Sequestro di persona. Il Tribunale dei Ministri vuole processare Salvini. Barcollano i Cinquestelle…

Sequestro di persona. Il Tribunale dei Ministri vuole processare Salvini. Barcollano i Cinquestelle…

19 Dicembre 2019 0 Di Marino Marquardt

L’appello al Senso di Responsabilità delle Forze Politiche presenti in Parlamento”, la conversione al Buonismo e l’offerta fuori stagione del ramoscello d’ulivo agli avversari…

Coincidenza del caso, ha preparato e proposto il Pacco Natalizio nelle stesse ore in cui il Tribunale dei Ministri metteva a punto la richiesta di autorizzazione a procedere nei Suoi Confronti per sequestro di persona aggravato.

Una tempistica strabiliante, cronometrica. Una tempistica che insinua un atroce sospetto. Questo: Vuoi vedere che Matteo Salvini – agitato dai fantasmi di nuove noie giudiziarie – sia nuovamente alle prese col disperato tentativo di ingraziarsi gli Amici Parlamentari del Centrodestra e gli ex Alleati per sfuggire alle insidie del Processo?

L’Atto di Accusa è categorico: Matteo Salvini “ha abusato dei suoi poteri provando della libertà personale 131 migranti a bordo dell’Unità navale Gregoretti della Guardia Costiera italiana alle 00,35 del 27 luglio 2019”.

Dagli spavaldi inviti dei mesi scorsi “Sono qui, venite a prendermi, processatemi” alla strizza e alla tremarella di oggi, strizza e tremarella di andare a processo, ovviamente. L’ex Titolare del Viminale ora piagnucola: “Rischio fino a 15 anni di reclusione”. Indubbiamente è double face, il Personaggio.

Detto ciò, in primis dovrà essere la Giunta per le Autorizzazioni del Senato a decidere.

Ma l’iniziativa del Tribunale dei Ministri non turba soltanto il Leader della Lega. Di fronte alla notizia barcollano anche i Grillini.

Indubbiamente la richiesta del Tribunale dei Ministri rappresenta infatti una patata bollente per i Cinquestelle già agitati dalle tensioni attorno ad una Leadership – quella di Luigi Di Maio – sempre più traballante e messa in discussione.

Dopo la scelta suicida di correre con propri Candidati-Presidente alle prossime Elezioni Regionali dell’Emilia-Romagna e della Calabria, il Capo Politico del M5s rischia di fare harakiri nel caso desse indicazione di voto contrario all’Autorizzazione a procedere; in questo caso infatti si tratterebbe della stessa scelta già fatta il 19 febbraio scorso; si tratterebbe della reiterazione dell’errore che salvò il tremebondo Alleato e che al M5s costò milioni di voti alle Europee. Una debacle che si è poi ripetuta in tutte le successive elezioni autunnali. Si trattò di una scelta suicida avallata dalla onnipresente foglia di fico della Piattaforma Rousseau.

Morale della favola, Di Maio è destinato a pagare dazio qualunque decisione prenda.

Il tutto mentre i Soliti Professionisti della Politica & delle Poltrone hanno bloccato il taglio dei Parlamentari con il raggiungimento del Quorum per il Referendum in materia. Se ne riparlerà – vedrete – a Babbo Morto…

Ps. Avviso agli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dalla scrittura corrente sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola. Amen!

19/12/2019  h.06.30