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Tragica esplosione a Castel d’Azzano: tre carabinieri morti durante uno sgombero

Tragica esplosione a Castel d’Azzano: tre carabinieri morti durante uno sgombero

14 Ottobre 2025 Off di ItaliaNotizie24

Castel d’Azzano, nel Veronese: tre carabinieri morti e 15 feriti in un’esplosione durante un’operazione di sgombero. Il casolare era saturo di gas: la deflagrazione innescata all’apertura della porta. Il procuratore Tito: “Una tragedia incredibile, un esito inaspettato e doloroso”.

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Operazione di sgombero finisce in tragedia:  tre carabinieri morti e 15 feriti

Una tragedia devastante ha colpito le forze dell’ordine nelle prime ore di oggi a Castel d’Azzano, in provincia di Verona, dove tre carabinieri sono morti e 15 persone – tra militari, poliziotti e un vigile del fuoco – sono rimaste ferite nell’esplosione di un casolare durante un’operazione di sgombero.

La casa colonica, situata in via San Martino, era satura di gas al momento dell’irruzione. Quando le forze dell’ordine hanno aperto la porta d’ingresso, si è verificata una violenta deflagrazione che ha fatto crollare completamente l’edificio a due piani, travolgendo gli operatori impegnati nell’intervento.

Sul posto sono subito intervenuti i Vigili del fuoco, già presenti in supporto per le operazioni di sicurezza, e i sanitari del Suem 118, che hanno estratto i feriti e recuperato i corpi dei militari. Le fiamme, alimentate dal gas fuoriuscito da almeno cinque bombole, hanno reso particolarmente complesse le operazioni di soccorso.

Le vittime e i feriti, le parole del Presidente Mattarella

I 15 feriti (11 carabinieri, 3 poliziotti e un vigile del fuoco) sono stati trasportati negli ospedali di Borgo Roma, Borgo Trento, Villafranca e Negrar. Nessuno sarebbe in pericolo di vita, ma diversi hanno riportato ustioni e traumi da crollo.

Le vittime, secondo il Sindacato Italiano Militari (Sim), erano “colleghi stimati e amati, che hanno onorato l’uniforme con umiltà, dedizione e altruismo, fino all’estremo sacrificio”.

Sono il luogotenente carica speciale Marco Piffari, carabiniere scelto Davide Bernardello e brigadiere capo qualifica speciale Valerio Daprà,.

“Ho appreso con sconcerto e profondo dolore la notizia della morte dei tre militari dell’Arma dei Carabinieri,  – ha detto il Presidente ella Repubblica Mattarella – In questa drammatica circostanza, esprimo la mia solidale vicinanza all’Arma dei Carabinieri e sentimenti di partecipe cordoglio ai familiari, insieme all’augurio di pronta guarigione agli operatori feriti”.

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha decretato tre giorni di lutto regionale per la morte dei tre carabinieri. Un’ulteriore giornata di lutto è prevista nella giornata in cui si svolgeranno i funerali dei militari. Zaia ha dato disposizione di esporre bandiere a mezz’asta in tutte le sedi istituzionali della Regione, agli uffici e alle scuole.

L’operazione di sgombero e la dinamica dell’esplosione

L’operazione era stata programmata da giorni dopo i ripetuti tentativi falliti di sgombero nei confronti di tre fratelli – Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, tutti sulla sessantina – che occupavano illegalmente la casa colonica da anni.

Già in passato i tre avevano minacciato di farsi esplodere: nel 2024 si erano barricati due volte in casa saturando i locali di gas per impedire l’intervento dell’ufficiale giudiziario.

Considerato l’alto rischio, la Procura di Verona aveva disposto l’intervento congiunto di carabinieri dei reparti speciali di Padova e Mestre, agenti dell’Uopi (Unità Operative di Primo Intervento) della Polizia di Stato e squadre dei Vigili del fuoco. L’operazione era collegata a una perquisizione delegata dal procuratore capo Raffaele Tito, nell’ambito della procedura di sfratto e della ricerca di bottiglie molotov e materiali esplosivi.

Quando i militari si sono avvicinati all’ingresso, un forte odore di gas è stato percepito provenire dall’interno. Nel momento in cui la porta è stata aperta, la deflagrazione ha investito il gruppo. Tre carabinieri – due in servizio a Padova e uno a Mestre – sono morti sul colpo.

Le indagini e le parole del procuratore

Sul posto, insieme ai vertici delle forze dell’ordine, è arrivato il procuratore capo di Verona, Raffaele Tito, che ha parlato di una “tragedia incredibile” e di un “esito inaspettato e molto doloroso”.
“Dovevamo eseguire un decreto di perquisizione – ha spiegato – e si cercavano bottiglie molotov. Carabinieri e Polizia hanno agito in massima sicurezza e con tutte le attrezzature necessarie”.

Tito ha confermato che l’esplosione è stata causata intenzionalmente: “La donna, Maria Luisa Ramponi, ha verosimilmente innescato la miccia. I fratelli si erano barricati in casa: uno è fuggito, poi fermato dai carabinieri, gli altri due sono in ospedale con ustioni”.

La Procura sta valutando l’imputazione di omicidio plurimo aggravato e la fattispecie di strage.

Una tragedia annunciata

Gli inquirenti hanno confermato che i tre fratelli erano già noti per episodi analoghi, avvenuti nel 2024, quando avevano minacciato di far esplodere bombole di gas durante altri tentativi di sgombero. In una di quelle occasioni, uno dei tre si era cosparso di benzina minacciando di darsi fuoco.

Castel d’Azzano oggi è una comunità ferita. In via San Martino resta solo un cumulo di macerie, circondato da mezzi dei vigili del fuoco, carabinieri e unità cinofile impegnate nei rilievi. “È un dolore che colpisce tutti noi – ha dichiarato un rappresentante del sindacato – perché quei colleghi sono morti servendo lo Stato”.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato di un “bilancio terribile” e di “un gesto criminale che ha colpito servitori dello Stato nel pieno del loro dovere”.

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