Alla scoperta di Tokyo, la capitale del Giappone sospesa tra futuro e passato

Alla scoperta di Tokyo, la capitale del Giappone sospesa tra futuro e passato

21 Maggio 2018 0 Di Patrizia Russo

Chissà quanti stanno progettando o fantasticando sul prossimo viaggio. Nel continente asiatico c’è una terra lontana e dalle mille sfaccettature che sfodera un fascino irresistibile. Un paese che conquista grandi e piccini a partire, forse, dal primo avventuriero che tutti conosciamo: Marco Polo. Il Giappone affascina milioni di visitatori fin da quando Marco Polo, nel tredicesimo secolo, fece scoprire al mondo “Cipango, il paese dai tetti d’oro”.

Un viaggio nella terra del Sol Levante porta a scoprire e vivere una grande varietà culturale e una natura ricca di spunti d’ispirazione, il cui fascino è accentuato da un ventaglio di colori che si trasformano al variare delle stagioni, esaltandone ancor più la bellezza. Senza contare, naturalmente, il calore dell’ospitalità del suo popolo.

Una destinazione che seduce perché abbraccia tutto quello che si cerca in un viaggio. Prima di tutto è un paese pulito, efficiente e sicuro. È impagabile la sensazione che nessuno voglia fregarti e girare in modo estremamente rilassato, perché si avverte di trovarsi in un luogo totalmente sicuro.

La lingua, la scrittura e il comportamento dei giapponesi sono unici, talvolta anche i gesti vengono equivocati da noi occidentali. Persone gentili, riservate, ospitali e sempre sorridenti che si muovono quasi in punta di piedi.

Città ultramoderne incredibilmente ordinate e templi suggestivi che nella loro discrezione sono in perfetta armonia e comunicazione con il paesaggio.Una società moderna e industriale dove permangono molti elementi della cultura tradizionale: ragazzine in minigonna e donne in kimono, palazzi esasperatamente moderni e giardini zen … l’armonia del tutto sta proprio in questa apparente disarmonia!!

Un viaggio in Giappone è trovarsi in un mondo al contempo meraviglioso e pazzesco! La prima cosa che salta agli occhi di un qualsiasi viaggiatore è l’arrivo all’aeroporto di Narita. È l’unico posto al mondo dove la valigia arriva prima del passeggero disposta con cura sul nastro.

Valigie in perfetto stile giapponese
Foto P.Russo/ItaliaNotizie24

Tokyo: il Giappone tra tradizione e modernità

Tokyo è indubbiamente tra le città più affascinanti dell’Asia. Metropoli per eccellenza, dove ai grandi e moderni grattacieli espressione di vitalità e di energia molto particolari si affiancano le tradizioni dei secoli passati.

Sicuramente merita una visita il quartiere di Shibuya, dove in prossimità della stazione si trova lo Shibuya Crossing, l’incrocio più famoso del mondo. Questo primato è dato dal fatto che ad ogni semaforo verde è attraversato da centinaia di persone contemporaneamente. Se è impressionante trovarsi nel bel mezzo della folla per capire anche come facciano così tante persone a muoversi e a non incontrarsi-scontrarsi è sicuramente suggestivo vederlo dall’alto da uno dei tanti centri commerciali presenti ai lati dell’incrocio.

Shibuya crossing
Foto P.Russo/ItaliaNotizie24

Per fare un tuffo nella Tokyo di una volta, non c’è nulla di meglio che visitare Asakusa. La grande attrattiva è senza dubbio il tempio Senso-ji frequentato da numerosi fedeli. I visitatori che entrano gettano una moneta nella cassa/forziere, suonano la campana, dicono una preghiera e lasciano il tempio.Tra le numerose stradine di questo animato quartiere, fiancheggiate da vecchie case, si trovano molte botteghe che vendono articoli tradizionali come ventagli, ombrelli, kimono.

Tradizionali souvenir
Foto P.Russo/ItaliaNotizie24

Souvenir di discreta fattura e relativamente economici; il posto ideale per comprare qualche pensiero in stile giapponese da portare in Italia. Imperdibile una passeggiata a Chiyoda lungo il fiume da cui è possibile osservare il Palazzo Imperiale e splendidi giardini. Circa dieci minuti di cammino portano in altro quartiere completamente diverso Ginza, famoso in tutto il mondo per l’eleganza dei negozi e lo sfavillio delle insegne multicolori. A Tokyo sembra di vivere eternamente in un cartoon. Espressione forte di questa sensazione è il quartiere di Akihabara, il distretto dell’elettronica più grande e famoso nel mondo, frequentato dai fan dei cartoni animati e dei video giochi.

Caratteristica di questa città, e in particolare di questo quartiere, sono i MaidCafé. Per chi vuole fare un’esperienza bizzarra e accetta l’invito ad entrare si ritroverà in un mondo surreale fatto di colori pastello, sedie ornate con soffici cuscini di colore rosa o fucsia, personaggi di fumetti e cartoon alle pareti e tante ragazze con caratteristici costumi che tra sorrisi, canzoncine e stacchetti servono i clienti. Queste caffetterie, sicuramente non economiche, fanno vivere per qualche ora la cultura di Otaku. Merita una visita il quartiere di Roppongi, famoso per i suoi locali notturni e fermarsi da Gindaco Highball Sakaba dove è possibile assaggiare le famose polpettine di polpo croccanti (uno dei più famosi streetfoods giapponesi) in un locale informale e grazioso.

Tra tutte le attrattive di Tokyo, quella sicuramente da non perdere è Tsukij, il rinomato, frenetico mercato ittico più grande al mondo. I pescivendoli, ogni giorno alle 5.00, iniziano la loro contrattazione del tonno. L’asta è riservata ai commercianti e non è facile riuscire a partecipare visto che il numero di posti riservati al pubblico è limitato. Ma vale sicuramente la pena andare. Gironzolare per il mercato coperto, dove oltre al pesce è possibile acquistare frutta e verdura, è una piacevole esperienza perché si ha la possibilità di osservare i pescivendoli all’opera e vedere specie di pesce che sulle nostre tavole non sono mai arrivati. La parte esterna del mercato è brulicante di attività, negozi e ristoranti posizionati uno accanto all’altro lungo gli stretti vicoli, dove è possibile assaggiare ogni sorta di cibo. Nessuna visita al Tsukiji Market può definirsi completa senza aver consumato una colazione a base di sushi preparata da abili chef.

Sushi al Tsukiji Market
Foto P.Russo/ItaliaNotizie24

Completa il mini tour della città l’ampio quartiere di Ueno. Qui è possibile soggiornare all’Hotel Mystays Nishi Shinjuku situato a pochi minuti a piedi dalla stazione JR/metro e in una stradina silenziosa. Si sceglie se si cerca una camera confortevole in stile giapponese (quindi molto piccola) con tutti i confort dal frigobar, al bollitore, dal wifi al necessarie per la doccia e il dormire (forniscono kimono e ciabatte da notte). Inoltre, il quartiere oltre al rinomato parco, il più grande della capitale, è famoso per Ameyoko una strada-mercato dove si concentrano numerosi negozi che vendono qualsiasi cosa anche se principalmente si trovano cibo, vestiti e “giapponesate”. In questo quartiere molto caratteristico si trova il ristorante Towa. Posto piccolo con un’atmosfera intima che offre buon cibo a prezzi giusti. Interminabile la lista delle birre e dei sakè.

Ueno è un buon posto dove alloggiare perché dalla Ueno Station passa lo Shinkansen e per quanto riguarda la linea metro si raggiungono facilmente e senza cambi alcuni dei principali quartieri della città. Inoltre dalla stazione Keisei Ueno è possibile prendere il treno per l’aeroporto di Narita.

I torii rossi del santuario di Fushimi Inari

Imperdibile la visita all’affascinante santuario di Fushimi Inari da fare in giornata partendo da Kyoto. Il tempio, dedicato a Inari, il dio del riso, è un importante santuario shintoista famoso per le migliaia di porte torii (cancelli sacri shintoisti) di colore vermiglio, che si avvolgono lungo le pendici della verde collina.

Santuario di Fushimi Inari
Foto P.Russo/ItaliaNotizie24

Il percorso si snoda attraverso migliaia di torii rossi uno dopo l’altro, uno vicino all’altro, quasi da non lasciare intravedere la natura circostante. L’apparentemente infinito e certamente magico sentiero di oltre quattro chilometri sale fino alla cima del Monte Inari. Entrando nel tunnel rosso è come essere catturati da una spirale, si avanza ma sembra di essere sempre nello stesso punto. Ognuno di questi torii è stato donato, infatti sul retro sono incisi il nome e la data. Nel tempio vi sono anche tantissime statue di volpe sedute, messaggere della divinità Inari, protettore della prosperità e della ricchezza dei raccolti, in particolare del riso. Come altri luoghi sacri non sono frequentati solo da turisti, ma anche da numerosi fedeli che portano offerte, accendono candele indossando il tradizionale kimono. Persone di tutte le età pregano per i raccolti abbondanti, il successo negli affari e la speranza che i loro desideri e sogni si avverino.

Preghiere scritte su fogli di carta bianca
Foto P.Russo/ItaliaNotizie24

Lungo tutto il tragitto si trovano tea-house, ristorantini, negozi di souvenir e piccole costruzioni shintoiste appartenenti al tempio. Il cammino può essere fatto sia di giorno che di sera visto che ci sono delle lanterne ad illuminare la via.

Le due anime giapponesi: shintoismo e buddismo

In Giappone convivono due differenti religioni lo scintoismo e il buddismo e i luoghi della preghiera sono caratterizzati da differenze architettoniche e gestuali. I santuari scintoisti sono facilmente riconoscibili. L’entrata è marcata da un torii, un’alta porta, spesso in legno di color rosso vermiglio, più raramente in pietra, che simboleggia l’eterna interazione tra il mondo umano quello divino. Prima di accedere al tempio troviamo i temizuya, fontane munite di strumenti simili a mestoli destinati alla purificazione (tagi). Il carattere sacro dei luoghi si manifesta per la presenza di un shimenawa, una grossa corda intrecciata e legata tra due alberi e quasi sempre dai contenitori di sakè disposti in maniera ordinata.

Contenitori di sakè
Foto P.Russo/ItaliaNotizie24

La preghiera segue uno schema preciso. I fedeli gettano una moneta nella cassa/forziere posta all’entrata dello honden, l’edificio principale, suonano la campana, si inchinano due volte, poi battono due volte le mani per segnalare la presenza alla divinità. Terminato il momento di raccoglimento, si inchinano nuovamente. Una caratteristica della religione shintoista sono delle tavolette di legno dipinte (ema) e delle strisce di carta bianca che troviamo attaccate fuori dai templi così che i kami, spiriti o divinità, possano leggerli.

Ema – Preghiere
Foto P.Russo/ItaliaNotizie24

Diversamente i templi buddisti sono caratterizzati da un’entrata più imponente ai cui lati si ergono due statue rappresentanti i guardiani del tempio (niô) preposte a cacciare gli spiriti cattivi. Il rituale della preghiera è simile anche se i fedeli non battono le mani. Spesso all’ingresso del tempio si trovano grandi incensiere dove i fedeli accendono bastoncini d’incenso. Prima di avvicinarsi al tempio si aspergono la testa e il corso mandando il fumo con le mani verso se stessi, il fumo d’incenso ha virtù terapeutiche e purificatrici e serve a trasportare le preghiere verso il cielo.