Formazioni
Genoa (3-4-2-1): Bijlow; Marcandalli, Ostigard (21’ s.t. Otoa), Vasquez (42’ s.t. Zulevic); Nortont-Cuffy, Frendrup, Amorim (29’ s.t. Sow), Ellertsson; Baldanzi (21’ s.t. Messias), Vitinha; Colombo (29’ s.t. Meichtry). All.: De Rossi
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Marin (36’ s.t. Olivera), Spinazzola; Anguissa (21’ s.t. De Bruyne), Lobotka, McTominay; Politano (21’ s.t. Vergara), Hojlund (33’ s.t. Lucca), Alisson Santos (21’ s.t. Lang). All.: Allegri
Marcatori: De Bruyne (82’), Vergara (87’)
Ammoniti: Politano, Ostigard, Sabelli
Il Napoli inaugura la nuova stagione guidata da Masslimiliano Allegri espugnando il “Luigi Ferraris” per 2-0 contro un ottimo Genoa allenato da Daniele De Rossi. Una partita tirata e maschia, risolta soltanto negli ultimi dieci minuti dall’ingresso devastante dei subentrati azzurri.
L’Ambiente e la Cornice di Pubblico
Un “Luigi Ferraris” da tutto esaurito ha fatto da scenario al debutto in campionato. Nel pre-gara, la Gradinata Nord ha trascinato il popolo rossoblù con una monumentale sciarpata e cori incessanti fin dal riscaldamento, creando un’atmosfera infuocata ed energica per spingere l’undici di De Rossi contro una delle candidate ai vertici della classifica.
I Pronostici e le Strategie Tattiche della Vigilia
Noi stessi, molti colleghi e addetti ai lavori prevedevano un match d’esordio spigoloso e tattico per entrambe le compagini:
Alla vigilia, De Rossi era consapevole di affrontare una rosa sulla carta superiore, ma puntava forte sul “fattore Marassi” e su una condizione fisica più brillante. Il piano tattico pronosticato prevedeva un’aggressione feroce sui portatori di palla azzurri — in particolare la marcatura a uomo di Baldanzi su Lobotka — per impedire la costruzione dal basso del Napoli e sfruttare gli inserimenti rapidi delle due punte.
Alla prima ufficiale sulla panchina azzurra, Allegri predicava prudenza, calma e “gestione dei momenti”. Con Kevin De Bruyne non ancora al 100% della condizione e partito inizialmente dalla panchina, il pronostico tattico vedeva un Napoli pronto a fare una gara di attesa e densità, compatto nel suo 4-3-3, per poi colpire verticalmente negli ampi spazi della ripresa grazie alla freschezza delle riserve.
Ma andiamo alla gara dove, come previsto alla vigilia, il Genoa ha interpretato la prima frazione con un’intensità agonistica altissima. La ragnatela tessuta da De Rossi ha bloccato Lobotka e costretto il Napoli a diverse palle perse nella propria metà campo. Tuttavia, la difesa azzurra ha retto l’impatto nonostante le offensive di Baldanzi e Vitinha.
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Nel secondo tempo, l’allungamento delle squadre e il calo atletico del Genoa hanno spianato la strada al piano di Allegri. I tre cambi simultanei al 65′ (De Bruyne, Vergara, Noa Lang) hanno spaccato la partita:
82′ (0-1): De Bruyne sblocca il risultato con un’incursione centrale propiziata da una palla recuperata in modo aggressivo (e contestato) su Vásquez.
87′ (0-2): In contropiede, De Bruyne innesca l’azione offensiva che porta il giovane Vergara a chiudere i giochi in scivolata.
Insomma vittoria importante e soprattutto molto “da Allegri”, ma prestazione ancora lontana dall’essere convincente per tutti i 90 minuti.
La chiave: due Napoli diversi
Il punto che ritorna maggiormente nelle analisi è la trasformazione nella ripresa.
Primo tempo deludente: il Napoli ha faticato a costruire, ha sbagliato diversi passaggi tecnici e ha trovato pochissimo spazio contro un Genoa aggressivo. Allegri stesso ha parlato di 25-30 minuti di difficoltà e di una pressione rossoblù ben organizzata.
Secondo tempo molto più autorevole: gli azzurri hanno aumentato ritmo e qualità, prendendo progressivamente il controllo della partita.
La svolta è arrivata dalla panchina: al 66′ Allegri ha inserito De Bruyne, Vergara e Lang, al posto di Alisson Santos, Politano e Anguissa. I tre cambi hanno modificato completamente la partita.
È probabilmente l’aspetto più interessante della gara dal punto di vista tattico: Allegri non ha semplicemente aspettato che la partita si sbloccasse, ma ha individuato il problema e ha cambiato contemporaneamente qualità tecnica, occupazione degli spazi e pericolosità offensiva.
De Bruyne: non soltanto il gol
Infatti bisogna sottolineare soprattutto l’impatto di Kevin De Bruyne.
Il belga è entrato al 66′ e ha segnato l’1-0 all’84’, dopo una combinazione con Vergara. Poco dopo ha fornito anche l’assist che ha portato al 2-0.
La cosa interessante, però, non è soltanto la doppietta di contributi: Allegri lo ha definito sostanzialmente un jolly, lasciando intendere che potrà essere utilizzato in più zone e con compiti differenti.
Questo potrebbe diventare uno dei temi tattici della stagione: quanto De Bruyne potrà cambiare il Napoli quando le partite saranno bloccate.
Vergara è una delle sorprese più interessanti
Se De Bruyne era il giocatore più atteso, Antonio Vergara è probabilmente la nota che ha sorpreso maggiormente.
Il suo ingresso ha dato maggiore dinamismo e qualità tra le linee e, soprattutto, ha partecipato direttamente a entrambi i gol: prima servendo De Bruyne e poi beneficiando dell’assistenza del belga per il 2-0.
Questo apre una riflessione importante per Allegri: la profondità della rosa può essere un’arma molto più importante di quanto sembrasse alla vigilia.
È un punto che Allegri non ha nascosto: secondo il tecnico, la squadra deve migliorare tecnicamente nella gestione del pallone, soprattutto nei momenti in cui l’avversario alza la pressione.
Quindi non leggeremmo il 2-0 come prova che il Napoli abbia già trovato il suo calcio. Piuttosto, è una dimostrazione di solidità e capacità di cambiare partita.
E qui entra in gioco Allegri
Probabilmente è il giudizio più interessante.
La partita offre già un piccolo assaggio di quello che potrebbe essere il Napoli di Allegri:
non necessariamente dominante per 90 minuti, ma capace di leggere la partita, soffrire, cambiare uomini e sistema e poi colpire.
Reuters sottolinea proprio questo aspetto: il Napoli ha avuto un primo tempo poco brillante, ma l’ingresso dei tre cambi ha prodotto la svolta e ha consentito agli azzurri di evitare subito un passo falso nella corsa al vertice.
È molto diverso dal dire che il Napoli abbia giocato una partita spettacolare. Ha giocato una partita efficace.
Il caso arbitrale
C’è poi un’altra questione che sta accompagnando le analisi di molti: il Genoa ha protestato sul primo gol di De Bruyne, segnalando esplicitamente le proteste, mentre Allegri in conferenza ha preferito non commentare l’episodio.
È quindi un elemento da tenere separato dall’analisi tattica: il Napoli ha vinto meritatamente per quanto prodotto nella ripresa, ma il primo gol è destinato a essere discusso.
Il Napoli deve ancora migliorare nella costruzione
Il Napoli ha avuto difficoltà soprattutto quando il Genoa ha pressato alto. La squadra ha perso diversi palloni tecnicamente evitabili e nel primo tempo ha prodotto pochissimo: RaiNews parla di una squadra “non bella”, capace però di portare a casa i tre punti contro un Genoa ben organizzato.
Dunque concludendo il discorso, a nostro avviso : non è stata la partita che abbia dimostrato che il Napoli di Allegri è già una macchina da scudetto. È stata però una partita che mostra perché questo Napoli può diventarlo: ha qualità individuale, una panchina capace di cambiare le partite e un allenatore che ha già dimostrato di saper leggere gli episodi.
E c’è un dettaglio particolarmente significativo: quando De Bruyne, Vergara e Lang sono entrati, il Napoli ha improvvisamente avuto un’altra velocità offensiva. È probabilmente questo il principale elemento che gli addetti ai lavori stanno osservando in prospettiva.
Le Dichiarazioni Post-Partita
Daniele De Rossi (All. Genoa): Furente per l’episodio del primo gol: “Nessuno che abbia giocato a calcio può dire che quello su Vásquez non sia fallo. C’era una spinta evidente, è una decisione inaccettabile che ha condizionato una grande prestazione dei miei ragazzi”.
Massimiliano Allegri (All. Napoli): Soddisfatto della concretezza dei suoi: “Sapevamo che a Genova sarebbe stata una battaglia. Nei primi 30 minuti abbiamo sofferto il loro pressing, poi siamo stati bravi a rimanere ordinati. I ragazzi entrati dalla panchina hanno fatto la differenza. Sul contatto del primo gol? Ero troppo lontano per giudicare”.
Le pagelle: GENOA
Justin BIJLOW 6 – Poco lavoro nei primi 45′, se non un intervento facile su un tiro lento in cui comunque impiega tre tempi. Nella costruzione dal basso c’è qualcosa da sistemare ancora.
Alessandro MARCANDALLI 6 – Della linea difensiva è forse il meno preciso, quello che perde più costantemente il diretto avversario. C’è da dire che non commette errori comunque.
Leo OSTIGARD 7 – Sempre in anticipo su Rasmus Hojlund con una precisione e un pressing devastanti, tanto che l’attaccante danese spesso allarga le braccia sconsolato. Da ex poteva pagare, ma il primo tempo è da grande giocatore (dal 66′ Sebastian OTOA 5 – che si fa tirare giu’ da KDB fin troppo facilmente sul primo gol del Napoli e anche per il resto è insufficiente).
Johan VASQUEZ 6,5 – Quando il Napoli si affaccia da quelle parti e sembra che la linea difensiva del Genoa soffra, ci pensa lui con la sua esperienza a rimettere calma e ordine (dall’87’ Adam ZULEVIC s.v.).
Brooke NORTON-CUFFY 5,5 – Ci aveva abituato a sgasate decisamente più devastanti e invece fatica. Quando la palla arriva dalle sue parti non fa mai il movimento per andare in avanti, ma ripiega all’indietro.
Morten FRENDRUP 6,5 – Dopo una stagione in cui è stato criticato perché sembrava aver fatto un passo indietro, riparte alla grande con una prestazione a tutto campo. Pressa talmente alto che ogni tanto si trova a fare l’attaccante.
Alexsandro AMORIM 6 – Nel bene e nel male, sempre al centro della manovra del Genoa. Inizia alla grande con un paio di aperture pregevoli, poi cala nella fase centrale del primo tempo per tornare a brillare (dal 75′ Djibril SOW s.v.).
Mikael Egill ELLERTSSON 5 – Il peggiore dei suoi, soprattutto nel primo tempo. Non si fa mai trovare libero e quando viene servito non punta mai l’uomo.
Tommaso BALDANZI 5,5 – In una posizione non sua, in cui deve ancora trovare il suo equilibrio, prova comunque a cavarsela con giocate sopraffine. Non gli escono sempre, ma può crescere ancora tanto (dal 66′ Junior MESSIAS 6 – Qualche sgasata delle sue, meglio di quanto fatto da chi c’era in campo prima).
VITINHA 6 – Autore dell’unica grande occasione del Genoa nei primi 45′ con un tiro che va di poco fuori. Per il resto lotta tanto con i difensori del Napoli.
Lorenzo COLOMBO 6 – Riferimento avanzato, spesso viene cercato palla a terra e riesce quasi sempre a difendere il possesso. In area, però, non viene servito quasi mai e questo non è un bene (dal 74′ Franz-Ethan MEICHTRY s.v.).
Allenatore Daniele DE ROSSI 6,5 – Il suo Genoa parte benissimo e nel primo tempo di fatto fa la partita. Lui capisce che l’ambiente è con lui e che può sfruttare questa spinta e infonde fiducia nei suoi uomini. Affrontare il Napoli a viso così aperto richiede anche del coraggio. Peccato per il risultato finale perché non meritava un tale esito.
Napoli
Alex MERET 5 – Commette un pasticcio da matita rossa passando la palla a Vitinha e permettendogli di tirare in porta. Anche in altre occasioni fa di tutto per mettere in ansia i suoi difensori.
Giovanni DI LORENZO 5,5 – In fase difensiva non gli si può dire molto, mentre quando si proietta in avanti sbaglia sempre la misura dell’ultimo passaggio, anche quando è nell’area avversaria.
Amir RRAHMANI 6 – Tiene bene Lorenzo Colombo, permettendogli di controllare ma mai di girarsi e prendere campo. Prende una botta che forse ne condiziona il resto della partita.
Rafa MARIN 6 – Non è facile tornare a fare il titolare del Napoli e – seppure per un’emergenza difensiva – lo fa bene. Non commette grandi pasticci e tiene bene la linea con i compagni (dall’81’ Mathias OLIVERA s.v.).
Leonardo SPINAZZOLA 6 – Così come Giovanni Di Lorenzo, non è che spinga più di tanto sulla sua fascia, anche perché si trova a dover difendere nella maggior parte dei casi.
Frank-André ZAMBO-ANGUISSA 5,5 – In difficoltà, senza se e senza ma. Ci ha abituato a grandi progressioni palla al piede, ma spesso è costretto a stare basso e quindi questo non gli permette di fare il suo (dal 67′ Kevin DE BRUYNE 7 – Entra, mette in campo tutta la sua esperienza e la sua classe e sblocca un match complicatissimo con la complicità di Antonio Vergara.).
Stanislav LOBOTKA 6,5 – Di tutto il centrocampo senza dubbio il più combattivo. Quantomeno rispetto agli altri è quello che commette meno errori individuali.
Scott MCTOMINAY 5 – Evanescente nei primi 45′. Viene oscurato dai centrocampisti del Genoa e non si fa mai vedere. Certo, con un baricentro così basso sarebbe complicato per chiunque.
Alisson SANTOS 6,5 – Il migliore dei suoi nel primo tempo. Quando viene servito pensi sempre che possa dare una scossa o che possa creare qualcosa. Autore dell’unica occasione del Napoli nei 45′ iniziali con un tiro fuori (dal 66′ Noa LANG 5,5 – Fa peggio di chi c’era dentro prima, non dà molto alla squadra).
Rasmus HOJLUND 5 – Leo Ostigard gli sta con il fiato sul collo e lui soffre tantissimo la situazione. A un certo punto allarga le braccia sconsolato, ma la colpa è anche sua che non si stacca mai dal diretto marcatore (dal 78′ Lorenzo LUCCA s.v.).
Matteo POLITANO 5,5 – Così come tutti i suoi compagni fatica tanto e non riesce mai a puntare l’uomo. Più di questo non è che si possa dire, se non che poteva evitarsi il cartellino giallo per un fallo onestamente poco sensato (dal 67′ Antonio VERGARA 7 – Devastante. Di tacco serve Kevin De Bruyne per il gol dell’1-0, poi raddoppia lui stesso con un tiro a porta quasi vuota facendosi trovare al posto giusto al momento giusto).
Allenatore Massimiliano ALLEGRI 6 – Si vede già la sua mano sul Napoli, in negativo. Baricentro basso, tentativi di ripartenza e un gioco che latita. I due gol nel finale cambiano la valutazione solo perché arrivano da due cambi e quindi da due sue intuizioni. Ma c’è tanto da lavorare.