Tranquilli, alla fine della fiera Gentiloni ci traghetterà verso il voto d’autunno

Tranquilli, alla fine della fiera Gentiloni ci traghetterà verso il voto d’autunno

27 Aprile 2018 0 Di Marino Marquardt

Secondo gli spifferi dal Nazareno mercoledì prossimo la Direzione del Pd deciderà di non aprire il tavolo della trattativa col M5s. E Mattarella potrebbe confermare Gentiloni fino al voto anticipato.

Di Maio rischia la faccia, il M5s rischia la credibilità del progetto

Alla fine della fiera – vedrete – dalla Direzione del Pd di mercoledì verrà fuori un no all’apertura del tavolo con i Cinquestelle e a rimetterci la faccia e la credibilità saranno Luigi Di Maio e il M5s a coronamento di una gigantesca serie di errori post-elettorali.

E con Di Maio risulterà sconfitto anche Matteo Salvini, ostaggio di Silvo Berlusconi, dei calcoli di bottega leghista e di se stesso.

Risulteranno bastonati, insomma, i due vincitori del 4 marzo, i Due che si erano proposti agli elettori come alfieri del cambiamento.

Accade quando il paradosso soppianta la politica e la volontà degli elettori.

Di fronte al fallimento al Presidente Sergio Mattarella – salvo clamorosi colpi di scena – resterà l’unica carta a disposizione da giocare. Punterà sul premier in prorogatio Paolo Gentiloni e sul ruolo di traghettatore verso il voto d’autunno che gli affiderà.

Niente Governo del Presidente, Mattarella punterà su Gentiloni traghettatore

Punterà su Gentiloni, il Capo dello Stato, ben sapendo che un eventuale Governo istituzionale, del Presidente, di tutti o come diavolo si voglia chiamare, finirebbe col trovarsi esposto al rischio di impallinamento parlamentare.

Accadesse, il tiro mancino delle Aule rappresenterebbe un colpo all’autorevolezza del Quirinale. Meglio evitare rischi, dunque, meglio puntare sull’usato sicuro Gentiloni.

Il tempo di varare la nuova legge elettorale, allora, e poi alle urne di corsa. E c’è già chi ipotizza la data del 4 novembre.

In un quadro tripolare meglio il proporzionale puro

Checché ne dicano politologi, studiosi e scienziati dell’ultim’ora, in un quadro politico tripolare come il nostro, l’unico sistema elettorale igienicamente valido è il proporzionale puro con preferenze. Con alleanze che si stabiliscono dopo e non prima del voto.

Inutile dire che se il 4 Marzo fosse stato in vigore il proporzionale puro oggi avremmo avuto già da tempo un Governo Cinquestelle-Lega.

E’ infatti la presenza della possibilità di dare vita a coalizioni preelettorali che rende schizofrenica l’attuale Legge elettorale dalle suggestioni etiliche, Rosatellum appunto.

Coalizioni che creano legami maggioritari incompatibili col proporzionale. Senza poi dire del pasticcio dei collegi uninominali in un sistema prevalentemente proporzionale, pasticcio che produce eletti multicolori in quanto espressione di coalizioni ed eletti di bandiera, vale a dire quei candidati votati dagli elettori di un singolo partito.

Un pasticcio che soltanto menti borderline o propense all’inciucio potevano partorire. In proposito da notare che la stessa dipendenza di Salvini da Berlusconi – oltre che per eventuali ragioni non ancora sufficientemente indagate – dipende anche dall’attuale sistema elettorale. Non c’è dubbio, è giunto il momento di seppellirlo, ha già prodotto grossi danni!