ONORCADUTI, a Cargnacco sabato una Santa Messa dedicata ai 100 anni dell’istituzione del Commissariato Generale

ONORCADUTI, a Cargnacco sabato una Santa Messa dedicata ai 100 anni dell’istituzione del Commissariato Generale

03 Ottobre 2019 0 Di ItaliaNotizie24

Cargnacco (Udine). Sarà celebrata, sabato prossimo alle ore 11, sarà celebrata nel Tempio Ossario di Cargnacco (Udine), dall’ordinario militare, monsignor Santo Marcianò, una Santa Messa solenne in onore di tutti i caduti in occasione della ricorrenza dei 100 anni dall’istituzione del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti (ONORCADUTI).

Tempio di Cargnacco

Alla cerimonia saranno presenti il Generale Alessandro Veltri, Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti  e le principali autorità civili, militari e religiose locali.

Alla celebrazione della Santa Messa seguirà la deposizione di una corona d’alloro in omaggio ai Caduti presso la cripta del Tempio.

La scelta è caduta proprio su Cargnacco perché è il luogo venne realizzato, per volontà di monsignor Carlo Caneva, che era stato cappellano militare in Russia durante la II Guerra Mondiale, per ricordare gli oltre 90 mila caduti e dispersi proprio lì.

La Campagna di Russia causò tanti morti e feriti tra i soldati italiani

In seguito alla caduta del Muro di Berlino è stato possibile il rimpatrio di numerosi caduti ancora sepolti in cimiteri di guerra sul Don.

A Cargnacco sono tumulate oltre 8 mila salme, tra ignoti e caduti identificati, mentre più di 3 mila sono state restituite alle famiglie.

I nomi degli oltre 90 mila soldati che non fecero più rientro dalla campagna di Russia sono riportati nei 24 volumi che si trovano nell’aula dominata dalla scritta “Ci resta il nome”.

Il Commissariato Generale, ente interforze la cui organizzazione compete al ministro della Difesa, è stato istituito nel 1919.

Si occupa di ricerca, recupero, rimpatrio e definitiva sistemazione dei caduti italiani non ancora individuati; nella sorveglianza e nella gestione delle otto zone monumentali di guerra, nella sistemazione, manutenzione e custodia degli oltre mille tra sacrari e sepolcreti, in Italia ed all’estero, nei quali sono custodite le spoglie dei caduti italiani in guerra, a decorrere dal 4 marzo 1848 fino alle più recenti missioni di pace.

Negli ultimi due anni sono stati riportati in Patria i caduti in Sudan, Bosnia, Albania, Croazia, Russia.

Lo scorso 25 settembre si è svolta la cerimonia relativa all’ultimazione dei lavori di digitalizzazione, durati poco più di un anno, dei 318.740 fascicoli dell’Albo d’Oro dei Caduti del secondo conflitto mondiale.

Il Commissariato Generale ricorre inoltre alle più moderne tecnologie, come ad esempio l’esame del DNA in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, per la comparazione dei profili genetici al fine di attribuire un’identità certa ai resti mortali dei caduti come accaduto con le spoglie del senatore Gigante e del Vice Brigadiere Diana ritrovate in Croazia lo scorso anno.

In occasione dei cento anni di costituzione del Commissariato, oltre alla celebrazione che si svolgerà sabato a Cargnacco, è previsto un convegno sul culto della memoria che si terrà a Roma presso il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD) il successivo 9 ottobre.

Il Tempio di Cargnacco è dedicato alla Madonna del Conforto. Si trova nel Comune di Pozzuolo del Friuli, nella frazione di Cargnacco, a 7 chilometri circa da Udine.

Come detto fu realizzato per volontà di Monsignor Carlo Caneva, che è stato cappellano militare in Russia durante la II Guerra mondiale, per ricordare gli oltre 90 mila Caduti e Dispersi in Russia.

Appena rientrato in Patria, don Caneva fu assegnato alla parrocchia di Cargnacco, che aveva sede nell’attuale museo gestito dall’UNIRR (Unione Nazionale Italiana Reduci Di Russia) e cominciò a raccogliere i fondi per realizzare il Tempio adiacente.

La prima pietra fu posta il 9 ottobre 1949 e i lavori si conclusero con la consacrazione l’11 settembre 1955.

Il Tempio svetta nella campagna friulana su una piazza, intitolata a don Caneva, ritmata dai 12 cippi lapidei che ricordano le divisioni ed i reparti dell’ARMIR (Armata italiana in Russia) e dai 14 piloni portabandiera.

Al centro c’è una grande asta portabandiera che riprende alla base lo schieramento dell’ARMIR sul fiume Don.

L’edificio è opera dell’architetto udinese Giacomo Della Mea, realizzato secondo i principi dell’architettura monumentalista degli anni ’40 del Novecento.

Si articola con un volume principale diaframmato in quattro livelli dalle tre aperture quadrangolari nella base, di marmo bianco, e dai tre ordini di arcate soprastanti con paramento in laterizi, l’ultima delle quali scandita in sei archi piuttosto che tre per alleggerire il rapporto col cielo.

Ai lati si affiancano arretrati due corpi pieni in laterizio, tali da conferire al corpo principale una dinamica preminente.

I due orologi simmetrici posti sulle sommità dei corpi laterali ricordano simbolicamente il tempo trascorso nell’attesa dalle madri e dalle spose dei soldati.

In marmo bianco sono pure i tre avelli posti al primo livello delle arcate, che dichiarano all’esterno il carattere sepolcrale del Tempio.

L’interno è costituito da un’ampia aula con arcate, decorata da pregevoli mosaici (scuola di Spilinbergo e artisti locali), dall’affresco di controfacciata, cicli ceramici, bassorilievi bronzei e vetrate policrome che raccontano le vicende dell’Armata italiana in Russia.

Le decorazioni sono in gran parte opera di artisti reduci essi stessi della Campagna di Russia.

L’Ossario è ospitato nell’ampia cripta sottostante l’abside, ampliata a partire dal 1993. In seguito alla caduta del muro di Berlino è stato possibile il rimpatrio di numerosi Caduti ancora sepolti in cimiteri di guerra sul Don, la cui esistenza era stata fino ad allora negata.

Ad oggi il Commissariato per le Onoranze ai Caduti ha tumulato oltre 8 mila salme, tra Ignoti e Caduti identificati, mentre più di 3 mila sono state restituite, su richiesta,  alle famiglie.

Nel vano circolare è posizionata l’arca sepolcrale del Milite Ignoto dell’ARMIR, il primo Caduto rientrato in Patria nel 1990.

Dal 1° ottobre al 31 marzo il Tempio è visitabile dalle 8,30 alle 17. Dal 1° aprile al 30 settembre tutti i giorni dalle 8,30 alle 19.

Il museo adiacente dedicato ai Caduti e Dispersi in Russia è curato dall’UNIRR ed è visitabile su prenotazione.

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03 October 2019 | 12:23


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