Trump-Leone XIV: “Noi per la pace e stiamo con il Papa”, lettera dei giuristi cattolici italiani
16 Aprile 2026Il recente sgangherato intervento del Presidente degli Stati Uniti, di critica nei confronti di Papa Leone XIV, 267° successore di Pietro alla guida della Chiesa, ha molto amareggiato i giuristi cattolici italiani, di cui sono componente del Consiglio Nazionale. Attraverso la Unione Cattolici Italiani (UGCI) ieri hanno voluto puntualizzare il loro pensiero:

“Come cattolici, i giuristi dell’UGCI esprimono il proprio dolore per vedere attaccato così violentemente e senza ragione l’attuale rappresentante di Cristo in terra, e così sviliti il ruolo e la missione del Papa di Roma, “colpevole” soltanto di aver fatto eco – con pacatezza e chiarezza – alle parole di Gesù di Nazareth.
Come giuristi, i cattolici dell’UGCI non possono che esprimere il proprio sconcerto e la propria riprovazione nel constatare il progressivo imbarbarimento anche del linguaggio dei rapporti tra le persone e tra i popoli, l’incipiente disprezzo per il diritto internazionale, erede diretto di quel diritto delle genti che fin dal diritto romano ha costituito l’ossatura dei rapporti tra i popoli, le culture, le religioni, al di là e nonostante tutte le guerre che – pur violente e sempre distruttive – le insane passioni degli uomini sono riuscite a suscitare e combattere.
Come giuristi e come operatori di giustizia essi debbono constatare come l’ignoranza tracotante dei comuni principi che la nostra civiltà giuridica era venuta finalmente elaborando, quale – tra gli altri – la reciproca indipendenza e sovranità di Chiesa e Stato, porti a quello che Leone XIV ha chiamato con il suo nome, e cioè “delirio di onnipotenza”, che non può portare che all’obnubilamento della retta ragione, e al disprezzo per il prossimo, per l’umanità, per la vita.
I giuristi cattolici, per altro, rammentano a chi si dice cristiano che l’insegnamento di Gesù Cristo, “rendete a Cesare quel che è di Cesare” (Matteo, 22, 21) implica l’onestà intellettuale – prima ancora che giuridica o pattizia – che Cesare renda a Dio quel che è di Dio, e all’uomo quel che è dell’uomo, di tutti gli uomini e di tutte le donne del mondo e – prima di tutto – il rispetto”. La critica alle parole del Presidente Usa, è andata anche oltre.
Il Presidente dell’UGCI, Prof. Damiano Nocilla, ha fatto pervenire al Santo Padre il seguente messaggio:
“L’Unione dei Giuristi Cattolici Italiani esprime amarezza e sconcerto per le inqualificabili, irriguardose, espressioni rivolte dal Presidente degli Stati Uniti d’America alla Santità Vostra, Vicario di Gesù Cristo e Successore del Principe degli Apostoli. In quanto giuristi e operatori di giustizia constatiamo in quelle parole l’ignoranza tracotante dei principi basilari del diritto internazionale e dei rapporti tra comunità civile e comunità religiosa.
In quanto cattolici non possiamo non rilevare come siffatte espressioni violino il diritto della Chiesa di dare il proprio giudizio morale, anche su cose che riguardano l’ordine politico, e appaiano frutto di intollerabile delirio d’onnipotenza.
Confermando l’impegno nell’adempiere al compito di contribuire all’attuazione dei principi dell’etica cristiana nell’esperienza giuridica, affinché il diritto sia costruttore di ponti di giustizia e di pace, assicuriamo la costante preghiera per la persona e le intenzioni della Santità Vostra”.
Questa angosciosa vicenda, come si è visto, ha lasciato perplessi gli studiosi del diritto e non solo di fede cristiana, in quanto, anche sotto il profilo squisitamente giuridico, essa costituisce una illecita e smodata ennesima violazione del diritto internazionale provienente dal Presidente statunitense. A questo proposito è necessario ricordare che il Papa ha il ruolo di Capo dello Stato Vaticano e Il Presidente Usa, nel suo secondo mandato, appare affetto da un irrefrenabile delirio di onnipotenza, confondendo il voto democratico con una investitura divina, forse a causa dell’età.
Rispetto a tutto ciò mi pongo qui due domande. La prima: possibile che nessuno nel pur nutrito staff del Presidente riesca a moderarne istinti e termini ? La seconda: cosa sarebbe successo ai tempi della crisi di Cuba del 1962 , se al posto di Kennedy vi fosse stato Trump e se il posto di Krusciov fosse stato occupato da Putin ?
Stiamo con il Papa Leone XIV e preghiamo che Dio ci protegga in questo terribile momento.


