XVIII legislatura al via, i vincitori giocano su più tavoli

XVIII legislatura al via, i vincitori giocano su più tavoli

20 Marzo 2018 0 Di Marino Marquardt

Al via la XVIII legislatura. Accordo quasi fatto per la presidenza della Camera a M5s, fervono trattative multiple per la guida del Senato.

XVIII legislatura al via, i vincitori giocano su più tavoli

XVIII Legislatura al via! Nuovi equilibri e nuovi protagonisti, comprimari e comparse. In barba ai sondaggi preelettorali il Parlamento della nuova Legislatura si presenta ampiamente rinnovato. Meglio così.

Primo impegno venerdì. Bisognerà procedere alle elezioni dei Presidenti di Camera e Senato.

Primi ostacoli non privi di difficoltà.

E se per la Camera – salvo improbabili sorprese – i giochi sembrano fatti, così non è per il Senato.

A Montecitorio – grazie a una intesa di massima M5s-Lega – dovrebbe infatti guidare i lavori il Cinquestelle Danilo Toninelli. nome più ricorrente in merito.

Una fitta nebbia aleggia invece attorno alla designazione del prossimo titolare della prima poltrona di Palazzo Madama.

Da decidere se il nuovo Presidente sarà espressione soltanto della Lega o di tutto il Centrodestra, la coalizione vincente di cui la Lega è parte.

In questo caso da vedere se il Designato sarà espressione di Forza Italia o del Partito di Matteo Salvini. Ma non è tutto.

A sorpresa potrebbe spuntare anche un nome del Pd, secondo partito nonostante la legnata subita il 4 Marzo.

Inutile dire che in ogni caso, molto – ovviamente – dipenderà dai segnali di fumo che continueranno a scambiarsi tra oggi e domani i potenziali alleati del Governo che verrà, se mai verrà…

In questo scenario ancora confuso il boccino è nelle mani di Salvini.

Dalla sua scelta dipenderà la compattezza o lo sbriciolamento del Centrodestra.

Da quando era il Frodatore di Arcore a sognare di poter giocare su due tavoli – quello delle Larghe intese col Pd e quello di un Centrodestra autonomo nei numeri – ora è il leader della Lega a dare le carte su due tappeti verdi.

La qual cosa irrita non poco il ridimensionato Silvio abituato a comandare.

Un errore per l’Uomo di Arcore il non aver accettato l’invito del Leghista ad andare dal notaio per siglare un impegno pubblico di fedeltà alla Coalizione; un errore il non aver aderito alla manifestazione unitaria del Centrodestra promossa negli ultimi giorni di campagna elettorale dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, una manifestazione imperniata sulla lealtà alla Alleanza. Un invito peraltro declinato anche da Salvini.

Ingannato da addomesticati sondaggi, Silvio Berlusconi voleva tenersi le mani libere. Intuita l’antifona il leader leghista si è comportato di conseguenza.

E ora dalle parti del Centrodestra è Lui, Salvini, che comanda il gioco. Quando si dice anche i ricchi piangono…

Intanto Luigi Di Maio non vuole essere secondo né a Salvini né a Berlusconi in materia di giocate multiple su più tavoli.

Puntate multiple nelle quali però non intende mettere in gioco i prioritari punti programmatici del M5s.

“Per il nuovo Governo parlerò con tutti”,

va ripetendo da tempo l’aspirante premier pentastellato.

E in merito non mancano apparentemente positivi riscontri anche da parte del “nemico storico”, il Pd.

Non a caso dopo la originaria rigidità post elettorale, i Dem ora cominciano a dare segnali di flessibilità.

Dalle parole di Gianni Cuperlo a quelle di Michele Emiliano a quelle più recenti di Ettore Rosato, il prestanome della attuale Legge elettorale di verdiniana ispirazione.

Tutte parole che si traducono in segnali di apertura verso ipotesi di intesa con i Cinquestelle.

Tutto sommato una scelta che potrebbe tornare comoda anche all’ammaccato Matteo Renzi in quanto potrebbe rafforzare le possibilità di sopravvivenza della truppa di senatori a Lui fedele.

Da prendere comunque con le pinze una eventuale intesa. Il carente tasso di lealtà dell’ex Capo Scout impone ai Cinquestelle di tenere gli occhi bene aperti.

Il famoso sms “Enrico stai sereno” insegna…

Intanto AffariItaliani.it riferisce una indiscrezione che, se riscontrata, potrebbe avere forti ripercussioni soprattutto all’interno del Pd.

“Il renzismo si trasforma, prima era vincente, adesso è perdente, quasi in estinzione. – scrive infatti Affari Italiani riprendendo quanto pubblicato dal Fatto Quotidiano – Ma resiste immutata, però, l’ossessione per l’ intelligence. E l’ ultima tentazione di Matteo Renzi, all’ opposizione del prossimo governo, del gruppo dirigente Pd e forse pure di se stesso, è la presidenza del Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza che controlla l’attività dei servizi segreti.

Il candidato dem sarà un renziano di assoluta fedeltà.

Il solito Luca Lotti e, soprattutto, Maria Elena Boschi, ci sperano”. In merito al Nazareno c’è già chi affila le armi…

In questo video, il primo giorno dei neoeletti senatori: