Venti di crisi, Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti ballano sul Titanic. Si respingono ma forse è un bluff

Venti di crisi, Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti ballano sul Titanic. Si respingono ma forse è un bluff

18 Luglio 2019 0 Di Marino Marquardt

Ballano sul Titanic. E fanno rischiare al Paese di finire nuovamente risucchiato nel gorgo salviniano.

Incoscienti e inadeguati. “Mai col Pd!”, “Mai col M5s!”. E’ il trionfo della incapacità politica

Incoscienti e inadeguati al delicato momento. Luigi Di Maio nel giurare “Mai col Pd” e Nicola Zingaretti nel fare eco “Mai col M5s” tradiscono e mortificano i rispettivi ruoli di Leader politici.

Errare è umano, perseverare è diabolico. I Cinquestelle si dicono pronti a ripetere il devastante errore compiuto nello sciagurato streaming con Pierluigi Bersani, flop che produsse i mille giorni di Matteo Renzi.

E di fronte alla voglia di perseverare nell’errore viene da chiedersi a che gioco voglia giocare la Premiata Ditta Casaleggio-Di Maio.

Scelta inquietante questa annunciata oggi dal Capo politico Cinquestelle, scelta irresponsabile perché operata nell’ambito del sistema proporzionale, scelta inspiegabile perché improntata a quella originaria purezza calpestata in occasione del voto Salvasalvini sul caso Diciotti, scelta ingiustificabile dopo i compromessi celebrati sull’altare del governismo caro a Di Maio, scelta che peraltro confinerebbe inevitabilmente il M5s nell’area della totale ininfluenza. Roba da studiosi dei comportamenti umani, roba da medici dei pazzi.

Lo stesso discorso vale per il Pd di Zingaretti. L’irrigidimento su posizioni anti Cinquestelle meriterebbe l’espulsione dei Dm dal consesso politico, significherebbe anche darla vinta a Matteo Renzi, l’ex Capo Scout di Rignano sull’Arno che ha rottamato prima la Sinistra e poi se stesso.

Ma forse – a ben vedere – è soltanto un bluff. Uno dei tanti bluff che si propongono quando soffiano forti i venti delle crisi politiche. Un bluff che potrebbe finire col trasformarsi in un implicito invito al Presidente Sergio Mattarella di prendere nelle proprie mani il destino dello sgangherato Quadro Politico. Giuseppe Conte potrebbe finire col mettere d’accordo i riottosi del M5s e del Pd…

18/07/2019  h.18.40