Algeria, quattro forze in campo per la successione soft a Bouteflika

Algeria, quattro forze in campo per la successione soft a Bouteflika

27 Marzo 2019 0 Di Corrado Corradi

Come si sta evolvendo la situazione in Algeria? Il presidente Bouteflika ha avuto il benservito nel rispetto della Costituzione, ma quattro forze lottano per gestire la successione.

Algeria verso la successione a Bouteflika

Come si sta evolvendo la crisi in atto in Algeria dopo che il presidente Bouteflikaha avuto il benservito dalla piazza e dai militari? A quanto sembra, quella in atto sembra una riedizione del golpe del 1991, ma in forma molto ridotta e soprattutto più in linea con la Costituzione del Paese.

Allora, fu il generale Khaled Nezhar, a quanto sembra con la pistola in pugno, a dare il benservito all’inetto Presidente Chadli Benjedid e a mettere fuori legge il Fronte Islamico di Salvezza (FIS).

Adesso, ma senza maneggiare alcuna pistola, il generale Gaid Salah, ministro della Difesa e capo di Stato Maggiore dell’ANP (Armée Nationale Populaire) ha aperto una nuova, e forse risolutiva, fase della crisi dichiarando suo dovere garantire la “soddisfazione delle legittime rivendicazioni del popolo algerino nel pieno rispetto della Costituzione.

Il generale, inoltre, evidentemente forte dell’appoggio del Consiglio Costituzionale, ha citato pure l’articolo della Costituzione, il 192, che prevede che se il Parlamento, su proposta del Consiglio Costituzionale, dichiara lo stato di impeachment del Presidente per incapacità di esercitare l’incarico, le sue funzioni possono essere assunte dal Presidente del Senato, Abdelkader Bensalah, per una durata di 45 giorni.

Qualora, alla scadenza di tale periodo l’impeachment fosse ancora in vigore, la vacanza della presidenza potrà allora essere considerata ufficiale ed entro 90 giorni dovranno essere organizzate nuove elezioni.

Di fatto, il generale ha congedato l’anziano e malato presidente, con l’appoggio del Consiglio Costituzionale, interpretando la sfiducia dell’Esercito nei confronti di Bouteflika e del suo clan, in maniera molto “soft” e senza usare le armi, e soprattutto … nel rispetto della costituzione.

Verso le elezioni con tre forze in campo e un quarto convitato: la Fratellanza musulmana

Si apre adesso una transizione che dovrebbe concludersi con l’elezione di un nuovo Presidente. Ed è evidente che in campo entrano in gioco tre forze:

  • i militari che vogliono gestire il processo di transizione;
  • la piazza la cui protesta è indirizzata principalmente contro la vecchia oligarchia nazionalista, la quale era comunque in combutta con i militari;
  • la componente islamista politica (FIS e partiti satelliti), che si è dissolta nel 2000 riciclandosi nello spazio dedicato al commercio, e che potrebbe anche pretendere di inserirsi nell’agone politico di questi oltre quattro mesi di transizione, anche perché la componente armata riconducibile al FIS,  che non aveva aderito alla “pacificazione nazionale”, è ancora presente e si è riciclata in bande di preda, tra il Sahelo-Sahara e il “maquis” delle montagne.

A ben guardare, però, c’è una ulteriore forza, non algerina ma esterna, più precisamente internazionale, la congrega della Fratellanza musulmana che non disdegnerebbe di inserirsi nel nuovo agone politico algerino per piantare la bandiera dell’Islam wahhabita nel Maghreb che wahhabita non è, e che per tradizione, storia e spiritualità non ha nessuna intenzione di diventarlo.

La situazione in Algeria è, dunque, da seguire attentamente.