Usa, Trump sale sulla portaerei Ford e rilancia le spese militari

Usa, Trump sale sulla portaerei Ford e rilancia le spese militari

04 Marzo 2017 0 Di Pietro Nigro

Il presidente Usa Donald Trump in visita sulla Uss Ford, la più nuova e moderna portaerei americana, e rilancia il suo programma di potenziamento delle forze armate.

Usa, Trump in visita sulla portaerei Ford

Una visita simbolica, quella effettuata ieri da Donald Trump, che è salito a bordo della Uss G. R. Ford, l’ultima e la più moderna delle portaerei Usa, per lanciare con ancor maggior vigore il suo messaggio: gli Usa, che già hanno il più potente e costoso esercito del mondo spenderanno ancora di più per le forze armate. Per difendere la nazione, assicura Trump, e per “la pace”.

E non deve essere stata una scelta casuale, quella di andare sulla Ford. Le portaerei, ha detto Trump nel messaggio inviato da bordo della Ford, con il loro carico di centinaia di caccia bombardieri e un’intera flotta a difenderle, sono il simbolo più evidente e forte, il fulcro delle forze armate Usa, capaci di proiettare e dispiegare la potenza bellica americana in ogni angolo della terra.

trump uss ford

La Uss Geradl Ford, la più nuova e moderna delle portaerei americane (ph. Ap / Steve Helber)

E la nuovissima Uss Ford, che rappresenta il futuro dell’aviazione navale, “servirà come pietra angolare della nostra difesa nazionale per i decenni a venire”, come ha fatto sapere Trump.

Che la difesa, e il rilancio della spesa militare, fosse al centro della sua “visione” sul futuro del paese, Trump lo ha detto e ripetuto più volte in campagna elettorale, e non lo ha dimenticato da presidente.

Fin da martedì scorso Trump ha ufficializzato di fatto come intende procedere per rinnegare il “soft power” di Obama e rilanciare il Pentagono. Si tratta di alzare la spesa militare almeno del 9 per cento rispetto ai 622 miliardi di dollari stanziati nell’ultimo anno da Obama.

Trump vuole fare di più, ed ha già annunciato un incremento di 84 miliardi di dollari al budget militare di quest’anno, ma si tratta solo della prima tranche.

Perché Trump ha detto chiaro e tondo di voler portare la flotta da 274 a 350 navi e l’aviazione a 1.200 velivoli da combattimento di prima linea (100 in più del previsto), arruolando 80 mila militari in più e portando l’Esercito da 475 mila unità a 500/540 mila unità.

E si deve dare, ha ricordato Trump, a tutti i soldati, che sono in servizio ma anche a quelli che si dovranno arruolare, preparazione e mezzi e risorse adeguati ai tempi difficili che corrono. Tra l’altro, si tratta di riserrare i ranghi che sono stati decimati dai tagli in tutte le aree della difesa, di ricostruire aerei, che in media hanno trent’anni di servizio, e navi.

Tutto ciò, tuttavia, significa, secondo lo story telling trumpiano, investire nella pace, perché il modo miglior per prevenire la guerra è di prepararsi a farla, allestire un esercito di uomini e donne che

“Sono il meglio di noi. Essi sono la più grande forza di pace e di giustizia che il mondo abbia mai conosciuto. E nmpoi li sosterremo”.