Terrorismo, due attentati riportano l’incubo a Baghdad: 32 morti

Terrorismo, due attentati riportano l’incubo a Baghdad: 32 morti

22 Gennaio 2021 0 Di Corrado Corradi

Terrorismo a Baghdad, due attentati con ordigni esplosivi: 21 morti e una quarantina di feriti. L’azione jihadista con attentati suicidi che fabbricano “shahid” ossia martiri.

Terrorismo, due attentati a Baghdad

È dal 2018 che non si registravano attentati a Baghdad e la gente si era quasi assuefatta all’assenza di mortifere detonazioni, quand’ecco che il 21 gennaio del 2021 due attentati con uso di ordigni esplosivi hanno risvegliato un terrore che si stava sopendo e provocato 32 morti e oltre una quarantina di feriti.

Gli ordigni in questione portano la cifra dell’azione jihadista perché si è trattato di attentati suicidi con uso di cinture esplosive che oltre a provocare morti fabbricano “shahid” ossia martiri, il cui effetto shrapnel ha falciato la folla intorno agli attentatori (anch’essi falciati) in località Piazza Tayaran e nelle vicinanze di Bab Sharqi.

Anche se non sono stati rivendicati, questi attentati sembrano attribuibili ai rimasugli del jihadismo ISIS/DAIISH che tra il il 2014 e il 2017 ha occupato manu militari la storica regione dello Sham (Nord-Iraq/Est-Siria).

Il grosso di ISIS/DAIISH, in seguito a rovesci militari patiti soprattutto a opera delle Forze armate russe, ha sbaraccato da quella regione per reinsediarsi nel Sahel-Sahara.

Ma è possibile che alcuni gruppi si siano rifugiati nelle montagne a ridosso dell’Iran e non è da escludere che, benché sunniti, questi guerriglieri possano essere stati cooptati dall’Iran sci’ita come arma per la condotta di una strategia del terrore mirata a orientare la politica irachena.

Infatti proprio in questo momento, in seguito alla politica di alleanze portata avanti dall’amministrazione Trump, il mondo arabo-islamico e mediorientale vede il rivoluzionamento dei tradizionali schieramenti.

E tra questi spicca una insolita alleanza Tel Aviv-Riyad e un ritorno del Qatar nella sua naturale orbita intorno all’Arabia Saudita e agli EAU.

Senza contare che stanno  nettamente mutando le dinamiche interne alla Sunna, con una chiara presa di distanza dalla Fratellanza musulmana e un progressivo allentamento delle retrograde norme shariatiche del Wahhabismo.

L’intero scenario che va dal Golfo al Maghreb, dunque, richiede di essere attentamente seguito, perché foriero di grandi cambiamenti in seno all’intero mondo arabo-islamico sunnita.