Grandi Firme amiche del Partitone M5s-Lega-FdI-FI trasformano in vittorie le sconfitte di Di Maio  e Salvini

Grandi Firme amiche del Partitone M5s-Lega-FdI-FI trasformano in vittorie le sconfitte di Di Maio e Salvini

04 Luglio 2019 0 Di Marino Marquardt

“Ahi serva Italia di dolore ostello…”, nell’Antipurgatorio della Divina Commedia inizia così l’invettiva di Dante contro la corruzione e il degrado morale dell’Italia. Versi sempre attuali come lo sono la maggior parte di quelli coniati dal Poeta.

La vicenda Sea Watch offre lo spunto per una riflessione sulle mistificazioni del conformismo massmediatico

Un esempio? Seguite i Tg, seguite i talk show, leggete i giornali… E poi la scelta per voi sarebbe inevitabile se non  ancora contagiati dal virus salviniano. E, tenendo a mente i versi danteschi – anche per una questione di salute mentale – vi accorgereste che per attualizzare il Pensiero del Sommo basterebbe sostituire “Ahi, serva Italia” con “Ahi Servi Italiani”, intendendo per “Servi Italiani” quei connazionali – e sono tantissimi – ormai incapaci di discernere il vero dal falso, di distinguere ciò che è eticamente accettabile e ciò che non lo è.

A sentire infatti i commenti dei cosiddetti esperti della comunicazione mediatica, la legnata subita da Matteo Salvini in materia di migranti e di Sea Watch avrebbe finito col regalare al fervente Cattolico del Viminale altre decine di migliaia  di voti.

Si tratta di vulgata ossequiosa del trend filosalviniano, si tratta di moda messmediatica del tempo, si tratta di mistificazioni di Palazzo che impongono di trasformare le sconfitte in vittorie.

Sconfitte peraltro – nel caso specifico della Sea Watch – figlie di errori politici del Leader della Lega e non prodotte da deliri di stralunati magistrati. Ma su ciò, ma su questa puntualizzazione, sulle vere ragioni delle legnate, i Comunicatori “grandi firme” stendono un velo pietoso.

E’ quanto prescrive la Legge del conformismo che impera sovrana!

Tanto da fare apparire ormai monocordi e sovrapponibili i commenti e i teoremi degli amici, dei tifosi e dei prezzolati del Partitone M5s-Lega-FdI-FI. Secondo Costoro – udite udite! – basterebbero un altro paio di casi Sea Watch per proiettare il Chiacchierone del Viminale verso il 50 per cento.

Roba da matti!

I casi allora sono due:

o tromboni, grancasse e trombette cosiddette “grandi firme” mistificano, orientano e imbrogliano l’opinione pubblica veicolando messaggi ingannevoli;

o una larghissima parte di italiani è affetta da progressivo rincoglionimento.

E già perché in un Paese normale un Capo politico nonché Vicepremier e Ministro che sbaglia tutto nella sua materia non soltanto non aumenterebbe i consensi ma sarebbe anche invitato a togliere quanto prima il disturbo.

Lo stesso trattamento che gente normale avrebbe dovuto riservare a Luigi Di Maio, vale a dire quel Capo politico che – legnato di fresco e ancora tumefatto – dopo le Europee è stato invitato a restare al suo posto a suon di clic pilotati. E ciò dopo essersi venduta l’anima – propria e della Forza politica di cui è leader – e nonostante l’emorragia di sei milioni di voti in un anno. Anche in questo caso la sconfitta si è trasformata in vittoria. Questa volta ad opera degli Obbedienti della piattaforma Rousseau…

Detto ciò, la morale della favola è semplice: l’Italia non è proprio un Paese normale. E’ un Paese acefalo di fronte al quale anche a Dante sarebbe passata la voglia di indignarsi. E la presa d’atto di ciò fa sì che l’impetuosa tentazione personale all’invettiva ceda il posto alla depressione.

Urge coramina!

04/07/2019   h.10.00