Isis/Daiish rialza la testa mentre l’Occidente abbandona Afghanistan e Sham

Isis/Daiish rialza la testa mentre l’Occidente abbandona Afghanistan e Sham

04 Luglio 2021 0 Di Corrado Corradi

Dopo aver lasciato lo Sham a se stesso, ora lasciamo l’Afghanistan, proprio mentre Isis/Daiish rialza la testa e firma attentati in Siria e Irak.

Riparliamo di Isis/Daiish

Come nelle migliori tradizioni della civiltà occidentale, un po’ ignava e un po’ furbetta ma soprattutto incapace di reiterare le proprie iniziative, ecco che è notizia di questi giorni, che abbiamo definitivamente abbandonato l’Afghanistan.

Ma, se è per quello, prima ancora siamo venuti via dallo Sham, quella regione mediorientale dall’elevatissimo valore simbolico per islamisti militanti dediti alla “da’wa” (predicazione attiva) e al “jihad” (guerra santa).

Ed ecco che, nello Sham, la formazione terroristica islamista Isis/Daiish esce dalle catacombe e si riattiva facendo quello che meglio sa fare: seminare il terrore ed espandersi.

Le autorità di sicurezza irachene hanno espresso forte preoccupazione perché già nel primo trimestre del 2021, in quel Paese (mai) pacificato malgrado l’affermazione cazzara “mission accomplished”, si sono rilevati 566 attacchi terroristici maggiori attribuibili al jihad, più un numero imprecisato di azioni minori.

Dalla Siria non giungono dati precisi e riscontrabili, anche perché in quel Paese, l’iniqua velleità occidentale di esportarvi una democrazia che piaceva solo a noi e, strumentalmente, alle formazioni integraliste dell’opposizione al regime, ha creato una situazione di così grande confusione che è persino complicato rilevare i punti cardinali.

Comunque, anche in Siria Isis/Daiish ha rialzato la testa e sta avanzando. Non sarà forse perché le forze speciali statunitensi lì inviate si occupano solo di contrastare le milizie filo-iraniane!? Nel qual caso renderebbero un notevole favore alle milizie integraliste delle Sunna che fanno lingua in bocca con Isis/Daiish.

Non ci sono balle: Isis/Daiish sta riassumendo il controllo del territorio dello Sham, colpendo sia in Siria orientale, sia nell’Iraq nord occidentale.

Ad affermare questa realtà non sono io, bensì il rapporto del Middle East Institute (Mei) dal titolo US Policy and the Resurgence of ISIS in Iraq and Syria, il quale sostanzialmente chiosa che Isis/Daish ha mantenuto

“La capacità e la volontà di riprendere il territorio, la popolazione e le risorse, in Siria e in Iraq”.

Vediamo, però, di non cadere dal pero…

In Siria Isis/Daiish ha firmato almeno 100 attacchi con riprese video

E’ notizia del 2020 del Trac (Terrorism Reasearch & Analysis Consortium) che Isis/Daiish avrebbe rivendicato ben 100 azioni documentate da altrettante riprese video riguardanti attacchi In Siria Orientale contro le Forze Democratiche Siriane (SDF), le milizie curde e quelle arabe sostenute dagli Stati Uniti.

E tutto questo alla faccia dell’uccisione, mediante un bombardamento da drone, dell’emiro Abou Bakr Al-Baghdadi avvenuta nel 2019, per cui i responsabili della sicurezza di mezzo mondo hanno affermato che si trattava di un colpo mortale inferto alle milizie del jihadismo in Medioriente.

E’ bene che cominciamo a rendercene conto: sempre più spesso, é dall’Europa che avviene il reclutamento di nuove leve per il jihad e la raccolta fondi, altrimenti non si spiega la resurrezione di uno Stato islamico armato che credevamo sconfitto…

Occhio, Autorità di sicurezza europee: il jihad stanziato in Medioriente potrebbe contare su una forza stimata in 10 mila tra foreign e non foreign fighters….

È una cifra che spaventerebbe il più ottimista dei Generali.

Sarebbe interessante, ma soprattutto necessario, aver contezza anche di cosa stia bollendo in pentola nel Sahel-Sahara. All’uopo, aspettiamo stime e analisi aggiornate ma, a naso, mi sembra (uso un eufemismo per alimentare quel minimo di speranza) si respira la stessa aria dello Sham…

E se continuiamo a fare il pesce in barile, andando dietro all’atteggiamento altalenante di un’America che non ha ancora capito il da farsi, presto sentiremo un altoparlante che ci intimerà: “Arrendetevi siete circondati”, e sarà vero.

E il dramma è che la voce che gracchierà quell’ultimatum sarà quella di un islamista incistato da noi e da noi coccolato, mentre costituiva la quinta colonna…

Mala tempora currunt.