Valter Lavitola arrestato per l’attentato a Ranucci. I giudici: “è lui il mandante”
10 Agosto 2026Dice che se l’aspettava, e non solo lui, evidentemente. Valter Lavitola è stato arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip di Roma nell’ambito dell’inchiesta sull’esplosione avvenuta nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista, a Pomezia.

Secondo l’ipotesi accusatoria Lavitola avrebbe commissionato l’attentato con l’obiettivo di accrescere la popolarità di Ranucci e favorirne l’ascesa politica, in modo da ritagliarsi un ruolo di primo piano nel nuovo scenario politico. Un vizietto il suo- di giocare con la politica, a guardia e ladri- una specie di puparo nel ventre molle della politica romana. Lex direttore de l’Avanti, amico di tanti a destra, come a sinistra, non si sarebbe “vaccinato” nemmeno dopo la condanna a tre anni di reclusione insieme a Silvio Berluscon nel 2015 per la compravendita di senatori per far cadere Romano Prodi.
Lavitola era stato perquisito il 4 luglio dai carabinieri del Nucleo Investigativo e l’8 luglio era stato convocato in Procura, dove si era avvalso della facoltà di non rispondere. La svolta nelle indagini è arrivata oggi, nonostante nelle settimane scorse avesse rilasciato interviste a Tv e giornali difendendo l’amicizia con Ranucci. Il giornalista ha confermato, ma il contesto è ancora molto oscuro. Fino a che punto il progetto politico di Lavitola interessava Sigfrido Ranucci ? Una patacca “venduta” anche a personaggi del milieu romano che frequentavano il suo ristorante o un disegno similrealistico con l’aiuto di qualcuno ?
Sul piano strettamente giudiziario, l’ordinanza del Gip sostiene che l’azione contro il conduttore di Report sarebbe stata concepita per apparire soltanto come atto intimidatorio, ma senza mettere realmente a rischio l’incolumità di Ranucci e della sua famiglia.
Nell’inchiesta è coinvolto anche Gomes Tavares, cittadino camerunense, sodale di Lavitola, ritenuto l’intermediario con il gruppo incaricato di compiere materialmente l’attentato. Anche per Tavares c’è un mandato di arresto per aver fatto da tramite con la banda che piazzò la bomba la sera del 16 ottobre dello scorso anno.
L’aggravante del metodo mafioso
A Lavitola viene, inoltre, contestata l’aggravante del metodo mafioso. I giudici pensano che abbia agito consapevolmente e che le sue fantasie politiche valevano il rischio. L’indagine è coordinata dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi e, nella fase iniziale, è stata condotta dal pm Carlo Villani, oggi alla guida della Procura di Velletri. Prima di oggi L’inchiesta aveva già portato, alla fine di giugno, all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti gli esecutori materiali dell’attentato.
Le accuse, a vario titolo, comprendono detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di un ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con le aggravanti legate all’azione commessa da più persone e con modalità riconducibili al metodo mafioso. La ricostruzione della Procura dovrà ora essere sottoposta al vaglio di altri passaggi, ma la trama agli italiani che si mobilitarono dopo l’attentato, dovranno raccontarla i protagonisti. Ma quanti sono ?


