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Candidati alle Europee, Carducci in corsa con FDI per la Politica estera e di Difesa dell’Ue

Candidati alle Europee, Carducci in corsa con FDI per la Politica estera e di Difesa dell’Ue

21 Maggio 2024 0 di Pietro Nigro

Tra i candidati alle Europee di Fdi nel collegio Italia Centrale c’è Francesco Carducci Artenisio, imprenditore con un passato Dc e le idee chiare su Difesa e Politica estera dell’Ue,

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Candidati alle Europee, Carducci candidato in FDI per le riforme che rendano l’Ue più efficiente

“Nella mia candidatura porto la mia formazione cattolica, l’esperienza da imprenditore culturale e soprattutto la mia esperienza nella Dc. Nel mio programma, soprattutto l’idea che nel futuro dell’Europa c’è da lavorare per definire una Politica estera e di Difesa comune e per riformare i meccanismi decisionali, altrimenti l’Ue è condannata a rimanere inadeguata alle sfide che deve affrontare”.

A parlare così è uno dei candidati alle Europee, Francesco Carducci Artenisio, presentatosi nelle liste di Fratelli d’Italia nella Circoscrizione Italia centrale (Lazio, Toscana, Umbria e Marche), imprenditore romano nel settore della cultura, di formazione cattolica e spesso prestato alla politica negli enti locali e in regione Lazio e perfino al governo nazionale.

“Ero nella vecchia Dc ed ho servito nella segreteria del Ministro degli Esteri Emilio Colombo – spiega Carducci – e in quella importantissima esperienza ho seguito da vicino la nascita dell’Europa, e in particolare l’iter per la discussione e la stipula del Trattato di Maastricht. Per questo conosco bene l’Europa e i suoi meccanismi, e per questo dico che la sfida delle riforme che servono alla nuova Europa è affascinante e decisiva. E’ chiaro che gli assetti che andavano benissimo per un’Europa a Sei, a Otto, anche a Dodici, non sono certo proponibili per un’Europa a 27”. Il riferimento è all’obbligo di decisioni all’unanimità, che secondo Carducci, finiscono con il paralizzare l’Unione europea anziché rinforzarla e che devono essere riformate, se si vuole ridare all’Ue lo slancio decisionale che essa può e deve avere.

“L’Europa deve decidere sulle grandi questioni, e deve dotarsi di una Politica estera e di Difesa unica”

Nel passato di Carducci, un curriculum ricco di incarichi sorpattutto a cavallo tra cultura e spettacolo: assessore nella giunta Rutelli a Roma con delega al Turismo e ai Grandi eventi, consigliere regionale e capogruppo Udc in regione Lazio dal 2010 al 2013, è stato amministratore delegato di Zetema, la partecipata del Campidoglio, poi ad di Cinecittà Holding, membro delle Commissioni Cinema e Teatro del Ministero per i Beni Culturali, quindi ad e presidente della All Events Spa nonché presidente e Ad di Borghi Spa, la società che gestisce l’Auditorium della Conciliazione.

Sia come imprenditore – spiega Carducci – che come amministratore locale conosco le problematiche della gestione della pubblica amminisrtazione. Per questo dico che, per esere realmente efficiente e decisiva, l’Europa deve concentrarsi solo sulle grandi questionoi politiche, e deve lasciare ai singoli Paesi e ai livelli amminisrativi tutto quello che non deve rimanere a livello centralizzato. E’ sufficiente pensare a come la attuale architetturta istituzionale si sia rivelata inadeguata a rispondere con rapidità ed efficacia alle esigenze reali che si presentano, come per esempio i vaccini per l’epidemia di Covid – 19. Per questo le prossime riforme dell’ordinamento europeo sono decisive e indispensabili, se vogliamo davvero che l’Europa , che io vedo come una confederazione di Stati, abbia il ruolo che le compete rispetto agli altri grandi player che operano nello scenario internazionale, come Cina, Russia, e Stati Uniti”.

Per questo, secondo Carducci, l’innovazione più cruciale in assoluto è quella di dotare l’Unione europea di una Politica estera e di Difesa unica, dando alle istituzioni europee una delega di potere simile a quella che gli Stati membri le hanno dato in materia economica e monetaria.

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