Tornano in Italia le famiglie adottive bloccate n Colombia dal Coronavirus

Tornano in Italia le famiglie adottive bloccate n Colombia dal Coronavirus

23 Maggio 2020 0 Di Redazione In24

Si conclude l’odissea di 5 famiglie adottive italiane che l’epidemia di Coronavirus ha bloccato a marzo in Colombia: stanno rientrando in Italia in aereo.

Termina l’odissea delle famiglie adottive bloccate da Coronavirus in Colombia

Si conclude nel migliore dei modi la lunga odissea vissuta dalle famiglie adottive italiane bloccate in Colombia dall’epidemia di Coronavirus: il ministero degli Esteri ha organizzato il rientro in Italia che avverrà in questi giorni per pressoché tutte le famiglie che a marzo si erano recate in Sudamerica per le adozioni e sono rimaste bloccate a causa della quarantena e delle interruzioni dellavoro negi tribunali e negli uffici pubblici.

Ad occuparsi di assistere le famiglie in Colombia la nostra ambasciata a Bogotà, che ha assistito i nostri connazionali e ha cercato di organizzare il rientro in Italia insieme alla Unità di crisi del Ministero degli Esteri che da inizio emergenza si sta occupando dei rientri dei nostri connazionali all’estero.

A quanto comunica la Farnesina, solo una famiglia è ancora a Bogotà,ma solo perché non ha ancora concluso le pratiche di adozione, che dovrebbe presumibilmente concludersi tra qualche settimana. Una volta completato tale percorso ed ottenuto dalle Autorità colombiane il passaporto per il minore, anche quella famiglia dovrebbe rientrare in Italia con le procedure di priorità disposte dal ministero e con i voli che saranno disponibili in quelle date.

Dall’inizio di marzo, quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus in tutto il mondo, sono circa 86 mila gli italiani sorpresi in 119 Paesi che hanno chiesto aiuto alle ambasciate e ai consolati per rientrare in Italia e per i quali la Farnesina ha organizzato circa 870 viaggi di rientro con ogni mezzo, treno, nave e soprattutto aereo.

Tra gli italiani bloccati all’estero, anche 46 famiglie adottanti, che si sono recate in vari paesi per il disbrigo delle pratiche relative alle adozioni internazionali di bambini. Alcune di loro, le coppie adottanti e i bambini, sono rientrate nel mese di aprile, mano a mano che si sono potute completare le procedure.

Il maggior numero di coppie bloccate, le nove famiglie che a inizio marzo si sono recate in Colombia, la cui situazione si è rivelata più complessa e che ha dato adito anche a diverse polemiche. Per due famiglie modenesi, tra l’altro, agli inizi di maggio il senatore di Modena e capogruppo in Commissione Affari Esteri Enrico Aimi di Forza Italia ha parlato di gravi inefficienze.

“Quando dalla Colombia sono riusciti a mettersi in contatto con qualcuno – ha detto Aimi alla stampa modenese – nessuno ha saputo dare loro delle risposte chiare. Sui voli commerciali stanno elemosinando un posto per loro, altri voli costano circa 1000 euro a persona fino ad Amsterdam senza certezza su come proseguire per l’Italia. Sugli altri voli pieni di europei, si prova a cercare qualche posto per gli italiani. Insomma, che il nostro Governo non abbia la minima idea di come far rientrare queste persone, partite per la Colombia per motivi di assoluta urgenza, è davvero allucinante. E’ evidente che siamo di fronte a incompetenza e incapacità politica nel gestire una situazione che era fin troppo prevedibile”.

Il ministero degli Esteri ha organizzato il rientro su aerei di compagnie straniere

La svolta nei giorni scorsi, quando il ministero degli Esteri ha annunciato di essere riuscito ad organizzare il rientro in Italia di queste famiglie, atteso già per oggi.

Tra le famiglie sulla via del ritorno, anche una coppia romana, di Colle Aniene, Sonia Barcella e Marco Polito, anch’essi recatisi in Colombia il 5 marzo per rimanerci un mese e poi rimasti bloccati come gli altri dall’emergenza Coronavirus. Anche per loro e per la bambina che hanno adottato, come per altre 4 famiglie il rientro in Italia, visto che sono state inserite nelle liste prioritarie di due voli di compagnie straniere previsti il 20 e il 23 maggio.