Verso il Governo, Zingaretti boccia Conte. E la trattativa tra Cinquestelle e Dem si incaglia

Verso il Governo, Zingaretti boccia Conte. E la trattativa tra Cinquestelle e Dem si incaglia

24 Agosto 2019 0 Di Marino Marquardt

Verso il Governo. Dopo l’incoraggiante avvio nel pomeriggio della trattativa tra le Delegazioni Cinquestelle e Dem, qualcuno aveva già messo lo champagne in frigo… Ma poi in serata il discorso si è incagliato attorno al nome del Premier dimissionario Giuseppe Conte.

La bocciatura dell’ex Premier è una castroneria in piena regola

E’ accaduto durante l’incontro tra Luigi di Maio e Nicola Zingaretti. Il Segretario del Pd – in nome della Discontinuittà – ha bocciato Conte. Una Castroneria in piena regola, di fronte al Totem della Discontinuità non si può bocciare una persona perbene che tra l’altro gode di buona popolarità.

Una scelta – questa di Zingaretti – pericolosa per Lui e per il Pd. Il fallimento della trattativa potrebbe provocare una profonda spaccatura nel partito.

Tutto da vedere come si evolveranno le cose nel corso della giornata. Il tempo disponibile è poco, a martedì – giorno della ripresa delle Consultazioni decisive al Quirinale – mancano soltanto tre giorni…

I misteri attorno al “suicidio” di Salvini

A margine restano gli interrogativi sull’ìncredibile capitombolo di Matteo Salvini.

In pochissimi giorni è stato capace di mettersi da solo all’angolo. Ed è sempre più difficile individuare le vere ragioni che hanno spinto il Leader della Lega ad autodistruggersi all’ombra del Carroccio e dello Spadone di Alberto da Giussano.

Preda di devastante raptus, il Capo leghista con un sol colpo ha affossato il Governo di cui di fatto era diventato il Capo e il Padrone, ha ucciso i sogni della Ducetta di Trastevere Giorgia Meloni e del Governatore della Liguria Giovanni Toti, ha cancellato il Centrodestra e il relativo progetto di invincibilità per prossimi anni e – infine – si è suicidato politicamente.

Un caso da antologia sotto il sole di Ferragosto, un caso da consegnare agli studiosi dei comportamenti umani.

Permane dunque sullo sfondo il razionalmente non spiegabile comportamento dell’ormai ex Ministro dell’Interno. Una accelerazione verso il precipizio – la Sua – forse perché sopraffatto da delirio di onnipotenza o perché pressato da inconfessabili paure? O più semplicemente ha agito così perché – al di là degli atteggiamenti da duro con i deboli – è in realtà un Pirlacchione come lo ha definito Vitttori Feltri?

E’ come se avesse strappato il biglietto vincentte della Lotteria o del Superenalotto. E ora il Palazzo potrà vederlo soltanto col binocolo… Trascorrerà il resto degli anni a recriminare sul maledettto errore.

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

24/08/2019 h.06.00