Valentino “Des Ateliers”: lo show di Pierpaolo Piccioli all’Arsenale

Valentino “Des Ateliers”: lo show di Pierpaolo Piccioli all’Arsenale

16 Luglio 2021 0 Di Rebecca Gnignati

Venezia, Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, presenta alle Gaggiandre dell’Arsenale la nuova collezione Haute Couture: “Des Ateliers”, in dialogo tra alta moda e arte.

Dopo la sfilata uomo di Saint Laurent, anche Valentino ha scelto Venezia e il contesto della Biennale di Architettura per presentare la nuova collezione della Maison. Ed è stato proprio uno spazio della Biennale, Le Gaggiandre dell’Arsenale, il luogo scelto da Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della Maison,  per la presentazione della Haute Couture, “Des Ateliers”.

La forza del dialogo tra alta moda ed arte in Valentino “Des Ateliers”

Il connubio tra arte e moda é stato più evidente che mai: gli abiti della storica Maison italiana hanno sfilato su una passerella a filo d’acqua a fianco dell’installazione “Idee di pietra – Olmo”, 2008 (bronzo, river stone, acqua), curata da Chus Martinez e commissionata dalla Vuslat Foundation per ricordare al pubblico la propria missione: “ascoltare il pianeta, ascoltarsi tra specie, ascoltare se stessi”.

In questo contesto carico di simbolismo sfila “Des Ateliers“, la celebrazione dell’alterità, spesso sminuita, tra moda e arte, ed il loro dialogo che diviene forza creatrice. La sfilata,  “Una collezione d’Alta Moda. Una comunità di artisti. Un dialogo di ispirazioni.” ha visto la collaborazione tra Piccioli e un gruppo di pittori di ogni età, provenienza, inclinazione estetica, – Joel S. Allen, Anastasia Bay, Benni Bosetto, Katrin Bremermann, Guglielmo Castelli, Maurizio Cilli, Danilo Correale, Luca Coser, Jamie Nares, Francis Offman, Andrea Respino, Wu Rui, Sofia Silva, Alessandro Teoldi, Patricia Treib, Malte Zenses, Kerstin Bratsch – coinvolti  in un dialogo che si scrive per sempre sulla pelle degli abiti– .

Grazie a una serie di incontri dal vivo e a distanza, gli artisti hanno dato nuova vita alla visione creativa di Piccioli per Des Atelier, essendo fonte d’ispirazione e loro stessi ispirati dalla creazione della collezione.

A detta del curatore del progetto, Gianluigi Ricuperatibisogna immaginare Valentino Des Ateliers come un concerto di due mondi distinti – pittura e alta moda, arte contemporanea e arte vestimentaria – nei quali le voci ascoltano reciprocamente il canto degli altri prima di pronunciarsi.”

Courtesy of Valentino

La luce e la potenza di Venezia, cornice ideale del lavoro di Piccioli

Il direttore artistico, secondo il quale “la Moda non è ‘arte’, perché quest’ultima basta a sé stessa mentre la prima ha sempre uno scopo, una funzione, un utilizzo. Riconoscere le differenze è il primo passo per istruire un ascolto reciproco, fatto di curiosità, entusiasmo e rispetto. Questo ascolto ha bisogno di tempo, proprio come l’Alta Moda e in fondo anche come l’arte. Infatti la maturazione del progetto è stata lenta, un ritmo forse inusuale per il nostro mondo ma giusto e intimo per il mondo che vorrei”, ha fortemente voluto questo progetto, la cui casa ideale é sempre stata Venezia: “Venezia era parte della visione che avevo avuto sin dal principio: era l’unico posto al mondo nel quale presentare una collezione del genere, e inoltre si tratta di un contesto nel quale non aggiungere o togliere nulla: la luce e la potenza di Venezia sono la cornice perfetta nella quale immergere il mio lavoro“.

Il risultato è una collezione che riassume e allo stesso tempo ridefinisce i codici della Couture Valentino, dai cappelli fluttuanti ai vestiti da sera imponenti, in un tripudio di colori, drappeggi e movimenti. La strada segnata é quella della  possibilità in continua evoluzione, nella ricerca continua di un’estetica al contempo maestosa  e senza sforzo.