Brexit, i requisiti per lavorare e studiare in UK dopo il 30 giugno

Brexit, i requisiti per lavorare e studiare in UK dopo il 30 giugno

22 Luglio 2021 0 Di Tommaso Corno

Dopo il 30 giugno, la Brexit può dirsi ultimata: quali sono le regole per continuare (o iniziare) a studiare e lavorare in UK?

Scaduto il termine per il settlement scheme, nuove regole per studiare e lavorare in UK dopo la Brexit

Con l’inizio di luglio, si è ufficialmente concluso il periodo di tempo concesso dal governo britannico ai cittadini europei per continuare a godere dei privilegi garantiti dall’appartenenza al progetto comunitario. La Brexit, giunta a compimento il primo giorno dell’anno con la fine del cosiddetto transition period, ha permesso infatti agli stessi di continuare a vivere, studiare e lavorare sul suolo britannico senza bisogno di alcuna documentazione fino alla fine dello scorso mese, quando è scaduto il termine per compilare le richieste ai sensi del settlement scheme.

A rimanere invariato, quindi, è solamente lo status di coloro che si sono trasferiti nel Regno Unito prima del 31 dicembre 2020 e che hanno compilato tale richiesta. A seconda del tempo trascorso oltremanica, questi avranno ottenuto il settled status, riservato a chi ha vissuto in UK per oltre cinque anni, od il pre-settled status, che garantisce gli stessi diritti pre-Brexit dei cittadini europei per cinque anni (durante i quali si può fare richiesta per il settled status).

Per gli italiani – come per tutti gli europei – che sono arrivati od intendono arrivare per lavorare o studiare nel Regno Unito dopo il periodo di transizione, dal 30 giugno si applicano le nuove regole sull’immigrazione, basate su un sistema ‘a punti’.

Brexit, lavorare in UK dopo il 30 giugno

Il problema del sistema a punti tocca in particolar modo i lavoratori, che dovranno ottenere un visto per lavoratori qualificati prima di poter iniziare a vivere e lavorare in UK. Per ottenere il visto, è necessario innanzitutto un contratto di impiego con un datore di lavoro approvato dal Ministero dell’Interno britannico (uno sponsor) con una retribuzione minima pari a 25.600 sterline all’anno, a dieci sterline all’ora oppure alla media di mercato per l’impiego previsto, a seconda di quale fra queste sia la più alta.

Non tutti i mestieri, però, garantiscono un visto per lavoratori qualificati. Il governo britannico ha infatti pubblicato la lista di impieghi validi per ottenere il visto lavorativo, fra i quali non figurano molte posizioni nel mondo dell’hospitality, come i camerieri.

Inoltre, fra i requisiti essenziali al conseguimento del permesso per vivere e lavorare in UK figura anche la padronanza della lingua. Per ottenere il visto, infatti, occorre dimostrare di avere un livello di inglese pari a B1 sulla scala QCER. Chi vuole lavorare nel Regno Unito dopo la Brexit, dunque, dovrà presentare i risultati di un esame accreditato (come lo IELTS) per dimostrare la propria conoscenza della lingua.

Per chi intende rimanere in UK per oltre sei mesi, sarà necessario pagare una sovrattassa per l’accesso al sistema sanitario, oltre ai costi già presenti per l’ottenimento del visto stesso.

Studenti in UK, i requisiti per ottenere il visto

La procedura è più semplice per chi intende studiare in UK a partire da settembre. Innanzitutto, per chi prevede di rimanere oltremanica per un periodo di tempo inferiore a sei mesi, non sarà necessario alcun visto (lo stesso si applica per chi visita il Regno Unito per motivi turistici o commerciali).

Per chi vuole iniziare un corso universitario, sarà necessario l’ottenimento di un visto per studenti. Il primo requisito imposto dal governo è l’offerta di un posto in un istituto sponsor (qui la lista), e dunque un posto garantito in un’università riconosciuta sul territorio UK.

Come per i lavoratori, anche gli studenti devono dimostrare di conoscere la lingua inglese, con un livello pari al B2 sulla scala QCER per quanto riguarda i corsi di laurea e B1 per i corsi che non prevedono il conseguimento di una laurea. Rimane, tuttavia, una certa discrezionalità in mano ai singoli istituti, che possono variare le competenze linguistiche richieste in quanto sponsor.

Il terzo, ed ultimo, requisito per il conseguimento di un visto per studenti è la disponibilità economica, che deve essere sufficiente per coprire i costi dell’università e per il sostentamento dello studente. In particolare, vengono richieste oltre 1,300 sterline al mese (per nove mesi) per gli studenti londinesi, ed oltre mille per chi intende studiare in altre città. Per ottenere il visto, bisogna poter dimostrare di aver avuto tali fondi nel proprio conto bancario per i ventotto giorni antecedenti la richiesta.

A coloro che ottengono il visto studentesco è comunque concesso lavorare per le unioni studentesche, oltre alla possibilità di svolgere lavoro part-time (che viene limitata in termini di ore in base al corso di laurea svolto).

Anche agli studenti è richiesto il pagamento della sovrattassa per l’accesso al sistema sanitario, mentre sono proibiti in ogni caso l’accesso al welfare, il lavoro autonomo e lo sport professionistico ai detentori di un visto per studenti, che potranno arrivare nel Regno Unito a partire da un mese prima dell’inizio dei corsi.

Per i laureati in UK che non hanno avuto accesso al settlement scheme, è inoltre possibile richiedere un visto speciale che permette a coloro che hanno completato gli studi di lavorare o cercare lavoro per due anni (o tre, nel caso dei dottorandi) nel Regno Unito.