Formigoni in carcere. La Cassazione riduce a 5 anni la pena per l’affaire Maugeri

Formigoni in carcere. La Cassazione riduce a 5 anni la pena per l’affaire Maugeri

21 Febbraio 2019 0 Di Marino Marquardt

L’illibato “Celeste” ex governatore della Lombardia nonché ex parlamentare Roberto Formigoni finisce in carcere. Per anni figura di spicco del centro di potere cattolico “Comunione e liberazione” e per anni “povero” dalla bella vita a sbafo e a spese altrui, Formigoni per un po’ dovrà rinunciare a serate mondane, yacht e lussuosi alberghi e ville al mare. E’ stato incastrato per una questione di soldi, per quel vile denaro che il voto di povertà gli impediva perfino di toccare. Ma non di goderne. Una vita tutta spesata in barba ai precetti di illibatezza, povertà e obbedienza impostigli da Menories Domini, il ristretto gruppo fondato da Don Gius. Questa volta non potrà cavarsela con tre Ave e con tre Pater…

La sentenza dopo sei ore di Camera di Consiglio

 

Formigoni in carcere. E’ quanto hanno deciso – dopo quasi sei ore di camera di consiglio – i giudici della Cassazione che hanno confermato la condanna definitiva per l’ex presidente della Lombardia. Condanna confermata ma pena ridotta da sette a cinque anni sei mesi. La decisione dei supremi giudici, a questo punto, nonostante la riduzione di pena, porterà Formigoni in carcere.

Formigoni in carcere in barba al suo passato in Comunione e Liberazione e nonostante sia membro dei Memores Domini, il ristretto gruppo voluto dal Don Gius: per entrarci bisogna aver pronunciato i voti di castità, povertà, obbedienza. Voti traditi, secondo il Pg.

Secondo l’accusa, infatti, da parte di Formigoni c’è stato un “sistematico asservimento della funzione pubblica agli interessi della Maugeri, un baratto della funzione”. Il pg durante la requisitoria ha anche ricordato che la corruzione ha riguardato un giro di oltre 61 milioni di euro e circa 6 milioni di utilità sono arrivati “in vari flussi e forme” a Formigoni. Per questo, ha concluso, la condanna a sette anni e mezzo in Appello (ben più alta di quella del primo grado che era stata di sei anni) è da confermare: “Tenuto conto – ha aggiunto Birritteri – del suo ruolo e con riferimento all’entità e alla mole della corruzione, è difficile ipotizzare una vicenda di pari gravità”. E ha concluso: “Evitiamo che la legge possa essere calpestata con grida manzoniane”

21/02/2019   h.22.00