Unioni civili: senza le adozioni torna l’accordo

Unioni civili: senza le adozioni torna l’accordo

24 Febbraio 2016 0 Di Pietro Nigro

Le forze della maggioranza ritrovano l’intesa sul testo del maxi-emendamento che elimina la step child adoption e l’obbligo di fedeltà dalla legge Cirinnà. Il premier Renzi esulta su Twitter. Zanda: Presto un Ddl sulle adozioni.

Unioni civili, compromesso nella maggioranza

Unioni civili, la maggioranza ritrova l’accordo sul maxi-emendamento al Ddl Cirinnà su cui verrà posta la fiducia. Ma a prezzo della cancellazione, dal testo della legge, della step child adoption e dell’obbligo di fedeltà, i due punti più spinosi e che più avvicinavano le unioni civili al matrimonio. Restano, invece, gli altri elementi controversi, ma secondari, come il ruolo del giudice a cui viene confermata l’ultima parola per quanto riguarda le adozioni dei figli del partner.

Il più entusiasta è ovviamente il premier Matteo Renzi, che ha prontamente dato l’annuncio su Twitter.

A fargli eco, di lì a poco, Maria Elena Boschi.

Il testo è chiuso. Noi siamo pronti. Sui tempi, mi auguro che ci sia il voto entro questa settimana”.

Ma anche il capogruppo di Ap al Senato, Renato Schifani, è contento.

Oggi è stata una buona giornata: abbiamo stralciato la stepchild adoption e abbiamo abolito l’obbligo della fedeltà, principio fondamentale del matrimonio, proprio per marcare la differenza tra unioni civili e matrimonio. Non la considero una nostra vittoria ma il frutto di una mediazione, che ha trovato un Pd sensibile all’esigenza di raggiungere dei punti di contatto e condivisione, evitando che la legge in discussione potesse essere in alcun modo equiparata al matrimonio e cadere sotto la scure della Corte Costituzionale. E’ stato il buon senso a prevalere”.

A questo punto, non dovrebbero esserci più ostacoli sulla via dell’approvazione del Ddl Cirinnà, con il maxi emendamento che dovrebbe essere votato al Senato in tempi rapidi. Ed infatti, la senatrice del Pd Monica Cirinnà, che ha dato il suo nome al Ddl tanto dibattuto, ha parlato di

una legge storica, che assegnerà finalmente, dopo un ritardo insopportabile, diritti concreti e pieni alle coppie gay. Nel maxi-emendamento c’è un passaggio di garanzia che non preclude il lavoro dei magistrati nella tutela della continuità affettiva del minore. Viene inoltre esplicitato il riconoscimento della vita familiare e la norma antidiscriminatoria dell’articolo 3. Resta fermo l’impegno che mi sento di prendere oggi, raccogliendo le indicazioni del segretario Renzi, di lavorare da subito ad un disegno di legge di riforma delle adozioni”.

Il maxi-emendamento, peraltro non ancora presentato quando il Senato ha ripreso e subito sospeso l’esame del Ddl, non piace ovviamente alle opposizioni.

E’ una truffa – dice senza mezzi termini Roberto Calderoli – L’esecutivo non ha la facoltà di presentarlo, esautora le prerogative del Presidente della Repubblica. Per questo, chiedo al presidente Piero Grasso di non ammetterlo”.

A questo punto, a quanto sembra, per rispettare i tempi rapidi chiesti dal Pd, il maxi-emendamento verrebbe presentato questa sera, seguito subito dalla richiesta di fiducia, ed essere votato magari domani stesso.

Ma intanto, la step child adoption, che esce dalla porta del Ddl Cirinnà, rientra, o meglio rientrerà dalla finestra attraverso un apposito Ddl sulla materia, su cui il Pd si impegna a chiedere “una corsia preferenziale sia alla Camera che al Senato e che sarà approvato entro la fine della legislatura”, come ha assicurato il capogruppo del Pd a palazzo Madama, Luigi Zanda. Ipotesi che non garba agli alleati, visto che a stretto giro è arrivato un secco alt di Gaetano Quagliariello, di “Idea’:

Se sarà effettivamente assegnata una corsia preferenziale a una legge sulle adozioni che prevede la stepchild, questo non sarà un accordo al ribasso ma un accordo truffa”.