Tav, la storia infinita attorno alla quale spunta baratto Lega-M5s

Tav, la storia infinita attorno alla quale spunta baratto Lega-M5s

05 Febbraio 2019 0 Di Marino Marquardt

Tav, se ne parla da oltre vent’anni. E’ un storia infinita e perciò – c’è da scommettere – senza finale. E’ il classico caso in cui la politica trasforma numeri e matematica in opinione. E spinge ciò che resta della razionalità del Paese a gridare vendetta.

Progetto vecchio, pugno allo stomaco dei pendolari che al Sud viaggiano in vagoni da tradotta militare

Progetto vecchio, progetto i cui frutti sarebbero visti a babbo morto, progetto antieconomico considerando il calo dei transiti delle merci.

Il Tav è un pugno allo stomaco del carente sistema ferroviario del Sud. E’ un oltraggio ai pendolari costretti a viaggiare in vagoni da tradotta militare, è uno schiaffo alla incolumità di quanti attraversano fatiscenti ponti.

Oltretutto i lunghi tempi previsti per la realizzazione dell’Opera non tengono conto delle trasformazioni del sistema commerciale da qui a dieci, vent’anni…

Il Tav – insomma – appare soprattutto una ipotesi di scuola funzionale alla campagna elettorale di Matteo Salvini. Fanno bene i Cinquestelle ad opporvisi!

Il leader della Lega, intanto, attraverso i canali amici lascia filtrare la possibilità di un baratto con i Soci di Governo: niente Tav, niente processo. Le parti – ovviamente – smentiscono…

Matteo Salvini abbassa i toni. E’ terrorizzato dall’idea del processo

Fatto sta che Salvini è terrorizzato dall’idea di essere sottoposto ad eventuale processo per sequestro di persona relativo al caso Diciotti, la nave della Marina italiana tenuta per giorni al largo col suo carico di disperati. Una eventuale condanna in primo grado-  in base alla Legge Severino – taglierebbe infatti fuori dai Palazzi delle Istituzioni il Capo del Carroccio.

La paura fa  90 e fa abbassare i toni al vicepremier nonché Ministro dell’Interno. Da qualche giorno accantonate le espressioni di sfida verso il Socio di Governo, Salvini cerca di distrarsi con i travestimenti. Uno, nessuno e quanti altri ancora… Sorge spontaneo fare il verso al titolo della Commedia di Luigi Pirandello i di fronte alla mania ossessiva verso il camaleontismo del Leghista.

Un’ansia di entrare nei panni degli altri – questa di Salvini – che sfiora il patologico, che lambisce il caso clinico, che rasenta la negazione di se stesso. Roba da discepoli di Sigmund Freud, insomma…

Dalle felpe, alle divise agli indumenti di lavoro, è un crescendo.

Vero che siamo in pieno Carnevale, ma il troppo è troppo.

Venerdì scorso in visita a un cantiere Tav il brachettiano Ministro ha superato se stesso, ha fatto una scorpacciata di capi-simbolo di abbigliamento. Lo ha fatto indossando contemporaneamente un casco e un gilet da operaio cantierista sopra un giubbotto antivento della Polizia dello Stato. Un crescendo. Verrebbe ora da chiedersi a quale categoria di lavoratori chiederà le mutande.

Dalle felpe, ai giubbotti dei Corpi dello Stato (Polizia, Esercito, Vigili del Fuoco, Protezione Civile ecc. ecc.), ai gilet degli operai fino al rosario e al Vangelo, indispensabili strumenti salva-anime di preti e di bigotti. Il Leghista – insomma – per esercitare il proprio mestiere ha bisogno di simboli. Comportamento tipico da imbonitore bisognoso di “apparire” prima che di “essere” di fronte ai beoti che lo ascoltano o che ne seguono le mosse.

E viene da chiedersi: se un giorno dovesse recarsi in visita dal Papa si travestirà da cardinale?

Spettacoli di immensa tristezza quelli fondati sul camaleontismo all’ingrosso, spettacoli che indicano come siano scivolati in basso alcuni interpreti della politica degli albori di questo Terzo Millennio. Costoro – deficitari in materia di Pensiero – puntano sull’apparenza servendosi della popolare simbologia a basso costo. È – in fondo – un altro modo per speculare sull’ignoranza e sulla dabbenaggine degli intellettualmente deboli.

Il tutto mentre fino a ieri Cinquestelle sono stati a guardare impotenti di fronte all’invadenza, alla rozzezza e alla teatralità del Socio di Governo. Negli ultimi giorni stanno dando segnali di rinsavimento. Non è mai troppo tardi, direbbe qualcuno…

05/02/2019   h.10.25