KFOR: da Di Maio a Guerini, una priorità l’impegno militare nei Balcani

KFOR: da Di Maio a Guerini, una priorità l’impegno militare nei Balcani

13 Febbraio 2020 0 Di Claudia Svampa

Dopo Di Maio, in visita martedì a Pristina al quartier generale di KFOR, oggi Guerini dal vertice Nato a Bruxelles conferma: «La stabilizzazione dei Balcani resta una priorità”.

 

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Dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in visita martedì scorso a Pristina nel quartier generale di KFOR, a conclusione di un tour balcanico in Serbia, Macedonia e Kosovo, è oggi la volta del ministro della Difesa Lorenzo Guerini che da Bruxelles, dove è in corso il vertice Nato, fa sapere via Twitter che «la stabilizzazione dei Balcani resta per noi una priorità. In tal senso permane il nostro impegno militare in Nato KFOR».

Ma già sui popoli dei Balcani dell’est, due giorni prima, si era espresso lo stesso Di Maio, che salutando e ringraziando i soldati italiani di stanza a Pristina per l’impegno ventennale del nostro Paese in seno alla missione Kfor, aveva detto: «Noi dobbiamo favorire tutti i processi di integrazione possibile affinché i popoli di questa regione possano accedere e prendere parte alla grande famiglia dell’Unione europea. Se questo avverrà sarà grazie a voi, sarà anche grazie al lavoro che il nostro personale militare fa in questa regione ormai da anni».

Di Maio non ha risparmiato poi una frecciatina al Regno Unito, ormai ex inquilino di Bruxelles, con un richiamo alla Brexit in corso: «Qui c’è un popolo intero dei Balcani occidentali che vuole entrare nell’Unione europea e guarda l’Unione europea come una grande opportunità di sviluppo e di crescita e che condivide i nostri valori. In un momento in cui dall’Unione europea ci sono Paesi che vanno via bisogna tenersi ben stretti questi popoli».

Ancora rivolto ai soldati radunati nel salone di Casa Italia presso la base militare di KFOR di Pristina il capo della Diplomazia italiana ha aggiunto:

«Sappiate che da ministro degli esteri io sono consapevole del fatto che eredito un patrimonio di relazioni che l’Italia ha avuto nel mondo e voi siete tra i protagonisti che hanno contribuito a creare questo patrimonio. Qui in Kosovo, dove siamo da anni, in una missione così importante, dimostriamo che la nostra presenza é molto spesso diplomatica. I nostri soldati ogni giorno con la loro presenza compiono un atto diplomatico verso la strada della pace».