Verso il voto, girando tra le bancarelle elettorali

Verso il voto, girando tra le bancarelle elettorali

17 Gennaio 2018 0 Di Marino Marquardt

Deliri, sciocchezze, promesse, inganni… E’ quanto è possibile rimediare sulle bancarelle elettorali di leader e candidati senza vergogna. Ma “spes ultima dea”.

Verso il voto, girando tra le bancarelle elettorali

Deliri, sciocchezze, promesse, inganni… E’ quanto è possibile rimediare sulle bancarelle elettorali di leader e candidati senza vergogna. Indegno mercato propagandistico delle pulci; baggianate in libera uscita da sinapsi e materia grigia. Ecco una carerellata di alcune utopistiche o quasi irrealizzabili proposte programmatiche. In alcuni casi si tratta di perle riciclate dalla precedente campagna elettorale.

  • Silvio Berlusconi: 1000 euro mensili per pensioni minime, assegni alle mamme e tasse al 25 per cento per tutti;
  • Luigi Di Maio: Sì a quattro vaccini obbligatori e No agli altri sei, morte alla Legge Fornero, reddito di cittadinanza da 780 euro mensili, reintroduzione Art.18 e conti da regolare con l’Euro;
  • Matteo Renzi: sciocchezze al momento non pervenute, sono ancora in fase di elaborazione. Ritardo dovuto all’attenzione prestata alla spinosa materia Banche & Affari;
  • Matteo Salvini: guerra a negri e musulmani, tasse per tutti al 15 per cento, morte alla Legge Fornero e riapertura dei casini;
  • Pietro Grasso: stop a tasse universitarie, guerra al Jobs Act, reintroduzione Art. 18, Fornero da rivedere;
  • Giorgia Meloni: via i migranti, misure per giovani, assistenza prima infanzia;
  • Centristi assortiti: tutto fa brodo per una poltrona.

E’ la rassegna delle buone intenzioni dei Capibastone dispensatori di illusioni. Ma di buone intenzioni e di miraggi – è noto – sono lastricate le vie dell’Inferno…

Un pacchetto di buone intenzioni che complessivamente vale circa 200 miliardi all’anno, una fumata di pipa per l’italico Eldorado in cui viviamo….

Dischi rotti, trionfo della grettezza e dell’ignoranza, capriole lessicali e concettuali, spericolate fughe in avanti, precipitose retromarce, equilibrismi senza rete, totale assenza di risposte alle sfide che le intelligenze artificiali porteranno al mondo del Lavoro, mancanza di uno straccio di idea-Paese.

Nelle proposte elettorali c’è il vuoto della concretezza progettuale e il pieno della povertà intellettuale, della ignoranza, della grettezza, della mistificazione. Scomparse le ideologie, leader e candidati hanno liquidato anche i presunti ideali di riferimento. La parola “valori” è scomparsa dai radar della politica… Cancellati i valori universali restano quelli particolari, i valori dei portafogli individuali innanzitutto.

Una delle peggiori campagne elettorali della storia repubblicana

Detto ciò, questa in corso è una delle peggiori campagne elettorali della storia dell’Italia repubblicana. E’ lo specchio di una politica fondata sull’arrivismo e sul carrierismo interpretata da leader e candidati intellettualmente e culturalmente straccioni. A conferma i miserevoli spettacoli che stanno offrendo in questi giorni i dibattiti tv e le deprimenti letture di proposte e resoconti elettorali su pagine di giornali complici del degrado.

La via di fuga è nel non seguire gli squallidi talk show infarciti di comparse, nani e ballerine e nel non leggere le pagine politiche. Si evita così il rischio di metabolizzare non verità, false promesse e sciocchezze spaziali. E di cadere nella trappola di diventare partecipi e consumatori di un dibattito fondato su Fate Morgane e vuoto assoluto.

Il consiglio è di non ascoltare leader e candidati cialtroni. E di fondare il proprio giudizio e la relativa scelta elettorale (sempre che vi punga vaghezza di andare a votare) su quanto realizzato nella Legislatura appena archiviata da quanti con una bella faccia tosta oggi vi chiedono il voto.

E’ elogio del qualunquismo, è celebrazione del disfattismo, è invito implicito alla diserzione il 4 marzo ciò che state leggendo? No.

E’ semplice stanchezza nell’ascoltare sciocchezze, è rifiuto della miseria e della disonestà intellettuale, è invito a riflettere.

E a scegliere il meno peggio, quei candidati nei quali è possibile rinvenire ancora tracce – seppure sbiadite – di anelito alla giustizia sociale, alla solidarietà, al Lavoro non inteso come passepartout che porta alla precarizzazione, allo sfruttamento e alla shiavizzazione.

Occhi aperti: scartando ben bene tra le cianfrusaglie e la paccottiglia delle proposte elettorali, tra forze politiche e candidati qualcosa di buono forse si riesce ancora a trovare.

Spes ultima Dea… O no?