Usa, entra in servizio il nuovo sottomarino South Dakota

Usa, entra in servizio il nuovo sottomarino South Dakota

12 Febbraio 2019 0 Di Pietro Nigro

Entra in servizio il South Dakota, tredicesimo sottomarino d’attacco della classe Virginia della Marina Usa. Queste unità a propulsione nucleare e armate di missili Tomahawk operano sia sotto costa che al largo, contro altri sottomarini e navi di superfice e in supporto alle operazioni speciali.

Usa, entra in servizio il nuovo sottomarino d’attacco South Dakota

E’ entrato in servizio il South Dakota, il diciassettesimo sottomarino d’attacco veloce della Marina Usa. Il South Dakota (USS 790), assegnato alla Base sottomarini New London nel Connecticut, dove si è svolta il 2 febbraio la tradizionale cerimonia di equipaggiamento e messa in mare, è il settimo sottomarino della classe Virginia.

Il sottomarino USS South Dakota è la terza nave Usa a portare il nome del 40esimo Stato dell’Unione, dopo l’incorociatore incrociatore corazzato varato nel 1908 poi ribattezzato Huron nel 1920 e messo a riposo nel 1927, e la nave da guerra entrata in servizio nel 1942 e impegnata in varie battaglie della Seconda guerra mondiale nel Pacifico, fino alla dismissione del 1947.

La USS South Dakota è il diciassetterimo sottomarino d’attacco della classe Virginia e il settimo della variante “Block III”. I sottomarini nucleari di classe Virginia sono concepiti e costruiti per operare sia sotto costa che nelle profondità dei mari, e possono essere impiegate per azioni di guerra contro altri sottomarini e navi di superfice, supporto alle forze operative speciali, intelligence, sorveglianza e ricognizione, guerra irregolare e missioni anti mine. Inoltre, possono lanciare missili da crociera Tomahawk.

Si tratta di navi naturalmente molto mobili, resistenti, e dalla elevata potenza di fuoco, e si inseriscono in cinque delle sei principali capacità strategiche assegnate alle unità navali: controllo del mare, proiezione di forza, presenza diretta, sicurezza marittima e deterrenza.

Il loro scopo principale è di assicurare agli Usa la superiorità tecnologica e la velocità d’azione, capacità di carico, resistenza e mobilità in ambito sottomarino, dove opera un sempre crescente numero di sottomarini di ogni nazionalità sia diesel che elettrici.

La spina dorsale della flotta sottomarina Usa sono le 40 unità di classe Los Angeles, di cui 30 forniti di tubi di lancio per missili Tomahawk, a cui si aggiungono le tre unità della classe Seawolf, entrati in servizio a partire dal 1997 e forniti di siluri.

Classe Virginia, sottomarini d’attacco di ultima generazione

I 13 Virginia attualmente nella flotta sono i sottomarini di attacco di ultima generazione e sono destinati a sostituire gradualmente i Los Angeles. Questi sottomarini hanno diverse innovazioni che hanno notevolmente aumentato la sua capacità di combattimento soprattutto sotto costa e in acque poco profonde, e di supporto ai reparti speciali.

Nei SSN Virginia, i periscopi tradizionali sono stati soppiantati da due alberi fotonici che ospitano le fotocamere digitali a infrarossi in cima ai bracci telescopici. Con la rimozione del periscopio della canna, la sala di controllo della nave è stata spostata verso il basso di un ponte e lontano dalla curvatura dello scafo, offrendo più spazio e un layout migliorato che fornisce all’ufficiale comandante un maggior controllo della situazione.

Inoltre, attraverso l’uso estensivo di costruzioni modulari, architettura aperta e componenti commerciali pronti per l’uso, la classe Virginia è progettata per rimanere all’avanguardia per tutta la sua vita operativa attraverso la rapida introduzione di nuovi sistemi e carichi utili .

Inoltre, le ultime navi messe in servizio, le otto del Blocco III acquistate tra il 2008 e il 2013, sono state parzialmente riprogettate per ridurre i costi di produzione. La serie successiva, i dieci sottomarini del Bloccco IV commissionato tra il 2014 e il 2018 avrà ulteriori modifiche pensate per aumentare il ciclo di vita della componentistica di ogni unità, riducendo il numero, la frequenza e la durata deli interventi di manutenzione.