Un altro tir sulla folla: 9 morti a Berlino

Un altro tir sulla folla: 9 morti a Berlino

20 Dicembre 2016 0 Di Pietro Nigro

Dopo il tir sulla folla a Nizza, un altro attentato simile: questa volta nel mercatino di Natale di Berlino. Il primo bilancio: nove morti e 50 feriti. Preso il guidatore.

Tir sulla folla a Berlino

La mente corre subito a Nizza, lo scorso 14 luglio, al tir sulla folla lanciato con lucida follia omicida da chi voleva uccidere. E che ora torna a colpire, con la stessa lucida follia, questa volta nel centro di Berlino ovest, dove il tir è stato lanciato contro le bancarelle del mercatino di Natale realizzato a Breitscheldplatz nei pressi della chiesa del “ricordo”. Tragico il primo bilancio: nove persone uccise e una cinquantina i feriti. Uno dei due autisti del tir è stato catturato dalla polizia, che ne ha dato notizia via Twitter, mentre l’altro sarebbe morto nello schianto.

Quella sera, a Nizza, è stato un uomo di origine tunisina sponsorizzato dallo Stato islamico a rubare prima e a guidare deliberatamente contro la folla che passeggiava sul lungomare per assistere ai fuochi del 14 luglio, festa nazionale. Questa volta, anche se non si conoscono ancora né l’origine né le motivazioni dell’autore del gesto, chi ha guidato quel bestione da 13 tonnellate, ha colpito con la stessa determinazione. Un mercatino di Natale, questa volta, un altro luogo affollato ed un altro obiettivo simbolico ed evocativo.

E’ il 19 dicembre, ed a Berlino come in tutto il mondo, si avvicina il Natale, si esce in strada, si frequentano i centri commerciali, le vie dei negozi e i mercatini dove lo shopping del regalo natalizio diventa anche il pretesto per una piacevole passeggiata, per stare insieme. E i mercatini di Natale, poi, sono luoghi particolarmente attraenti, con quel loro fascino antico, quell’atmosfera meno ovattata e più accogliente dei centri commerciali troppo scintillanti.

E il mercatino di Breitscheldplatz, ai piedi della Gedaechtniskirche, la “chiesa del ricordo”, vicino alla Avenue Kurfuerstendamm nella zona ovest di Berlino, non è da meno. Nell’aria pungente ci sono anche gli odori delle salsicce cotte in graticola e dei waffeln fritti e di tanti altri prodotti offerti agli affamati passanti tra una bancarella di regali ed una di prodotti tipici.

Ed è lì, su quella folla che due uomini hanno fatto piombare il loro mostro d’acciaio, un bestione da 13, 14, forse 15 tonnellate che non può  non “arare” le bancarelle e le persone che ci accalcano in mezzo. Che non può non uccidere uomini, donne e bambini. Nove morti, secondo le prime stime, e almeno 50 feriti.

Una dinamica che non a caso viene subito indicata, dal governo Usa tra gli altri, come un “attentato terroristico“, anche se, sulle prime, il governo tedesco è cauto:

Al momento non voglio usare la parola attentato anche se molti indizi lo indicano, ha detto ad esempio il ministro dell’Interno Thomas de Maizière parlando alla tv pubblica tedesca Ard.

Uno dei due uomini – sembra un un polacco – muore nello schianto, forse ha battuto la testa contro l’acciaio della cabina di guida del tir. L’altro – quello che sembra un pakistano o un ceceno – non muore subito, esce dall’abitacolo del camion e si dà alla fuga tra la folla. Mentre i mezzi e gli uomini di soccorso si precipitano sul posto, le forze dell’ordine tedesche diramano informazioni limitate per non scatenare il panico e lanciano una colossale caccia all’uomo in tutta la città. Caccia che si conclude nel giro di qualche ora con la cattura del sospetto camionista killer.

Che si possa trattare di fanatici islamisti è il primo dei sospetti che si affacciano alla mente di molti. Sospetto presto confermato dalla rivendicazione arrivata dalla Pmu, la coalizione delle milizie irachene che combattono il califfato, che l’ha letta su un sito riconducibile all’Isis.

Secondo quanto riferito dal giornale inglese Guardian, il tir, di proprietà di un trasportatore polacco di Danzica, è partito dall’Italia per fare rientro in Polonia, ma il guidatore, cugino del titolare, fa sapere al suo capo di volersi fermare in serata a Berlino per dormire, prima della consegna della merce da effettuare martedì mattina. Circola tuttavia l’ipotesi che possa essere stato rubato, in italia o durante il viaggio, perché il proprietario – intervistato dalla tv polacca Tvn24, ha detto di aver perso le tracce del suo mezzo dalle 16 di lunedì. E non è escluso che l’autista possa essere stato minacciato, o sequestrato insieme al suo automezzo.

 

Attentato a Berlino, reazioni in tutto il mondo

L’incubo del terrorismo, torna dunque a serpeggiare, in ogni angolo d’Europa, da dove poi rimbalza in tutto il mondo e si propaga da cancelleria a cancelleria.

Tra le prime, il primo ministro tedesco Angela Merkel, che attraverso il suo portavoce Steffen Seibert, si è detta “sgomenta”.

Siamo in lutto per i morti e ci auguriamo che i tanti feriti possano essere aiutati – ha scritto Seibert sul suo account Twitter.

Al momento non voglio usare la parola attentato anche se molti indizi lo indicano”, ha detto il ministro dell’Interno Thomas de Maizière alla tv pubblica Ard.