Regno Unito, dimissioni della May: si spinge per una “Mexit” rapida

Regno Unito, dimissioni della May: si spinge per una “Mexit” rapida

16 Maggio 2019 0 Di Pietro Nigro

La premier britannica May ha già detto che si dimetterà e tutti vogliono sapere quando. E c’è chi vuole la “Mexit” prima del voto sulla nuova legge Brexit a giugno.

Uk, aria di Mexit: pressioni sulla May per le dimissioni

Una cosa è certa, nel lunghissimo cammino iniziato con il referendum sull’uscita dall’Europa: che Theresa May, che per ben tre volte si è vista bocciare nel Parlamento britannico le sue leggi sulla Brexit, si dimette dalla carica di Primo ministro. E oggi si è saputo anche quando lascerà la sede di Downing Street: a giugno, dopo aver sottoposto al voto del Parlamento anche la quarta legge sul divorzio da Bruxelles, che sarà discussa in aula a partire dal 3 giugno.

A stabilirlo, la stessa premier, che oggi ha incontrato i parlamentari Conservatori del Comitato 1922, una sorta di comitato direttivo del suo partito, proprio per discutere le sue dimissioni.

Il primo ministro è determinato a garantire la nostra partenza dall’Unione europea e dedica i suoi sforzi per assicurare la seconda lettura del disegno di legge nella settimana che inizia il 3 giugno 2019 e il passaggio di quel disegno di legge e la conseguente uscita del Regno Unito dall’Unione Europea entro l’estate – ha detto il presidente del Comitato 1922 Graham Brady in una dichiarazione seguita proprio all’incontro con la May – Abbiamo convenuto che lei e io ci incontreremo in seguito alla seconda lettura del disegno di legge per concordare un calendario per l’elezione di un nuovo leader del partito conservatore e unionista“.

Il che, tradotto dal politichese, dimostra che un accordo non si è trovato, e che non è affatto chiaro quando esattamente ciò avverrà, e quando si potrà mettere mano alla questione a questo punto più importante per il Partito Conservatore, la scelta del nuovo leader, carica per cui sta scaldando Boris Johnson, considerato un fervente sostenitore della Brexit.

I suoi colleghi di partito vorrebbero congedarla al più presto, ma non possono procedere, perché la “sfiducia” alla premier è stata già posta a dicembre, ma non è stata votata dalla maggioranza dei parlamentari. E le attuali regole del Partito non consentono altre sfiducie per un periodo di un anno.

Insomma, i Conservatori sono nella impasse più totale, e l’unica per liberarsi della May è che sia lei stessa a dimettersi. Per questo la premier viene sottoposta ad ogni genere di pressione per affrettare al massimo il suo sgombero da Downing Street.

A quanto pare, c’è perfino chi vorrebbe che la Signora May si togliesse di torno subito, cioé a maggio, al massimo all’indomani delle elezioni europee, a cui i Britannici devono partecipare proprio perché non si sono approvate le varie leggi sulla Brexit.

Ma anche i meno estremisti vanno di fretta, e vorrebbero che le dimissioni vengano stabilite subito, e chiaramente, per l’inizio di giugno, anche nel caso che il quarto tentativo di approvare la legge sulla Brexit fallisca.

Il che è molto probabile, perché i soli Conservatori non hanno i numeri sufficienti per far approvare la legge e, finora, settimane di colloqui con i Laburisti hanno dimostato quanto inconciliabili siano le posizioni dei due maggiori partiti britannici.

Per ora, a Londra, il braccio di ferro continua.