Festa della Musica, si conclude domenica a Roma il cammino “Rogare”

Festa della Musica, si conclude domenica a Roma il cammino “Rogare”

19 Giugno 2020 0 Di Pietro Nigro

Termina il 21 giugno Rogare, il cammino di Francesca della Monica, Albert Hera e Stefano Baroni, i tre musicisti partiti da Assisi per celebrare la forza dell’arte e degli artisti.

IL 21 GIUGNO A ROMA TAPPA FINALE DI ROGARE, IL CAMMINO CHE CELEBRA LA FESTA INTERNAZIONALE DELLA MUSICA

Hanno scelto un lungo cammino a piedi, da Assisi dove sono partiti il 9 giugno, fino a Roma, dove arriveranno domenica 21 giugno, per partecipare alla Festa della Musica e al contempo per celebrare la forza dell’arte e degli artisti. E per “rogare”, insomma per chiedere attenzione e aiuto per il loro mondo, come facevano una volta i contadini che con le processioni dette Rogazioni invocavano la protezione della divinità sul lavoro nei campi.

Gli ideatori di Rogare sono stati tre musicisti che dire atipici è poco: Francesca della Monica, Albert Hera e Stefano Baroni. Sono loro che si sono ritrovati aall’Eremo delle Carceri di Assisi e hanno intrapreso questo lungo cammino a piedi, percorrendo strade statali e provinciali e dormendo dovunque vengono accolti da amici e sostenitori. E che domenica arriveranno, sempre camminando, fino a piazza Montecitorio, dove concluderanno la loro “rogazione” con un evento ancora più particolare e simbolico.

Stefano Baroni è un Drum Circle Facilitator, esperto di Body Music e Circular Music, educatore musicale, chitarrista, pianista, insegna Vocologia artistica all’Università di Bologna ed è concentrato nell’improvvisazione libera e strutturata e nella musica circolare (body music, drum circle, giochi musicali cooperativi) che utilizza sia in Italia che all’estero anche nelle community e nel team building aziendale. I suoi drum circle li abbiamo visti in due dei più importanti festival jazz italiani, Umbria Jazz (Perugia) e Time in jazz (Berchidda), ed ha condotto workshop perfino in India e malaysia.

Albert Hera, a sua volta, originariamente sassofonista, è poi diventato uno straordinario cantante jazz contemporaneo, specializzato in improvvisazione corale e sperimentazione vocale, e si definisce un “Narratore di suoni” perché il suo stile è caratterizzato dal potere evocativo del linguaggio dei suoni oltre le parole. Le sue sei ottave di estensione sono uno dei tanti punti di forza che gli permettono di colorare la sua musica e lo hannof atto chiamare a collaborare con artisti di fama internazionale, tra cui il BobbY McFerrin del plurimpremiato Cd “Vocabularies”.

Francesca della Monica, infine, è tra le più originali performer della musica sperimentale italiana, percorre l’intero spettro dei generi e delle tecniche vocali ed è conosciuta per la sua ricerca in diversi ambiti vocali, sia tradizionali sia sperimentali, e per il suo lavoro, del tutto estraneo alle convenzioni diffuse – che le frutta un metodo originale e di straordinaria efficacia.

Alle 16.33 in piazza Montecitorio si suonerà “Bocche Cucite” con il “silenzio” dell’opera 4’33”

Insieme a questi tre geniali musicisti, a chiedere l’attenzione delle Istituzioni per l’arte saranno tutti coloro che vorranno partecipare e che si metteranno in circolo insieme a loro – nel rispetto delle distanze imposte dal Covid 19 – per eseguire la più atipica e controversa opera musicale che sia mai stata scritta.

A partire dalle 16.33, quel che si sentirà risuonare nella piazza, e in altri 25 luoghi d’Italia riuniti nell’evento “Rogare Square“, sarà infatti “Bocche Cucite”, performance sonoro-silenziosa ispirata a 4’33”, l’opera scritta dal compositore sperimentale John Cage nel 1952 e poi ripresa soprattutto da artisti Rock e Blues. 

O meglio, non tutta l’opera, ma solo quei quattro minuti e trentatre secondi di “silenzio” in cui la partitura prevede che nessuno strumento esegua alcuna nota e che a vibrare siano i suoni dell’ambiente in cui l’opera viene eseguita.

Per questo, in piazza Montecitorio, chiunque vuole, anche se sprovvisto di qualsiasi capacità musicale o canora, potrà partecipare esprimendo con i propri suoni i suoi stati d’animo e le sue emozioni.

Già, perché Rogare non vuole essere un cammino di protesta, ma un’esperienza di sensibilizzazione che vuole unire piuttosto che frammentare e che si poggia idealmente sulla parola “UBUNTU”, “io sono perché noi siamo”, come sostengono Francesca Albert e Stefano: “siamo individualità cooperanti in cammino, e ognuno è responsabile della collettività e la collettività è responsabile del singolo”.

Così “Bocche Cucite” riunirà simbolicamente tutti coloro che non hanno voce e vogliono esprimere la loro condizione in maniera creativa.

Lo stesso giorno, in altri 25 luoghi d’Italia, altre persone che non hanno potuto partecipare fisicamente alla conclusione del cammino, si uniranno simbolicamente a “Bocche Cucite” partecipando a “Rogare Square”

“Crediamo che sia importante abbandonare le ideologie a favore dei paradigmi – spiegano i tre musicisti “in cammino” – perché le prime portano le persone alla separazione, i secondi, essendo trasversali, permetterebbero di essere coesi, di trovare il senso dell’unità e di cooperare insieme a chi ci governa per trovare soluzioni che migliorino la condizione sociale ed economica. Ora come non mai abbiamo bisogno di unire le persone attorno ai paradigmi per poter trovare soluzioni concrete”.

 

COME PARTECIPARE

Per partecipare a Bocche Cucite a Roma è necessario iscriversi al link:
https://forms.gle/oGQTJs9AdfMFM4Ka8

Per partecipare dalla propria città a “Rogare Square” è necessario iscriversi al link:
https://forms.gle/bmUKSNg1vYPSb7jGA

Tutte le informazioni sono contenuti nei moduli presenti ai link indicati.