Tormentone Iva, una storia che comincia a stancare. E che non cambia la vita ai cittadini

Tormentone Iva, una storia che comincia a stancare. E che non cambia la vita ai cittadini

01 Ottobre 2019 0 Di Marino Marquardt

Questa storia dell’Iva comincia a stancare! E ad annoiare! E l’ingigantimento del problema – a conti fatti – puzza di imbroglio. Ingigantimento del problema Aumento Iva che – di fatto – non farebbe cambiare la vita ai cittadini. Un tutto sommato falso problema verso il quale fanno a gara a drammatizzare sia le Forze della Maggioranza che quelle dell’Opposizione. Il tutto accompagnati dai cori ottusi dei Megafoni mediatici.

Clausola di salvaguardia trappola peggiore delle carte di credito rewind

La clausola di salvaguardia ormai è una trappola simile a quelle delle carte di credito rewind nelle mani di chi non è solvente.  Non se ne esce più, è qualcosa che ricorda la condanna all’ergastolo, in questo caso per gli Italici Bilanci passati, presenti e futuri.

Si tagli allora la testa al toro, e poche chiacchiere!

Si rimoduli l’aliquota del balzello sugli acquisti a seconda dei generi di mercato. Si abbassi – se possibile – la tassa sui generi di prima necessità e si stanghi sugli altri, soprattutto su auto, gioielli, abbigliamento di lusso.

E se qualcuno non condivide, vada a prendersela con quanti hanno dato a garanzia sul debito la tassa sugli acquisti dei cittadini.

Non se ne può più! E sorge il sospetto che l’ormai annuale Tormentone Iva serva a far da paravento alla incapacità del Ceto Politico di progettare qualcosa di concreto per lo sviluppo del Paese. Niente di più comodo per gli incapaci accampare lo stato di paralisi a giustificazione delle proprie inettitudini. O no?

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

 

01/10/2019  h.08.00