Trump e le pretese sulla Groenlandia “svegliano” l’UE. Con quali effetti ?
06 Gennaio 2026Donald Trump insiste nel modellare un proprio mappamondo. Ieri si è lasciato scappare che tra una ventina di giorni si parlerà della Groenlandia. Dopo il Venezuela, dunque, nelle intenzioni del Presidente, le truppe speciali americane sbarcheranno tra le nevi della Groenlandia ? Il territorio danese con propria autonomia è già vissuto come nuova preda del “dominio” americano.
” Abbiamo bisogno della Groenlandia a livello strategico, dal punto di vista della sicurezza nazionale. E la Danimarca non è in grado di garantirla “, ha detto Trump ai giornalisti. Il territorio della Groenlandia nella sua strategia sarebbe un pilastro della ‘national security’, soprattutto per la presenza nel Mare Artico di Russia e Cina. Trump si è anche fatto sfuggire che i Paesi dell’Ue sono al corrente delle nuove mire espansionistiche e che (sottinteso) finora non hanno alzato voce.
La posta in gioco
La Groenlandia ha risorse di petrolio e gas naturale sotto le acque territoriali e in particolare al largo delle sue coste. Nel 2021 il governo ha annullato molti permessi per la ricerca di petrolio, per una maggiore attenzione ai cambiamenti climatici e alla protezione ambientale. Evidentemente gli Usa hanno interesse a tutto questo come anche alle immense risorse minerarie, tra cui terre, rame, oro, zinco, da sfruttate per produrre energia e risorse industriali. Minerali essenziali per la produzione di tecnologie moderne, come le batterie o altri dispositivi elettronici. Che differenza c’è tra i giacimenti di petrolio del Venezuela e la ricchezza dell’Artico ? La posta in gioco è lo sviluppo di un economia che combatte la transizione energetica a suon di bombe, purtroppo, stracciando ogni prova, documento, di dialogo e di collaborazione.

Della questione Groenlandia si parlerà anche nel vertice dei volenterosi sull’Ucraina oggi a Parigi. In particolare perché le parole di Trump non sembrano destinate a essere smentite. Ma cosa si muove nell’Ue ? Dichiarazioni caute, molti no ad altri blitz Usa. Potrebbe essere addirittura vero, come dice Trump, che i 27 sono al corrente della sua strategia. Tuttavia, non si vede un’opposizione concreta, unanime, che non siano dichiarazioni, diciamo, di circostanza.
Dopo il Venezuela l’Europa ha, invece, davanti la necessità di affermare un ruolo che sia un ruolo con molti attributi: strategico, politico, diplomatico, di pace. ” Se gli Stati Uniti attaccassero un Paese della Nato, sarebbe la fine di tutto “, ha detto la premier danese, Mette Frederiksen. “Basta allusioni o fantasie di annessione. La situazione non è tale che gli Stati Uniti possano conquistare la Groenlandia. Pertanto, non dobbiamo farci prendere dal panico. Dobbiamo ripristinare la buona cooperazione che avevamo un tempo”. Si, Ue e Usa devono riprendere la cooperazione, avendo chiaro, però, che Donald Trump ricorre alle truppe speciali solo per interessi economici. La sicurezza nazionale in Groenlandia o il narcotraffico in Venezuela sono la maschera a soggetto dietro la quale si cela una nuova guerra economica con il predominio degli States.






