno restituito quella modesta dimensione dalla quale era fuggito grazie alla servile accondiscendenza dei Cinquestelle verso le Sue ripetute scorrettezze istituzionali.

Salvini si credeva autorizzato a tutto in seguito alla debolezza nei suoi confronti manifestata da Luigi Di Maio.

Il Capo Religioso della Lega pensava di aver licenza per qualsiasi tipo di nefandezza etica e politica. Ma ora – di fronte all’ultimo sgarbo, all’ultimo schiaffo – i Cinquestelle sono finalmente rinsaviti. E per Lui – per Salvini – è finita. Né un eventuale ricompattato improbabile Centrodestra potrebbe riportarlo in quota.

Senza peraltro dire che in merito il Silvio da Arcore ha risposto all’invito del Capo del Carroccio con un affettuoso Vaffanculo!

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

14/08/2019  h.09.10