Roma, rapiva e uccideva gatti. Sgomberato appartamento di donna affetta da gravi turbe psichiche

Roma, rapiva e uccideva gatti. Sgomberato appartamento di donna affetta da gravi turbe psichiche

18 Giugno 2017 0 Di Redazione In24

Orrore in via Lavinio dove, fra cumuli di rifiuti e cadaveri felini, una donna viveva in condizioni igienico sanitare raccapriccianti. Da 15 anni vicini e animalisti segnalavano inutilmente alle istituzioni. L’intervento è stato coordinato da Antonio Colonna, esperto in tutela degli animali


Barbonismo domestico, accumulo seriale di “cose” fra cui malcapitati gatti, rinchiusi senza acqua né cibo in un appartamento a Roma, in via Lavinio. Da più di 15 anni i vicini segnalavano e lamentavano odori nauseabondi e tentativi di incendio, mentre volontari animalisti richiedevano l’intervento istituzionale per salvare i gatti imprigionati nell’abitazione. Alcuni mici, nel tempo, hanno tentato la sorte lanciandosi dalla finestra e parte di essi è stata raccolta e salvata, mentre gli altri, con ogni probabilità molto numerosi, sono andati incontro a una sorte terribile.

Solo grazie all’intervento di Antonio Colonna, esperto di tutela degli animali che ha risposto alle annose segnalazioni del regista e drammaturgo Luca De Bei e della volontaria Veronica Innominati, si è giunti a tre accessi delegati dalla Procura della Repubblica di Roma che hanno permesso di rimuovere 16 tonnellate di rifiuti e salvare – con la preziosa collaborazione della catturatrice Elena Chertizza – tre gatti ancora in vita, rinvenendo poi fra i cumuli di immondizia i corpi di altri quattro felini subito consegnati all’Istituto Zooprofilattico del Lazio, per accertare se le cause della morte dipendano da inedia e mancanza di acqua o da atti violenti.

“L’appartamento, dove sembra che nessun assistente sociale avesse mai messo piede, ci si è presentato come una vera e propria bomba sanitaria, stracolmo di rifiuti, feci, insetti infestanti, oltre ai cadaveri dei gatti” dice Antonio Colonna, che nell’operazione ha coordinato le guardie zoofile di Fare Ambiente con funzioni di polizia giudiziaria. “Il reato di maltrattamento e uccisione di animali è penale, e in questo contesto si configura oltretutto come spia di un disagio pericoloso e verosimilmente sottovalutato dalle istituzioni competenti. E’ ora necessario accertare le responsabilità. Per parte nostra” prosegue Colonna, “seguiremo il caso finché non si siano assunti provvedimenti in grado di impedire in via definitiva che la situazione si ripeta”.
La donna intanto è rientrata nel proprio appartamento, il cui sgombero è stato reso possibile anche dalla generosa disponibilità dell’avvocato del condominio, il quale ne ha anticipato le spese. “I cittadini non possono sostituirsi alle istituzioni e ci auguriamo che il VII Municipio provveda prontamente a rimborsarlo” dice ancora Colonna.

Più cittadini segnalavano dal 2007 una situazione che solo l’accesso all’appartamento ha rivelato in tutto il suo orrore, ma fino adesso ne erano scaturiti una quarantina di sopralluoghi, due ordinanze di sgombero e nessun risultato concreto.
“I fatti purtroppo hanno dimostrato che avevamo ragione” commenta Luca De Bei. “Chiediamo dunque che si agisca immediatamente e con competenza per aiutare questa persona gravemente malata e per scongiurare qualsiasi ulteriore violenza su animali o persone”.