Verso il Governo, Di Maio sbrocca e la trattativa col Pd rischia di naufragare. Ultimatum inaccetabile per i Dem

Verso il Governo, Di Maio sbrocca e la trattativa col Pd rischia di naufragare. Ultimatum inaccetabile per i Dem

30 Agosto 2019 0 Di Marino Marquardt

Di Maio detta le condizioni del M5s e la trattativa con il Pd si incaglia

Sì alle proposte del M5s o si va al voto!“. Con tono ultimativo, detta le condizioni Luigi Di Maio all’uscita dall’incontro col Premier incaricato Giuseppe Conte.

La durezza dei toni lascia sospettare un colpo di sole. Può accadere – direbbero a Napoli – quando ‘a pazziella va ‘mmano ‘e criature.

Tradotto per i non Napoletani, può accadere quando l’organo genitale femminile finisce tra le nani dei bambini, non saprebbero cosa farne.

Fuor di metafora, colpo di scena! Le consultazioni del Premier incaricato si chiudono con un intervento stonato e fuori luogo del Capo politico Cinquestelle.

Parole dure da far indispettire anche un santo. Parole che spingono la trattativa sull’orlo del precipizio.

Due cose importanti Di Maio doveva dire: 1) Non sono interessato alla poltrona di Vicepremier; 2) il Decreto Sicurezza andrà cambiato.

Sul primo tema ha taciuto; sul secondo è stato vago e si è aggrappato alle osservazioni in merito espresse dal Capo dello Stato Sergio Mattarella.

E’ mancato il coraggio della chiarezza e della onestà intellettuale a Giggino da Pomigliano.

Ma la gravità dell’intervento di Di Maio è nel tono. A momenti sembrava come uno di quei pupazzi che parlano dietro i suggerimenti di un ventriloquo. Che Matteo Salvini abbia deciso di prodursi nel settore dello spettacolo, di inventarsi ventriloquo? Che abbia smesso di indossare abusivamente le divise militari e che abbia deciso di indossare gli abiti con i lustrini della gente di spettacolo? Mah!

Toni sbagliati, ultimativi, da Bullo Salviniano – quelli del Capo Cinquestelle – in netto contrasto con quelli pacati e misurati di Nicola Zingaretti. E la dura reazione del Dem Andrea Orlando (“Se Di Maio ci ha ripensato lo dica”) riporta la trattativa in alto mare, sull’orlo del fallimento. A questo punto bene farebbe il Pd a mostrare i muscoli e ad assestare due scappellotti all’incauto Ragazzo.

Improvviso incidente di percorso, dunque. Accade quando una delle forze politiche impegnate nella trattativa per la formazione del nuovo Governo – il M5s – è spaccata, è allo sbando e senza bussola e quando – peraltro – il relativo Capo Politico – Di Maio – appare del tutto privo di lucidità.

E’segno di debolezza non avere il coraggio di citare per nome (Salvini e il Pd) i soggetti a cui si riferisce quando parla.

A Palazzo Chigi chiude il discorso – Di Maio – evocando il voto anticipato. Indica – di fatto – la via del suicidio dopo quella già tracciata e percorsa dall’ex Socio di Governo, Salvini. I Destini sembrano incrociarsi con la differenza che col voto anticipato Salvini risorgerà mentre Di Maio non avrà il Destino di Lazzaro. Non resusciterà

Domanda: Beppe Grillo cosa dirà? Risolverà la faccenda con una compressa di Maalox?