Torna l’incubo terremoto: 4mila sfollati

27 Ottobre 2016 0 Di Pietro Nigro

Torna l’incubo del terremoto in centro Italia. oltre 4mila sfollati nei comuni dell’area colpita. E si tenta il bilancio degli ingenti danni.

Terremoto, oltre 4 mila sfollati

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Torna l’incubo del terremoto, che ha colpito con 530 scosse l’Italia centrale,  e si inizia a fare il bilancio delle sue conseguenze sulle popolazioni colpite nelle Marche e nell’Umbria. Sono oltre 4 mila le persone sfollate e che devono trovare urgentemente una nuova sistemazione, perché con le condizioni meteorologiche attuali, non possono certo dormire un’altra notte in strada.

Limitato, per fortuna, il bilancio delle vittime. Secondo la Protezione civile, ci sono nove feriti lievi: tre a Visso e sei a Fabriano. Una sola persona, un uomo di 73 anni, invece, è morta d’infarto a Tolentino.

E si fanno i conti con gli ingenti danni subiti dalle case, dagli uffici pubblici, dalle attività commerciali e produttive e, non ultimo, dal patrimonio artistico ed architettonico nei quindi ci comuni colpiti dal sisma.

Si tratta di Castelsantangelo sul Nera (Macerata), Preci (Perugia), Visso (Macerata), Norcia, Fiordimonte, Fiastra, Tolentino, Pievebovigliana, Pieve Torina, Ussita e Camerino i centri interessati, ma anche Arquata, Amatrice, Accumoli, Illica, Villanova e San Giovanni, gli stessi paesi già colpiti dal sisma del 24 agosto.

Un primo bilancio della situazione è stato fatto presso il Centro operativo della Regione Marche, la più colpita dal sisma.

La situazione è drammatica, in molti comuni è davvero difficile, solo per miracolo non ci sono stati morti e feriti gravi, ma i danni materiali sono molto ingenti – ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile, Angelo Sciapichetti.

Abbiamo qualcosa come due o tremila sfollati, e temo molte più abitazioni inagibili di quelle censite dopo il sisma del 24 agosto – ha detto all’Ansa il dirigente della Protezione civile marchigiana Cesare Spuri – Fra il gran numero di persone che la notte scorsa ha dormito fuori casa penso ci siano più famiglie con la casa inagibile che sfollati per paura.

 

Si tratta di tutte le persone che sono state costrette a fuggire, a lasciare le proprie abitazioni e che magari hanno passato la notte all’addiaccio e sotto la pioggia, nelle automobili, per la paura di nuove scosse. O perché impossibilitati a rientrare in case che sono state molte volte gravemente danneggiate dalle scosse.

Le autorità, i sindaci in testa, la protezione civile, ma anche tanti cittadini che hanno preso qualche iniziativa spontanea, cercano ora di trovare un a sistemazione provvisoria. Impossibile allestire in poco tempo strutture fisse, per questo, come ha fatto sapere il premier Matteo Renzi che ha visitato Camerino, si sta pensando a trasferimenti in strutture turistiche sulla costa adriatica.

Ed è probabile che qualcuno possa anche rientrare in casa, dopo gli accertamenti dei tecnici e dei vigili del fuoco, e che il numero degli sfollati possa diminuire.

 

Il sindaco di Visso: 800 sfollati

La sola Visso conta tra i 600 e gli 800 sfollati per le scosse di ieri, secondo un primo bilancio fatto dal sindaco, Giuliano Passaglini.

Le priorità sono l’acqua potabile, che è arrivata, e i bagni: ho chiesto alla protezione civile di farli arrivare al più presto. Dovremo ora allestire le tende, ma non potranno essere utilizzate per più di due o tre settimane perché il freddo da queste parti arriva presto. Per questo – ha aggiunto il sindaco – bisognerà trovare una soluzione più stabile.

Già la scorsa notte, centinaia di persone, anziani, donne e bambini soprattutto, sono state ospitate nel centro della Croce rossa, installato nei prefabbricati costruiti come scuole dopo il terremoto del 1997 e in un limitrofo capannone. Si tratta di brande per dormire, insieme ad una cucina da campo necessaria per preparare e distribuire bevande calde e cibo.  campo che ha dato bevande calde e cibo per tutta la notte.

 

Ussita: Distrutto l’80 per cento delle case

E’ un disastro, abbiamo l’80 per cento delle abitazioni inagibili, la gente sta cedendo psicologicamente,

ha detto il sindaco di Ussita, Marco Rinaldi.

Nel centro abitato, che si trova sulle pendici dell’Alto Maceratese e che conta circa 500 abitanti, sono almeno 250 le persone che hanno bisogno di una sistemazione per la prossima notte. Enormi sono infatti i danni prodotti delle scosse di ieri sera al patrimonio immobiliare locale.

Ussita vive di turismo – spiega il sindaco – ma ora non sappiamo più che cosa fare. I cittadini non vogliono andarsene.

 

Evacuati ospedali e penitenziari

Nelle aree colpite dalle nuove scosse di terremoto sono in corso le verifiche anche sulle strutture civili, a cominciare dagli ospedali, e in alcuni casi è stato necessario evacuare i pazienti.

A Cingoli, ad esempio, sono state evacuate 30 persone, a Matelica è stato sgomberato il punto di primo intervento. Anche a Tolentino è stato sgomberato un padiglione dell’ospedale, e i pazienti sono stati trasferiti in un’altra ala della stessa struttura.

A Camerino è stato necessario evacuare invece il carcere, trasferendo tutti i detenuti ospiti nel carcere di Rebibbia a Roma.

 

Danni enormi al patrimonio artistico

In tutto questo disastro, anche i danni al patrimonio artistico sono ingenti. Alcune chiese sono parzialmente crollate a Visso, Norcia, Ussita e Camerino. In quest’ultima città, anche il campanile è crollato, spaccando anche l’edificio di fronte.

A Ussita sono crollate le antiche mura di cinta.

L’ intero centro storico di Visso è stato dichiarato inagibile, mentre altri crolli si sono registrati nella “zona rossa” di Amatrice, dove è crollato pure l’edificio rosso diventato in qualche modo simbolo del terremoto del 24 agosto. L’edificio costruito negli anni 50 ospitava una banca ed era l’unico palazzo del centro storico rimasto in piedi.