Tav, Conte coinvolge i partner internazionali e prende tempo

Tav, Conte coinvolge i partner internazionali e prende tempo

07 Marzo 2019 0 Di Pietro Nigro

Conferenza stampa del premier Conte a Palazzo Chigi: Sulla Tav faremo valutazioni tenciche e politiche e parleremo con gli altri partner internazionali. L’Ue offre altri fondi.

Tav, conferenza stampa di Conte

I dubbi sulla fattibilità del Tav sono tanti, e se fosse per lui, il premier Giuseppe Conte si schiera decisamente contro. Ma le decisioni devono essere prese sulla scorta di valutazioni tecniche prima e politiche poi. E soprattutto con la condivisione delle valutazioni con i partner europei dell’opera, Francia e Commissione europea, che tra l’altro ha appena offerto ulteriori fondi per coprire il costo, che saranno coinvolte nei prossimi giorni.

Sono queste le principali novità emerse dalla conferenza stampa tenuta oggi dal premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi.

Alla luce dei forti dubbi fin qui emersi – ha detto tra l’altro Contecredo sia obbligo per chi si assume la responsabilità di una decisione allo stato per niente convincente, di condividere la decisione con i partner – Francia e Commissione europea – i dubbi sulla fattibilità e sulla analisi costi-benefici. Ci piacerebbe aprire un contradditorio con in nostri partner, che sarebbe il modo più trasparente al nostro interno e con i nostri interlocutori“.

Ed infatti, Palazzo Chigi ha nel frattempo diramanto una nota in cui si afferma che l’Italia vuole ridiscutere in un bilaterale con Macron “il tema del criterio di ripartizione dei finanziamenti del progetto tra Italia, Francia e Unione Europea”, e dalla Commissione europea è arrivata anche la conferma che l’Europa potrebbe mettere a disposizione altri fondi per finanziare la quota italiana dei lavori da realizzare.

Tav, divisioni tra Lega e M5s ma è presto per la crisi di governo

Di fatto, dunque, Conte cerca di guadagnare tempo. O almeno così pensano molti osservatori, al fine proseguire la delicata disamina della complessa questione che divide profondamente la maggioranza di governo, con la Lega, anche a livello locale fortemente schierata a favore della realizzazione dell’opera e il Movimento 5 stelle.

Per tentare una difficile quadratura del cerchio, ieri sera si è tenuta a Palazzo Chigi una lunghissima riunione a cui hanno partecipato, oltre che il premier, anche i vicepresidenti Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, e un gran numero di tecnici invitati a dare il loro cotnributo. Si tratta sia dei tecnici incaricati da Toninelli di stendere una analisi costi benefici dell’opera, sia alcuni consulenti coinvolti dai due partiti di governo. Nonché dallo stesso premier, come ha ricordato oggi Conte in conferenza stampa.

Una inusuale riunione, anche per l’orario e la durata, che è poi proseguita anche senza i tecnici, come ha raccontato il premier oggi, perché dai tenici arrivano le valutazioni tecniche, ma “alla fine la decisione non può che essere politica”.

Bandi Tav, entro lunedì il governo deve decidere

Intanto, si avvicina una tappa delicata del processo decisionale, i bandi di gare che la società mista italo francese Telt deve pubblicare lunedì prossimo, che competono ai consiglio di amministrazione ma sui quali il governo deve dare l’ok. Ed anche sui bandi, in qualche modo, il premier Conte ha preso tempo, per proseguire la vlutazione anche sui costi dell’operazone nonché sui costi e sui rischi conseguenti ad un eventuale “niet” del governo.

A quanto pare, e forse proprio per evitare il rischio di penali o di ricorsi, il governo sembrerebbe orientato, in via provvisoria, a dare l’ok ai bandi, salvo bloccarli successivamente.

La cifra in ballo supera i 2 miliardi di euro, ma nei prossimi vertici di governo M5s e Lega ragioneranno, da un punto di vista giuridico, anche sulla possibilità di ridurre l’importo dei bandi. Anche per questo è previsto un incontro tra il premier Giuseppe Conte e Mario Virano, il dg di Telt, nelle prossime ore.

E nel frattempo, questa mattina anche l’ambasciatore francese a Roma, Christian Masset, è stato ricevuto a Palazzo Chigi, dove ha avuto un breve colloquio con il premier Conte. Non è noto cosa i due si siano detti, né l’ambasciatore ha rilasciato dichiarazioni all’uscita da Palazzo Chigi, se non un molto diplomatico “E’ bellissimo stare in Italia”, sfoderando il suo sorriso.

Il via libera ai bandi non significa certo che il governo ha deciso di confermare la realizzazione del Tav. Ma e’ un primo passo. Non a caso la Lega – i cui governatori in carica sono notoriamente tutti schieratissimi a favore – ha tenuto a precisare che il via libera ai bandi significa che l’opera si farà.

Allo stato, infatti, quel che è certo – o quasi – è al massimo che si pubblicheranno i bandi. E anche adottarli potrebbe essere u modo per prendere tempo, perché con ‘avvio della procedura si guadagnano sei mesi in cui il recesso non comporterebbe penali, e nel corso dei quali si può procedere con le elezioni europee, con un eventuale referendum sull’opera e magari anche con il prosieguo delle trattative con la Francia e l’unione europea.