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Udine: ecco i risultati di TransCultAA, i detective del patrimonio culturale disperso nel XX secolo

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TransCultAA
Martedì 11 dicembre a Udine i risultati del progetto internazionale “TransCultAA” nel convegno su Recuperi di oggetti del patrimonio culturale in Alpe Adria.

Beni culturali, TransCultAA indaga sul patrimonio culturale rubato, spostato o requisito in Alpe Adria

TransCultAA è il nome, o meglio la sigla di un interessante progetto di studio internazionale, che ha un obiettivo ambizioso, affascinante ed importante: investigare sui mille percorsi dei beni culturali spostati, confiscati, saccheggiati o rubati nell’area dell’Alpe Adria durante il Novecento e, in particolare, nei periodi delle due guerre.

Lo scopo, riuscire a ricostruire le vicende e la storia del patrimonio culturale, che rappresenta un enorme capitale simbolico di un Paese.

E il progetto, promosso dall’Università di Udine, dopo alcuni anni di attività inizia a portare alcuni frutti, su cui ora si accendono i riflettori nel cone

Il progetto, il cui nome completo è “TransCultAA – Transfer of Cultural Objects in the Alpe Adria Region in the 20th Century”,  inizia ora a dare i primi importanti risultati, il cui primo bilancio sarà presentato all’Università di Udine nel corso di un articolato ed interessante evento culturale.

Il momento centrale, la giornata di studi intitolata  “Patrimonio culturale come capitale simbolico: una ricerca d’archivio internazionale”, in programma martedì 11 dicembre dalle 9.30 nell’aula T4 di palazzo di Toppo Wassermann, in via Gemona 92 a Udine.

 

Domani lectio magistralis di Salvatore Settis e mostra su Carlo Someda De Marco

Nel corso della gornata, che è dedicata proprio al primo bilancio dei risultati ottenuti, si terrà una lectio magistralis di Salvatore Settis, fra i più importanti studiosi del patrimonio antico e storico artistico, che proporrà una riflessione sul legame materiale e simbolico tra patrimonio artistico, città e museo, dal titolo Lo “stato dell’arte”: il patrimonio artistico, il museo e la città.

Nell’ambito del convegno, alle 11.30 sarà inaugurata la mostra “In difesa dell’arte. Il diario di Carlo Someda De Marco (1940-1945)”, nel velario di palazzo di Toppo Wassermann (via Gemona 92).

L’esposizione ripercorre una fonte peculiare e rara qual è il diario del direttore dei Musei di Udine Carlo Someda De Marco durante la Seconda guerra mondiale, nel corso della sua attività di raccolta delle opere d’arte provenienti da tutto il territorio friulano e giuliano, Istria compresa.

La mostra è realizzata dagli studenti del corso di Museologia dell’anno accademico in corso, tenuto dalla professoressa Donata Levi, e si avvale di un ricco e inedito apparato fotografico proveniente dalla Soprintendenza e dai Musei civici di Udine.

La mostra rimarrà visitabile fino a venerdì 21 dicembre, in orario d’apertura della sede, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20.

TransCultAa, le prime luci su Leggi razziali del 1938 e patrimonio dei non italiani

La giornata di studi sarà dedicata alla documentazione archivistica individuata nell’ambito del progetto TransCultAA, «che ha permesso di portare alla luce – spiega Donata Levi del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’ateneo friulano e tra i principal investigators del progetto – documenti inediti relativi agli spostamenti di oggetti d’arte in Alpe Adria nel Ventesimo secolo, apportando così nuovi contribuiti di studio relativi a problemi a tratti ancora aperti e in una prospettiva di una ricerca transnazionale”.

Il fenomeno definito come “spostamento delle opere”, e che come detto comprende sia requisizioni che saccheggi, ha incluso anche, dopo la proclamazione delle leggi razziali del 1938, la requisizione dei patrimoni delle famiglie non-italiane.

Ed anche questo è un aspetto su cui il progetto ha acceso i riflettori , ma “ancora poco noto, ancorché particolarmente significativo per i territori di confine come l’area giuliana e friulana”.

TranscultAA, un progetto europeo

Il progetto internazionale TransCultAA è finanziato da Hera, Humanities in the European Research Area – Uses of the Past, e coordinato dal Zentralinstitut für Kunstgeschichte di Monaco, in parternariato con l’Università di Udine, il Research Centre of the Slovenian Academy of Sciences and Arts di Lubiana e la Strossmayer Gallery of Old Masters di Zagabria.

Il progetto intende rispondere a molteplici interrogativi legati a periodi così complessi della storia europea quali le fasi dei conflitti mondiali: quali patrimoni e oggetti furono coinvolti e chi furono i responsabili degli spostamenti? Quando e con quali gli intenti?

«Sono domande – dice Donata Levi – che necessariamente danno adito a questioni più generali, tra le quali indagare in quale modo la documentazione archivistica contribuisce al riconoscimento del patrimonio storico-artistico, fatto oggetto di sottrazione, di tutela forzata e di scambio, le cui vicende sono ancora in gran parte da ricostruire. A fronte dell’impostazione ideologica e politica che ha connotato la lettura delle vicende del Novecento nell’area di Alpe Adria, lo studio delle carte d’archivio può ricondurre queste storie a un piano di maggior oggettività, consentendo di superare interpretazioni propagandistiche, unilaterali e tendenziose».

Il programma completo del convegno

Martedì 11 alle 9.30 porteranno i saluti il rettore dell’Università di Udine, Alberto De Toni, e il direttore del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, Andrea Zannini. Alle 9.45 il progetto TransCultAA e i primi risultati saranno presentati dai principal investigartors: Christian Fuhrmeister, Barbara Murovec, Ljerka Dulibic, Donata Levi.

Alle 10.30 la lectio di Salvatore Settis Lo “stato dell’arte”: il patrimonio artistico, il museo e la città.

Dalle 11.30 alle 12 la visita alla mostra In difesa dell’arte. Il diario di Carlo Someda De Marco, a cura degli studenti del corso di Museologia.

I lavori riprenderanno alle 13.30, con la sessione dedicata a “Il ruolo degli archivi”, presideuta da Christian Fuhrmeister (Zentralinstitut für Kunstgeschichte, München).

Interverranno: Michael Wedekind (Zentralinstitut für Kunstgeschichte, München), Archivi e circolazione dei beni culturali nella regione dell’Alpe Adria; Anneliese Schallmeiner (Bundesdenkmalamt, Wien), L’archivio dell’Ufficio austriaco dei Monumenti di Vienna. La documentazione di un’istituzione; Simona Greco e Valeria Toscano (Archivio Centrale dello Stato, Roma), Fonti dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma per la ricerca umanistica in un contesto europeo: una ricognizione preliminare.

Seguirà, dalle 14.45 alle 16.45, l’esame di alcuni casi di studio: Francesca Coccolo (IMT, Lucca), Il destino delle proprietà artistiche austriache e italiane alla fine della Prima guerra mondiale: quando scendono in campo i funzionari dell’arte; Iva Pasini Tržec (Strossmayer Gallery of Old Masters – Croatian Academy of Sciences and Arts, Zagreb), L’attuazione delle norme legali per la protezione dei beni culturali nello Stato Indipendente di Croazia (1941-1945); Ljerka Dulibić (Strossmayer Gallery of Old Masters – Croatian Academy of Sciences and Arts, Zagreb), Oggetti museali come doni diplomatici; Daria Brasca (Università di Udine), L’impegno del Governo militare alleato per la restituzione dei beni culturali sequestrati agli ebrei; Franci Lazarini (France Stele Institute of Art History ZRC SAZU, Ljubljana), Germanicus: indagine sulla provenienza di una celebre statua bronzea; Donata Levi (Università di Udine) e Barbara Murovec (France Stele Institute of Art History ZRC SAZU, Ljubljana), Beni culturali non restituiti.