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Usa, Trump finanzia la National Defence: nel piatto 716 miliardi di dollari

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Il presidente Usa Donald Trump firma il National Defense Authorization Act
Il presidente Usa Donald Trump firma il National Defense Authorization Act a Fort Drum (New York).
Il presidente Usa Donald Trump firma il National Defense Authorization Act e stanzia 716 miliardi di dollari per le forze armate.

Trump stanzia 716 miliardi di dollari per la National Defence Usa

Ripristinare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e al contempo ricostruire il suo ineguagliato potere: è questa una delle maggiori promesse che Donald Trump ha lanciato nella campagna elettorale che, al grido di “America first”, due anni fa lo ha portato alla Casa Bianca. Ed ora, come annuncia trionfalmente l’inquilino di Pennsilvanya Avenue 1600, quella promessa diventa realtà, grazie alla firma del National Defence Authorization Act che mette a disposizione per le attività militari del 2019 ben 716 miliardi di dollari.

Per firmare la legge, intitolata al suo ispiratore, il senatore repubblicano John McCain che dallo scorso dicembre lotta con un tumore al cervello, Trump si è recato ieri pomeriggio a Fort Drum, a New York, base della decima divisione di montagna dell’Esercito.

Con questo finanziamento cospicuo e senza precedenti, che tra l’altro permetterà anche consistenti e “ben meritati” aumenti di stipendio per i soldati, Trump assicura di poter meglio difendere la nazione contro eventuali aggressioni esterne, scoraggiare “i nostri avversari”, come li definisce una nota ufficiale della Casa Bianca, nonché meglio svolgere la sua politica di pace.

In realtà, il Ndaa non include anche gli stanziamenti di risorse per i vari programmi, che saranno successivamente regolamentati dal Ministero della Difesa. Ma si tratta di un dettaglio tecnico, perché il documento detta le linee di indirizzo politico e le priorità a cui il Pentagono dovrà rifarsi nelle sue attività militari e di difesa e indica gli importi da stanziare per ciascuno di essi.

Oltre alla portata dei finanziamenti stanziati, il Ndaa si segnala anche per la rapidità con cui si è arrivati alla sua approvazione, grazie anche ad un rapido dibattito nei due rami del Parlamento e alla velocità con cui Trump lo ha firmato. Basti pensare che l’analogo documento per il 2018 è arrivato solo ad anno fiscale largamente iniziato.

Per questo, il padre del provvedimento, il senatore repubblicano John McCain ha elogiato entrambi partiti in entrambe le camere del Congresso e il Presidente Trump, per quello che si è rivelato il dibattito e l’iter di approvazionde del Ndaa più veloce degli ultimi quarant’anni.

 

Trump: Ripristinare la nostra “ineguagliata supremazia”

“Affrontando queste minacce, sappiamo che la debolezza è la via più sicura per ritrovarsi in un conflitto – ha affermato Trump – mentre la nostra ineguagliata supremazia è il mezzo più sicuro per la nostra difesa”.

Per questo, tra l’altro, in cima ai pensieri di Trump c’è Israele: la Ndaa include infatti il cofinanziamento dei programmi di sviluppo e produzione di sistemi di difesa missilistica a cui partecipano congiuntamente i due Paesi.

E non dimentica gli alleati europei, destinatari degli specifici sostegni previsti dal programma Iniziativa europea di dissuasione e rivolti a contrastare eventuali aggressioni dalla Russia.

Per quanto riguarda le risorse umane, il Ndaa prevede una umento di stipendio di crca il 2,3 per cento, e un aumento degli organici delle forze in servizio di 15.600 unità.

“Con questa nuova legge – ha detto Trump ai soldati della Decima divisione che lo ascoltavano –  aumenteremo le dimensioni e la forza delle nostre forze armate immettendo in servizio attivo migliaia di nuove reclute, e sostituiremo i carri armati gli aerei e le navi che diventano obsoleti con la tecnologia più avanzata e letale mai sviluppata. Che speriamo di non utilizzare mai, proprio perché saremo così forti. Ma se mai lo facessimo, nessuno avrebbe alcuna possibilità”.

Largo spazio, dunque, ai nuovi finanziamenti per Marines, Esercito, Aviazione e Marina, a cominciare dalle truppe.

Per il 2019, infatti, l’Esercito arriverà a 487.500 unità in servizio, la Marina a 335.400, il Corpo dei Marines ‘a 186.100 e l’Air Force a 329.100.

Nel capitolo delle nuove acquisizioni sono inseriti l’acquisto di 77 nuovi caccia F-35 per 7,6 miliardi di dollari, oltre a ricambi e servizi di riparazione e manutenzione, e sarà completamente finanziato il programma di sviluppo del bombardiere B-21.

L’atto autorizza anche la spesa di 24,1 miliardi di dollari per la costruzione di 13 nuove navi da battaglia e accelera i finanziamenti per lo sviluppo di navi da costruire in futuro, come la nuova portaerei di classe Ford, le tre cacciatorpediniere della classe Arleigh Burke e i due sottomarini della classe Virginia che si aggiungono ai dieci già in cantiere. Ci sono anche 1,6 miliardi di dollari per tre navi da combattimento costiero. Altri 3,2 miliardi di dollari sedrviranno a finanziare lo sviluppo e ila progettazione del nuovo sottomarino della classe Columbia.

Ancora, vale 2,3 miliardi di dollari l’acquisto di 20 caccia ad atterraggio breve e decollo verticale, gli F-35B Lightning II Joint Strike Fighters utilizzati dal Corpo dei Marines, mentre i cugini della Marina avranno 1,1 miliardi di dollari per comprare nove caccia F-35C.

E poi altre risorse sono destinate a finanziare i contratti pluriennali di fornitura di 24 aerei F / A-18 Super Hornet, EA-18G Growler e E-2D Advanced Hawkeye, 10 nuovi P-8A Poseidon, due KC-130J Hercules, 25 Cobra AH-1Z, sette MV-22 / CMV-22B Ospreys e tre MQ-4 Triton.

Senza contare l’acquisto di tutti i munizionamenti per i vari sistemi d’arma, tra cui missili anti-nave a lunga gittata (LRASM), missili a forcella stellare (JASSM-ER), il siluro MK-48 e i missili Harpoon.

 

Dopo terra, aria e acqua, è lo spazio la nuova missione

Nel Ndaa non mancano i capitoli dedicati ad Afganistan, Iraq e Cina, ma è lo spazio la vera futura missione delle forze armate Usa.

In particolare, ammonta a 5,2 miliardi di dollari il futuro stanziamento per il Fondo delle forze di sicurezza dell’Afghanistan e altri 850 milioni di dollari saranno spesi per addestrare ed equipaggiare le forze di sicurezza irachene che contrastano i terroristi dello Stato Islamico dell’Iraq e della Siria.

Un nuovo impulto viene fornito alla ricerca sulla tecnologia iperspaziale e la difesa dai missili iperspaziali, mentre un apposito stanziamento arriverà per lo sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale.

“Per mantenere la supremazia militare americana, dobbiamo essere sempre all’avanguardia – ha detto il presidente Trump – Questo è il motivo per cui stiamo anche riaffermando con orgoglio la tradizione di leadership nello spazio che gli Usa possono vantare”.

Si sa che gli avversari, ha detto Trump, “stanno facendo progressi, e cercano di ridimensionare la nostra superiorità e il nostro vantaggio, ma li prenderemo molto presto”.

“L’esercito cinese ha lanciato una nuova divisione militare per supervisionare i suoi programmi di combattimento nello spazio – ha detto Trump – Perché proprio come l’aria, la terra, il mare, lo spazio è diventato un teatro di guerra. Non è sufficiente avere semplicemente una presenza americana nello spazio; dobbiamo avere il dominio americano nello spazio, ed è per questo che solo pochi giorni fa, il vicepresidente ha delineato il piano della mia amministrazione per creare un sesto ramo dell’esercito degli Stati Uniti chiamato Space Force degli Stati Uniti “.

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Pietro Nigro
Giornalista professionista, napoletano, con esperienza di giornalismo su carta, in tv e sul web, nonché di comunicazione e nel mondo dell'impresa. Ha lavorato soprattutto a Napoli dove si è occupato di economia e politica per il Roma, il Denaro e il Corriere del Mezzogiorno. Ha curato uffici stampa e attività di comunicazione istituzionale, tra gli altri, per il parlamentare europeo Ernesto Caccavale, l'Ordine degli Ingegneri di Napoli, l'Associazione nazionale Consulenti tributari di Napoli, il Consorzio nazionale Acciaio, Anida onlus e Itaca ong. Come direttore responsabile, ha fatto nascere l'emittente televisiva calabrese Rete 3, e, come vicedirettore, il nuovo sito di informazione www.scelgonews.it. In precedenza è stato socio fondatore di una nuova impresa di bricchettaggio di lignite in Bashkortostan, di una cooperativa di diversamente abili a Napoli e della prima società italiana di condohotel a Chianciano (Siena). Attualmente collabora con il Sole 24 Ore. Nell'autunno 2015, raccoglie e rilancia l'ennesima sfida professionale: avviare www.Italianotizie24.it, una nuova iniziativa editoriale dal "basso", nata cioè dallo sforzo congiunto di un gruppo di giornalisti di varie parti d'Italia che decidono di "mettersi in proprio" per far nascere il "loro" giornale.