Libano, è esploso un arsenale: incidente o attentato?

Libano, è esploso un arsenale: incidente o attentato?

05 Agosto 2020 0 Di Corrado Corradi

L’esplosione che ha investito Beirut lascia attoniti per la forza dirompente.

E’ bene tuttavia essere prudenti prima di avanzare l’ipotesi dell’attentato terroristico, pertanto, per ora limitiamoci ad analizzare i vari video con cui é stata ripresa per avanzare qualche ipotesi tecnica.

Le esplosioni sono state due.

La prima, tutto sommato contenuta, la seconda invece di una spropositata potenza distruttiva.

La prima, una colonna di fumo bianco tendente al grigio, la seconda, un nocciolo rosso indice di un consistente effetto fuoco e una bolla bianchissima che si é espansa in un attimo.

Cosa ci dicono questi dati? Vediamo.

La prima esplosione ne ha innescato una seconda, verificatasi dopo alcuni secondi, i cui effetti così devastanti erano probabilmente inattesi.

Pertanto dobbiamo concentrare l’attenzione sulla seconda esplosione e chiederci che ci fosse in quel deposito.

Certo che quel consistente effetto fuoco e la candida nube bianca fa pensar male… fa supporre che in quel deposito ci potesse essere del fosforo.

Attentato o attacco militare, dunque? Senza voler scomodare il Manzoni… «ai posteri l’ardua sentenza».

Certo che i sospettati sono due e hanno tutte le carte in regola per esserlo.

Hizb Allah che potrebbe aver realizzato un cospicuo arsenale in vista di un confronto armato con il nemico di sempre.

Il suo antagonista più accreditato, il Mossad, che ha deciso di disarmare lo storico nemico.

E’ evidente che quello che é esploso non é un deposito di fuochi di artificio ma un arsenale bello e buono contenente un bel po’ di munizioni ed ordigni… altrimenti non si spiega un così vasto raggio di distruzione.

Se si sia trattato di un’azione di sabotaggio con posa di ordigno esplosivo all’interno dell’arsenale oppure un missile sparato da un aereo, a questo punto é marginale, perché il pericolo adesso é che Hizb Allah incolpi Israele e trascini il Libano in guerra contro l’odiato nemico di sempre.