Berlusconi, le verità scomode di un uomo particolare affetto da Covid

Berlusconi, le verità scomode di un uomo particolare affetto da Covid

07 Settembre 2020 0 Di Max Bonardi

Silvio Berlusconi non è un qualsiasi anziano malato di Covid, che merita tutto il nostro rispetto, ma l’uomo politico italiano che più ha fatto parlare di sé.

Berlusconi, le verità scomode di un uomo particolare affetto da Covid

Se una persona anziana è in ospedale col Covid merita tutto il nostro rispetto, anche se il suo nome è Silvio Berlusconi, ovvero l’uomo politico italiano che negli ultimi 30 anni ha fatto più parlare di sé, in modo adorante i suoi cortigiani ed elettori, in modo del tutto opposto, quasi con disprezzo, gli avversari politici e parte restante dell’elettorato.

Un trentennio fatto di alti e bassi, tre volte premier, ahinoi, ma soprattutto di tanti intoppi di natura giudiziaria.

Innanzitutto, è avvolta nel mistero l’origine della fortuna economica dell’ex Cavaliere. Già ai primordi la provenienza dei primi finanziamenti è dubbia. Chi ha indagato, non ha creduto alla favoletta del primo della classe, intelligentissimo, che a scuola preparava tre tracce dei compiti in classe e due di queste le vendeva ai compagni.

Scavando ha trovato via via un legame sempre più stretto con quello che fu il defunto Partito Socialista di Bettino Craxi, in contemporanea con la sua attività di imprenditore immobiliare agli albori, e quella di patron televisivo in seguito.

Addirittura molto fosca anche la vicenda dell’acquisto di Villa San Martino ad Arcore, attuale residenza del leader di Forza Italia, ottenuta nei primi anni ’70, a un prezzo di svendita grazie a un raggiro ai danni di una ragazzina di 19 anni, minorenne, Annamaria Casati Stampa, erede del casato omonimo, con l’aiuto dell’allora giovane avvocato Cesare Previti, che nel corso degli anni farà parlare di sé più per vicende giudiziarie che professionali.

Insomma, il buongiorno si vede dal mattino. E la sua discesa in politica dopo Tangentopoli con una forza costruita grazie a un uomo, Marcello dell’Utri, attualmente in carcere con l’accusa di concorso in associazione mafiosa, lascia ancora più basiti visto il personaggio 0l suo fianco.

In molti, ovviamente i suoi scudieri, hanno parlato di un Berlusconi perseguitato, inseguito dalle Toghe rosse, a cui non è stato permesso, quando è stato al potere, di cambiare l’Italia. E meno male! L’Italia pseudo liberista che Berlusconi aveva in mente, e che in parte ha cambiato, era quella che dapprima aveva condizionato psicologicamente grazie ai programmi insulsi e serie tv trasmessi dalle sue televisioni, successivamente quella in cui si dava libertà di falsificare i bilanci delle società e infine quella che non risolveva il conflitto di interesse, anzi, che sfornava leggi ad personam per coprire i suoi misfatti.

Per non parlare delle vicende che lo hanno visto coinvolto con minorenni spacciate per nipoti del presidente egiziano Mubarak, o quelle di festini con attrici, starlette e showgirl varie in quel di Arcore, e per concludere ma non ultimo tutti i suoi rapporti con esponenti mafiosi, da Mangano, stalliere al soldo ad Arcore, alla trattativa Stato-Mafia, all’indagine su di lui in corso sulle stragi di Firenze e Roma, per non parlare di tutti i pentiti che lo accusano di collusioni mafiose.

Un bel dossier, non c’è dubbio, che solo a leggerlo fa rabbrividire pensando a quanto quest’uomo abbia inciso sul tessuto del paese in questi ultimi venti anni.

Ma ora è il momento della solidarietà, è vecchio, malato e giace in un letto di ospedale. Speriamo solo che al momento opportuno il revisionismo storico faccia luce su queste oscure vicende tutte italiane.

E sì perché il personaggio all’estero non è mai stato visto di buon occhio. Memorabili le sue performances fuori d’Italia nei vari meeting, tra strafalcioni, gag e figure marroni, il Silvione nazionale, quando è stato messo da parte, ha fatto tirare un sospiro di sollievo nell’ordine, alla regina Elisabetta, alla Merkel, a Macron e a tanti altri statisti in Europa e nel mondo.