Il maestro della videoarte Bill Viola in mostra a Firenze

Il maestro della videoarte Bill Viola in mostra a Firenze

16 Luglio 2017 0 Di Patrizia Russo

Firenze, fino al 23 luglio a Palazzo Strozzi “Rinascimento elettronico”, l’imperdibile mostra di Bill Viola.

In mostra il Rinascimento Elettronico di BIll Viola

Firenze ospita un altro genio dell’arte contemporanea. E in questi mesi le sale di Palazzo Strozzi si sono spogliate e scurite per celebrare Bill Viola, il maestro indiscusso della videoarte contemporanea.

La mostra, intitolata Rinascimento Elettronico, celebra la speciale relazione tra l’artista americano e la città toscana. Viola ha lavorato a Firenze tra il 1974 ed il 1976 come direttore tecnico della galleria art/tapes/22 ed è proprio a Firenze che Viola ha

“… potuto sentire a livello esperienziale, sulla propria pelle, la storia dell’arte che traspira dalle pagine dei libri”.

Nelle sale impeccabilmente allestite del Piano Nobile, colpisce nel percorso espositivo il confronto ed il dialogo tra i capolavori del Rinascimento e le opere di Bill Viola da cui traggono ispirazione.

Da qui il titolo della mostra Rinascimento Elettronico che appunto intende evocare l’arte del passato di Pontormo, Andrea di Bartolo e Paolo Uccello nelle installazioni tecnologiche, dove l’oltre l’immagine anche il sonoro è parte integrante dell’esperienza.

In mostra quarant’anni di carriera artistica

Un uomo brucia. Piano piano le fiamme avvolgono il suo corpo. Sul lato opposto dello schermo è invece investito da una forte pioggia. The Crossing è l’opera di apertura della personale di Bill Viola. L’uomo è chiamato a interagire con forze opposte ed energie della natura: acqua e fuoco, luce e buio, bene e male, morte e rinascita. L’artista indaga l’umanità: persone, corpi, volti sono i protagonisti delle sue opere.

Bill Viola The CrossingBill Viola The CrossingBill Viola The CrossingBill Viola The CrossingProseguendo nel percorso tra passato e presente, non possiamo non rimanere stupiti davanti a The Greeting.

The Greeting è una sequenza video che ricostruisce, in una prospettiva urbana, l’incontro tra tre donne. Grazie all’effetto slow motion (un evento che in origine durava quarantacinque secondi coinvolge lo spettatore per dieci minuti) entriamo nei gesti e nella mimica dei personaggi, riuscendo a far percepire anche i minimi dettagli come le sfumature degli sguardi.

Bill Viola, Rinascimento Elettronico in mostra a Palazzo Strozzi di Firenze 

Impossibile non volgere lo sguardo verso l'”originale” cioè la maestosa pala della Visitazione del Pontormo, custodita nella chiesa di San Michele Arcangelo in Carmignano (PO). Anche questo è un incontro. Le donne rappresentate sono la Madonna e sua cugina Elisabetta e dietro di esse due spettatrici. Entrambe comunicano la notizia della propria gravidanza miracolosa.

Sia nel capolavoro del Pontormo che in quello di Viola, quello che emerge è il potere ancestrale di un gesto, l’abbraccio. Una stessa azione senza luogo,senza tempo ma che porta con se la stessa l’emozione: intima, naturale e affettuosa.

In Surrender appaiono a mezzo busto le immagini di un uomo e di una donna in due schermi, posti l’uno sopra l’altro. I due si inchinano come a cercare un contatto, ma si immergono invece in uno specchio d’acqua in cui più volte affondano i loro visi. Ogni volta riemergono, ma sul loro volto è visibile il senso di angoscia. Quando le immagini dei loro corpi cominciano a dissolversi in forme ondulate e tremolanti, comprendiamo che stavamo osservando i loro riflessi sulla superficie dell’acqua, non i corpi reali.

La mostra prosegue con The Path un affresco digitale di oltre undici metri che ha per protagonista diverse persone che camminano in un bosco di cui non si vede né l’inizio e né la fine.

Catherine’s room costituita da cinque schermi allineati che rappresentano cinque scene differenti. L’opera si ispira al polittico di Santa Caterina da Siena e Beate Dominicane di Andrea di Bartolo. Viola riproduce la funzione narrativa della seconda parte dell’opera, la predella, che propone diversi riquadri legati gli uni agli altri, in una sequenza di immagini e scene.

Per molti artisti della generazione di Viola (New York, 1951), la tecnologia elettronica ha rappresentato una rivoluzionaria possibilità per lavorare con le immagini in movimento e conferire all’opera d’arte un aspetto spirituale, vivo mettendone in rilievo i dettagli della sua poetica.

“Le mie opere servono a trasformare la nostra percezione, per guardare finalmente non davanti ma dentro di noi” – Bill Viola