Anche le mostre affrontano il lockdown

Anche le mostre affrontano il lockdown

20 Novembre 2020 0 Di Patrizia Russo

Il sistema culturale italiano ci ha provato a far ripartire l’arte con l’organizzazione di diversi allestimenti importanti e imperdibili mostre. Dopo i blocchi della primavera scorsa (periodo ideale per visitare città e musei) il DCPM del 3 novembre 2020 ha messo un altro punto d’arresto perché i musei e gallerie sono considerati luoghi non necessari, annoverati tra i possibili veicoli di contagio e tra le occasioni di assembramento. “Dal 6 novembre al 3 dicembre 2020 sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei, degli archivi, delle biblioteche, delle aree archeologiche e dei complessi monumentali così recita uno degli interminabili punti della nuova ordinanza. E, quindi, alcune mostre già inaugurate, altre che stavano per farlo hanno chiuso i battenti.

Decisione sicuramente immeritata, visto le risorse economiche e competenze spese per mettere il sistema a norma e l’impegno profuso dagli addetti ai lavori per far rispettare ai visitatori le norme anti Covid (ingressi contingentati e solo su prenotazione, obbligo di mascherina, nessun uso di audioguide). Una decisione che va ad incidere enormemente su un settore che già aveva visto enormi perdite, anche in virtù della carenza del pubblico internazionale. Numeri negativi per un settore che ha fatto i conti, al pari di altri (cinema e spettacolo), con il lockdown primaverile. Questa prescrizione del governo declassa le attività culturali come “servizi non essenziali”, ignorando il valore che, la fruizione di cultura ha, per chi di arte si nutre. Perché come sosteneva Picasso “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata dalla vita di tutti i giorni”.

 

Di seguito ecco alcune delle grandi mostre che in Italia hanno chiuso prima del previsto. Da segnare in agenda e fissare un ipotetico appuntamento per il 3 dicembre 2020.

DE CHIRICO e la metafisica

Pisa, Palazzo BLU 7 novembre 2020 – 9 maggio 2021

La mostra antologica De Chirico e la Metafisica ripercorre la ricerca, in continua evoluzione, dell’artista, padre della Metafisica. De Chirico, dopo aver dato i natali alla Metafisica nel 1910, è tornato costantemente ad alimentarsi alla sua fonte, dando vita, in periodi diversi, alle stagioni della cosiddetta “seconda Metafisica” e della “Neometafisica”. L’esposizione racconta l’opera del Pictor optimus in un lungo viaggio attraverso immagini e parole; una navigazione fatta di partenze e ritorni, che hanno lasciato tracce profonde lungo l’arco del Novecento e che ancora oggi ispirano le nuove generazioni di artisti. Una mostra che permette di conoscere de Chirico grazie a una serie di disvelamenti che aprono il sipario sui suoi enigmi, consentendo l’accesso al suo labirintico proscenio. Uno degli elementi principali del progetto è la scoperta della collezione personale dell’artista, dei “de Chirico di de Chirico” che sono il fulcro di questa mostra, composta soprattutto da un grande numero di opere provenienti da La Galleria Nazionale di Roma – donate nel 1987 dalla moglie del pittore, Isabella – e dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.

 

I MACCHIAIOLI Capolavori dell’Italia che risorge

Padova, Palazzo Zabarella 24 ottobre 2020 – 18 aprile 2021

Le pescivendole di Signorini, il merciaio di La Spezia, l’erbaiola di Fattori, le signore al sole di Cabianca, le bambine che fanno le signore di Lega, la gente al mercato di via del Fuoco, le madri raggianti e piene di vita, i bambini colti nel sonno, la donna che legge il giornale sono i protagonisti delle splendide opere in esposizione a Palazzo Zabarella. Un mondo immediato quello dei Macchiaioli. Un mondo la cui essenza racconta dei valori dell’uomo, dell’uomo eroico e instancabile, della sua forza e del suo coraggio, della sua voglia di ripartire giorno dopo giorno a dispetto di qualsiasi difficoltà. Una mostra sui Macchiaioli, tanto amati e popolari, ma con molti segreti ancora da svelare, con storie e personalità da far scoprire, appare più che mai consona ad una stagione culturale di “ripartenza” per l’intero Paese. Una rassegna che non si accontenti di essere semplicemente accattivante, capace di catturare un pubblico sempre più vasto, di essere insomma una mostra-evento; ma il cui intento sia quello di riaprire un capitolo importante della nostra storia artistica – quella macchiaiola appunto – e lo arricchisca servendosi di punti di vista inediti e di una ricerca scientifica rigorosa, attraverso fonti spesso trascurate.

G. Fattori L’Arno a Bellariva_1875 circa Livorno, Collezione Angiolini

G. Fattori L’Arno a Bellariva_1875 circa Livorno, Collezione Angiolini

“Van Gogh. I colori della vita”

Padova, Centro San Gaetano 10 ottobre 2020 – 11 aprile 2021

L’esposizione “Van Gogh. I colori della vita” è un sorprendente percorso volto a far conoscere, passo dopo passo, alcune trame della vita e dell’opera di Van Gogh non affrontate finora. Questo per volontà del curatore di ricostruire l’intero percorso, includendo anche quanto di solito non viene compreso o è stato poco o per nulla studiato. Sarà lo stesso Van Gogh a raccontarsi in mostra, attraverso le sue lettere. Esse sono il filo conduttore di un poderoso volume di 850 pagine che Marco Goldin, ideatore e curatore della mostra, ha scritto per La nave di Teseo. Gli ottantadue tra quadri e disegni di Van Gogh eccezionalmente riuniti al San Gaetano rappresenteranno proprio questo percorso, in una sorta di itinerario che terrà insieme l’esigenza del vedere fisico e quella dello sprofondamento interiore. Ma la grande esposizione padovana non si limita al pur incredibile corpus di ben ottantadue opere di Van Gogh. A esse sarà, infatti, affiancata una selezione di una quindicina di capolavori di artisti, a partire da Millet, passando tra gli altri per Gauguin, Seurat, Signac, Hiroshige, a lui precisamente collegati. O come nel caso delle tre grandi, splendide tele di Francis Bacon a inizio percorso, a indicare come la figura dello stesso Van Gogh abbia agito anche sui grandissimi del XX secolo.

Antonio Ligabue. Una vita d’artista

Ferrara, Palazzo dei Diamanti 31 ottobre 2020 – 5 aprile 2021

Palazzo dei Diamanti celebra, con una retrospettiva antologica, la vicenda umana e creativa di Antonio Ligabue. La vita di Ligabue è un vero e proprio romanzo. Un’esistenza dominata da povertà, solitudine, emarginazione, riscattata da uno sconfinato amore per la pittura. La retrospettiva documenta l’intera carriera di questo straordinario artista e offre l’opportunità di (ri)scoprire tratti e colori di un pittore che resiste a etichette e a categorie troppo rigide per esprimere, come pochi, la forza naturale e istintiva del suo furore creativo. Il suo fantastico e coinvolgente vocabolario figurativo si svelerà attraverso cento opere tra dipinti, sculture e disegni, alcune mai esposte sinora: dai celebri e intensi autoritratti, in cui Ligabue annota i tratti essenziali della propria personalità, alle scene ambientate in Svizzera, nostalgiche memorie dell’infanzia; dai ritratti alle nature morte, dai paesaggi agresti, alle scene di caccia e alle tormente di neve; dagli animali domestici del primo periodo, alle tigri dalle fauci spalancate, i leoni mostruosi, i serpenti, i rapaci che ghermiscono la preda o lottano per la sopravvivenza: una vera e propria giungla che l’artista immagina con allucinata fantasia fra i boschi del Po.

 

Monet e gli Impressionisti. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Parigi

Bologna, Palazzo Albergati 29 agosto 2020 – 14 febbraio 2021

Principalmente Monet, ma anche Manet, Renoir, Degas, Corot, Sisley, Caillebotte, Morisot, Boudin, Pissarro e Signac saranno gli indiscussi protagonisti della mostra di Palazzo Albergati. Un percorso espositivo che vedrà primeggiare – accanto a capolavori cardine dell’impressionismo francese come Ritratto di Madame Ducros (1858) di Degas, Ritratto di Julie Manet (1894) di Renoir e Ninfee (1916-1919 ca.) di Monet – opere inedite per il grande pubblico perché mai uscite dal Musée Marmottan Monet (noto nel mondo per essere la “casa dei grandi Impressionisti”). È il caso del Ritratto di Berthe Morisot distesa (1873) di Édouard Manet, de Il ponte dell’Europa, Stazione Saint-Lazare (1877) di Claude Monet e della Fanciulla seduta con cappello bianco (1884) di Pierre Auguste Renoir.

Promenade near Argenteuil, 1873 Claude Monet (1840-1926) MUSEE MARMOTTAN MONET, PARIS

Promenade near Argenteuil, 1873 Claude Monet (1840-1926) MUSEE MARMOTTAN MONET, PARIS

La mostra Monet e gli Impressionisti vuole anche rendere omaggio a tutti quei collezionisti e benefattori – tra i quali molti discendenti e amici degli stessi artisti in mostra – che, a partire dal 1932, hanno contribuito ad arricchire la prestigiosa collezione del museo parigino rendendola una tra le più ricche e più importanti nella conservazione della memoria impressionista.

 

Michelangelo divino artista

Genova, Appartamento del Doge, Palazzo Ducale 21 ottobre2020 – 14 febbraio 2021

Madonna della scala

Madonna della scala

Scultore, pittore, architetto e poeta, Michelangelo Buonarroti fu un artefice di opere incomparabili per tensione morale, energia della forma, complessità dei concetti espressi. Alla figura di Michelangelo, che può dirsi unica nella storia della civiltà occidentale, e alla sua unicità che ancora oggi appare intramontabile, Genova dedica la mostra Michelangelo divino artista presentando a Palazzo Ducale un percorso espositivo che vede l’eccezionale a presenza di due eccelse sculture in marmo di Michelangelo: la Madonna della Scala (1490 circa), capolavoro giovanile dell’artista conservato in Casa Buonarroti a Firenze e il monumentale Cristo redentore (1514-1516), conservato nella chiesa di San Vincenzo Martire a Bassano Romano (Viterbo), un’imponente statua (h. 250 cm) identificata solo venti anni fa con la prima versione del Cristo redentore in Santa Maria sopra Minerva a Roma.

Oltre alla sculture citate, saranno esposti circa sessanta tra disegni autografi e fogli del carteggio di Michelangelo, delle rime e altri suoi scritti originali, in gran parte conservati nella Casa Buonarroti. Il percorso espositivo è composto da sezioni dedicate ai diversi periodi della lunga vita di Michelangelo, che comprenderanno opere originali, sculture e disegni e opere originali dei suoi diretti collaboratori; ritratti dipinti e scolpiti, di Michelangelo e dei personaggi storici a lui collegati.

 

Tante, dunque sono le mostre da non perdere. Non resta che aspettare il prossimo 3 dicembre e scegliere quella da visitare!