Voto anticipato. Il Becchino della Morgue del Nazareno punta a blindare le liste

Voto anticipato. Il Becchino della Morgue del Nazareno punta a blindare le liste

04 Maggio 2018 0 Di Marino Marquardt

In attesa della decisione del Capo dello Stato Sergio Mattarella la Direzione Pd non decide la data dell’Assemblea Nazionale.

Come il Signorotto manzoniano, Renzi vuole assicurarsi i “Bravi” anche in futuro

Ormai è sotto gli occhi di tutti. Nei pensieri dell’ex Capo Scout non c’è il Paese, non ci sono le diseguaglianze sociali, non ci sono le fasce sociali deboli, non ci sono i disoccupati, non ci sono le interminabili liste di attesa sanitarie… Nella mente del Giovanotto c’è soltanto la ricerca della soddisfazione della propria vanità attraverso la conservazione del potere partitico. Una deformazione culturale probabilmente derivata dall’imprinting ricevuto durante le frequentazioni adolescenziali degli scout di provincia.

E – al pari del Signorotto manzoniano che si serviva dei Bravi per affermare il proprio potere – Matteo Renzi per salvaguardare il proprio primato partitico si serve dei suoi Ragazzi.

Obbedienti approdati alla politica per caso o per grazia ricevuta.

Obbedienti Quaquaraquà senza voti personali

Quaquaraquà senza voti personali e privi di visione politica, si tratta in diversi casi di gente catapultata in Parlamento per volere del Capo e con l’unica funzione di garantire i numeri (da essi stessi rappresentati) per salvaguardare il potere del medesimo attraverso il voto di obbedienza. Burattini e niente più.

Ed ecco perché la Direzione di ieri del Pd non ha fissato la data dell’Assemblea Nazionale. Non lo ha fatto perché il Segretario-ombra non intende giocarsi in anticipo questa carta non avendo certezze sulla decisione che assumerà ad inizio settimana il Capo dello Stato Sergio Mattarella.

In un Pd senza progettualità il vero potere è in chi forma le liste

L’Assemblea Nazionale –  salvo colpi di scena provocati dai sempre meno credibili Zombies della Morgue del Nazareno – designerà – come è noto – chi dovrà comporre le Liste elettorali. E sarà questo rito a fissare il vero potere in un Partito privo di idee, ideali e progettualità.

Comanderà non chi avrà un progetto migliore ma chi avrà più parlamentari da manovrare. Esattamente come il Giovane  Becchino del Pd sta dimostrando di saper fare in questa Legislatura.

Chiaro dunque che il Giovanotto farà di tutto per non lasciarsi sfuggire dalle mani questa carta vincente. In un partito come il Pd privo della visione-Paese, il vero Potere si esprime attraverso la composizione delle Liste e nelle relative gestioni

Il Paese dunque può attendere, Matteuccio ha altro a cui pensare…

Lunedì ultimo giro da Mattarella

Intanto l’Inquilino del Quirinale appare sempre più spazientito.

A distanza di due mesi – fanno notare dal Colle – le posizioni di partenza dei partiti sono rimaste invariate. Non è emersa alcuna prospettiva di maggioranza di governo”.

A  questo punto a decidere sarà il Capo dello Stato Sergio Mattarella. In assenza di nuovi sviluppi allestirà un governicchio che modifichi la Legge elettorale, metta mano alle urgenti misure economiche e – fatto ciò – traghetti velocemente il Paese al voto.

Sempre che – ovviamente – il Parlamento dia la fiducia a questo Esecutivo di scopo…