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Vittore Carpaccio, da marzo a giugno la mostra al Palazzo Ducale di Venezia

Vittore Carpaccio, da marzo a giugno la mostra al Palazzo Ducale di Venezia

25 Gennaio 2023 0 Di Andrea Sperelli

Apre i battenti dal 18 marzo al 18 giugno al Palazzo Ducale Vittore Carpaccio Dipinti e disegni, la più attesa mostra di primavera a Venezia.

Vittore Carpaccio, da marzo a giugno la mostra al Palazzo Ducale di Venezia

Apre i battenti dal 18 marzo al 18 giugno ed è ospitata dall’Appartamento del Doge al Palazzo Ducale Vittore Carpaccio Dipinti e disegni, la più attesa mostra di primavera a Venezia.

La grande retrospettiva, annunciata nei giorni scorsi dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e da Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei Civici Veneziani, è stata promossa dalla Fondazione Musei Civici Veneziani in collaborazione con la National Gallery di Washington, ed è curata da Peter Humfrey, riconosciuto specialista del pittore e del suo contesto, con Andrea Bellieni, curatore dei Musei Civici di Venezia, e Gretchen Hirschauer, curatrice della pittura italiana e spagnola alla National Gallery of Art di Washington.

Vittore Carpaccio: Vergine leggente, ca. 1510, olio su tela, tasferito da una tavola, 78 x 51 cm. Washington, National Gallery of Art.

Vittore Carpaccio: Vergine leggente, ca. 1510, olio su tela, tasferito da una tavola, 78 x 51 cm. Washington, National Gallery of Art.

“La pittura di Vittore Carpaccio (1460/66 c. – 1525/26 c.) celebra – sottolinea la presidente Gribaudi – la grandezza e lo splendore di Venezia al volgere del XV secolo, quando la città lagunare dominava un vasto impero marittimo e fioriva come centro di commerci internazionali e di cultura. I dipinti narrativi dell’artista – specie i famosi cicli realizzati per varie confraternite religiose – trasportano le storie sacre nella vita vera, collocandole in scenari fantastici, benché arricchiti con infiniti dettagli e riferimenti contemporanei. Ispirato dall’ambiente e dalla società della sua straordinaria città, Carpaccio unisce l’attenta osservazione della scena urbana con il suo particolare trasporto per il poetico e il fantastico”.

Prestiti concessi generosamente da musei, chiese, istituti e collezioni private, d’Europa e degli Stati Uniti, consentono di riportare a Venezia opere da secoli lontane dalla laguna; talune inviate dallo stesso artista negli antichi territori un tempo legati alla Serenissima come l’Istria e la Dalmazia e mai finora tornate.

Esse sono essenziali per poter ora proporre nelle sale dell’Appartamento Ducale un itinerario che documenta nella maniera più oggettiva e completa l’evoluzione dell’arte di Carpaccio. 45 dipinti di tema religioso, profano o di genere – tra essi alcuni di grandi dimensioni – evidenziano le grandi doti immaginative, narrative, descrittive, oltre alla sapiente tecnica pittorica dell’artista. Unitamente, un folto nucleo di disegni dimostra la sua speciale capacità di ‘studiare’ in maniera minuziosa e dettagliata la realtà, rivelando i suoi peculiari interessi per la natura, per la prospettiva, per i costumi del suo tempo, per gli effetti della luce.

“Le sue opere, forse più di quelle di altri artisti veneziani del Rinascimento, rappresentano l’essenza della “venezianità”, ossia lo spettacolo sfarzoso e la mitologia della Repubblica Serenissima, in quel momento all’apogeo economico e culturale. Venezia , anche con questa mostra, celebra la sua storia, la sua tradizione, e un suoi illustre pittore che, con la sua arte, ha raccontato la Città, la sua bellezza riuscendo a tramandare fino a noi immagini di vita quotidiana di un passato che torna, così, a vivere” commenta il sindaco Luigi Brugnaro.

Da notare che la precedente monografica dedicata al maestro veneziano risale al lontano 1963.

“Con questa magnifica mostra, che giunge a conclusione di scoperte e nuove attribuzioni, nonché di restauri straordinariamente rivelatori, si è oggi in grado di proporre al pubblico e agli studiosi un’aggiornata rilettura storico-critica della pittura di Carpaccio e della sua evoluzione, dagli inizi e fino alle opere tarde, solitamente sminuite dalla critica”, afferma Andrea Bellieni, responsabile del Museo Correr.

“Con tali essenziali obiettivi, dalla collaudata collaborazione di Fondazione Musei Civici di Venezia e National Gallery di Washington, con la cura scientifica di Peter Humfrey è nato il progetto della mostra nelle due sedi di Washington e Venezia, fondata su una selezione mirata delle più rappresentative opere dell’artista. L’intento è tracciare, in termini sia tematici che cronologici, il rigoroso sviluppo della pittura carpaccesca da una prospettiva aggiornata. In questo la mostra si avvantaggia anche di un consistente nucleo di disegni autografi del pittore, autore del più ampio corpus sopravvissuto di disegni “di studio” del primo Rinascimento” aggiunge Chiara Squarcina, dirigente delle attività museali.

Riunite dopo due secoli le Due Dame e la Caccia in Laguna

Hunting on the Lagoon (recto); Letter Rack (verso); Vittore Carpaccio (Italian, about 1460 – 1526); Venice, Veneto, Italy; about 1490–1495; Oil on panel; 75.6 × 63.8 cm (29 3/4 × 25 1/8 in.); 79.PB.72

La mostra offre anche l’occasione, davvero unica, per ammirare finalmente riunite, le due parti di una scena già compiuta ed unitaria, separate in circostanze sconosciute verso la fine del Settecento: le “Due dame” del Museo Correr, possedute a Venezia da Teodoro Correr, si ricongiungono con la “Caccia in laguna”, già presente a Roma nella collezione dello zio cardinale di Napoleone e oggi nel Getty Museum di Los Angeles.

Vittore Carpaccio: Due dame, ca. 1492 / 1494m olio su tavola, 94,5 x 63,5 cm, particolare. Venezia, Musei civici veneziani, Museo Correr.

Vittore Carpaccio: Due dame, ca. 1492 / 1494m olio su tavola, 94,5 x 63,5 cm, particolare. Venezia, Musei civici veneziani, Museo Correr.

Si riforma così la conturbante scena con le due elegantissime nobildonne veneziane in annoiata attesa del ritorno dei mariti dalla caccia in laguna con archi e ‘ballotte’; una ‘storia’ psicologica raccontata da Carpaccio con sottile sensibilità e sublime fascino immaginativo (il grande storico inglese John Ruskin alla fine del secolo XIX ne fu letteralmente soggiogato), dipinta su quella che, in origine, quasi certamente era un’anta di porta a soffietto posta tra due ambienti di un raffinato, privatissimo interno veneziano.

Infine, per il visitatore appassionato la mostra non potrà che proseguire fuori Palazzo Ducale, in un itinerario cittadino che, sulle orme dei grandi viaggiatori, scrittori ed esteti di fine Ottocento – coloro che letteralmente riscoprirono grandezza e fascino di Carpaccio – raggiunge soprattutto i due capolavori del pittore, completi e intatti nello sedi d’origine o di elezione: il ciclo di sant’Orsola presso le Gallerie dell’Accademia e il ciclo di San Giorgio degli Schiavoni nella omonima Scuola.

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