Vendeeglobe, Giancarlo Pedote tra i primi

Vendeeglobe, Giancarlo Pedote tra i primi

24 Gennaio 2021 0 Di Nicholas Rinaldi

Manca poco all’arrivo a Les Sables e c’è un italiano nel gruppo di testa

L’otto novembre scorso partiva la Vendeeglobe e mancano pochi giorni al ritorno a Les Sables. Come ogni gara che si rispetti ci sono delle difficoltà da superare. Tra i favoriti, il primo a dover rientrare in porto per riparare la propria barca è stato Jeremie Beyou con Charal che ha perso oltre un giorno prima di iniziare la propria corsa. Ben più noto e degno di nota è stato il ritiro di Alex Thomson con Hugo Boss. Nessuno si sarebbe aspettato una grave rottura avvenuta alla sua barca poco dopo il superamento dell’equatore. Nonostante le riparazioni Alex Thomson subisce la perdita di uno dei due timoni che lo ha portato al ritiro e al rientro in porto a Città del Capo.

Escoffier a bordo della sua zattera di salvataggio viene salvato da Jean Le Cam

Un ritiro ricco di emozione è stato quello di Kevin Escoffier a bordo di PRB che riuscii in pochi secondi ad abbandonare il suo IMOCA 60 per gettarsi sulla propria zattera di salvataggio. L’impresa di recuperare il naufrago Kevin Escoffier toccò a Jean Le Cam che dopo 12 ore di ricerca issò a bordo l’infreddolito superstite. Ad oggi i ritiri sono stati ben 8 e solo 25 skipper sono rimasti in gara. Tra questi spunta un cauto Giancarlo Pedote che dopo 77 giorni in mare, in solitario, conquista miglio su miglio tra le onde. Giancarlo è a bordo del suo IMOCA 60 Prysmian Group. Barca che è alla sua seconda edizione della Vendeeglobe ma che si è comportata benissimo tanto da permettere a Giancarlo giocarsi la vittoria.

Cauto, attendista, chef degli oceani, filosofo ispirato dai frangenti dei mari del sud e promotore di opere umanitarie in Madagascar del suo sponsor Prysmian Group. Giancarlo in questi 77 giorni di mare ci ha permesso di vivere la Vendeeglobe a bordo con lui. Ogni giorno pochi ma entusiasmanti secondi di video, registrati da lui e trasmessi dalla sua barca, ci hanno permesso di ricordarci quanto il nostro pianeta abbia bisogno di maggiore rispetto da parte dell’uomo.

“Gli albratros mi hanno accompagnato sulle onde e io restavo a guardali meravigliato con una cima in mano”

Gli albatros che hanno sorvolato la barca di Giancarlo non solo hanno lasciato un segno indelebile nei suoi ricordi ma hanno permesso a chi, come noi, hanno seguito la regata più dura del mondo comodamente a casa. Nei giorni del covid-19 dove il tempo si è distorto attorno agli italiani è stato bello correre cu un IMOCA60. Un giro attorno al globo che nasconde insidie che in pochi secondi possono stravolgere l’esito della corsa. Giancarlo ci ha raccontato tanto di solitudine, di paura dell’ignoto e di coraggio.

Mancano poco più di mille miglia al traguardo e Prysmian Group è ragionevolmente non troppo distaccato dai primi. Il gruppetto di testa è composto da sette barche e la gara è tutt’altro che chiusa. Giancarlo è salito al sesto posto proprio in queste ore e la velocità sembra tale da potergli permettere di attaccare i die avversari che lo precedono già nelle prime ore di domani. La barca è in buone condizioni, non ci sono preoccupazioni in tal senso per Giancarlo. Sono solo le ultimi giorni di regata dove l’avversario più temibile è la stanchezza.

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