Voto di scambio e rifiuti, in Campania prove di larghe intese: indagati Passariello (Fdi) e DeLuca jr (Pd)

Voto di scambio e rifiuti, in Campania prove di larghe intese: indagati Passariello (Fdi) e DeLuca jr (Pd)

16 Febbraio 2018 0 Di Marino Marquardt

Inchiesta di Fanpage su voto di scambio & traffico rifiuti, prove di “Larghe Intese” in Campania! Indagati Luciano Passariello, capolista di Fratelli d’Italia e Roberto De Luca, secondogenito del governatore Vincenzo e fratello di Piero, candidato Pd a Salerno.

Voto di scambio e rifiuti, prove di larghe intese in Campania: indagati Passariello (Fdi) e De Luca jr (Pd)

Voto di scambio & traffico rifiuti, prove di “Larghe Intese” in Campania! Indagati Luciano Passariello, consigliere regionale e capolista di Fratelli d’Italia nel collegio di Napoli e il componente di una famiglia tutta pane e politica, Roberto De Luca, assessore al Bilancio del Comune di Salerno, secondogenito del governatore Vincenzo e fratello di Piero, candidato Pd nel collegio di Salerno.

Si tratta di una indagine giudiziaria che si intreccia con una inchiesta giornalistica. Un reportage a puntate che affonda le mani nella gestione della Sma Campania (Società in house della Regione Campania che si occupa di bonifiche e smaltimento dei rifiuti), e in particolare di un appalto di smaltimento fanghi.

Per quasi sei mesi, il direttore di Fanpage.it Francesco Piccinini, il videoreporter Sacha Biazzo e l’ex boss pentito di camorra Nunzio Perrella – l’uomo che 25 anni fa consegnò al pm Franco Roberti alcuni segreti del clan e dei loro business sui rifiutihanno vestito i panni di ‘agenti provocatori’.

Si sono camuffati da imprenditori del settore (Piccinini ha finto un accento settentrionale) e si sono infiltrati negli uffici di Sma e altrove per fare proposte indecenti.

Con le telecamerine nascoste, i tre avrebbero raccolto e filmato ovunque, non soltanto a Napoli, la disponibilità ad ottenere appalti e lavori in cambio di tangenti. Sia in ambienti politici che mafiosi.

Secondo quanto rivelato da Fanpage.it gli “agenti provocatori” sarebbero entrati in contatto anche con “camorristi che chiedevano 30mila euro per ogni camion di rifiuti da smaltire”.

In uno dei filmati figura Roberto De Luca, rampollo del governatore.

Inutile dire che la vicenda sembra essere destinata ad avere sviluppi clamorosi in quanto i filmati inchioderebbero i protagonisti dei medesimi alle proprie responsabilità.

Detto ciò resta ora da vedere come si posizioneranno i “grandi” mass media cartacei e digitali.

Dopo aver crocifisso la sindaca di Roma Virginia Raggi, la prima cittadina di Torino Chiara Appendino e il sindaco di Livorno Filippo Nogarin per inchieste che non riguardano i mondi di Affari & Malavita e dopo aver gridato allo scandalo per i furbetti del bonifico immediatamente messi alla porta dal M5s, è lecito attendersi una pari attenzione. Anzi una attenzione maggiore considerando la gravità dei reati ipotizzati.

Ma non è tutto. La domanda è d’obbligo: cosa faranno ora il Pd e Fratelli d’Italia?

Seguiranno l’esempio dei Cinquestelle? I renziani prenderanno le distanze dalla famiglia De Luca? E la vestale della “purezza politica” Giorgia Meloni caccerà Passariello? O invocheranno il terzo grado di giudizio?
Chi vivrà vedrà…